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'Iran e caos mondiale. Le scelte che ancora possiamo fare': incontro pubblico a Empoli

La situazione internazionale appare sempre più segnata da escalation militari, crisi diplomatiche e tensioni che coinvolgono direttamente anche l’Europa e il nostro Paese. Il conflitto in Asia Occidentale, il ruolo dell’Iran, la ridefinizione degli equilibri globali e il rischio di un allargamento dei fronti di guerra alimentano una diffusa sensazione di disorientamento e impotenza. In questo contesto nasce l’incontro pubblico “Iran e caos mondiale. Le scelte che ancora possiamo fare”, promosso per offrire strumenti di comprensione e discussione su una fase storica che sembra sfuggire alle categorie con cui eravamo abituati a leggere la politica internazionale.

Interverranno Alberto Bradanini, già ambasciatore d’Italia in Iran e in Cina, e Minoo Mirshahvalad, ricercatrice, studiosa dell’Islam e cittadina iraniana, in collegamento da Copenaghen La serata rappresenta anche il naturale sviluppo di una discussione aperta già nei mesi scorsi. A gennaio, di fronte alla brutale repressione delle proteste in Iran, si pose anche nel nostro territorio il tema se promuovere o meno una manifestazione di solidarietà contro il regime iraniano. Da un lato era chiara la vicinanza a un popolo che chiedeva libertà e diritti; dall’altro emergeva la preoccupazione che le mobilitazioni potessero essere lette o utilizzate dentro una cornice internazionale favorevole a logiche di ingerenza o intervento esterno.

Una contraddizione reale, che interroga chiunque voglia prendere posizione senza rinunciare alla complessità: come sostenere le lotte dei popoli senza diventare inconsapevolmente parte di strategie geopolitiche altrui? Come distinguere solidarietà, propaganda, interessi e narrazioni selettive, in un sistema informativo che spesso orienta attenzione e indignazione in modo discontinuo? Da quella discussione nacque l’impegno a promuovere un momento di approfondimento specifico sull’Iran e sul contesto regionale. L’incontro del 13 maggio risponde anche a questa esigenza. L’obiettivo, tuttavia, non è solo analizzare.

In una fase in cui il disordine internazionale sembra crescere e i margini di azione dei cittadini apparire ridotti, la domanda centrale diventa concreta: quali scelte politiche, civili e istituzionali sono ancora possibili? Quale ruolo può svolgere l’Italia? Quali richieste realistiche e verificabili possiamo avanzare a chi si candida a governare? Non una conferenza accademica, dunque, ma un’occasione pubblica per orientarsi, discutere e provare a individuare strumenti di azione collettiva di fronte a una crisi che riguarda tutti

Fonte: Comitato Empoli per la Pace

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