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Mario Cardinali a Radio Lady. Stasera a Vinci la consegna del premio 'Li Omini Boni'

Lo storico direttore de Il Vernacoliere riceverà il premio alle 21 alla Biblioteca Leonardiana. Il riconoscimento gli viene assegnato per aver utilizzato la satira come "antidoto al trasformismo giornalistico"

È stato ospite questa mattina ai microfoni di Radio Lady, insieme a Cristina Ferniani, Mario Cardinali, storico direttore de Il Vernacoliere, che questa sera sarà premiato a Vinci con il riconoscimento 'Li Omini Boni'. La cerimonia si terrà alle 21 presso la Biblioteca Leonardiana. Il premio viene assegnato a personalità che si distinguono nell'attività di divulgazione e, in questo caso, riconosce il ruolo che Cardinali ha avuto nell'utilizzare la satira come "antidoto al trasformismo giornalistico".

Durante l'intervista, Cardinali ha ripercorso la storia del Vernacoliere, fondato a Livorno nel 1961 e diventato nel 1982 la storica rivista satirica che oggi conosciamo. Ha poi affrontato il tema della crisi della carta stampata, offrendo anche una personale interpretazione della satira tra passato e presente. Nonostante le difficoltà del settore, ha sottolineato come il giornale resti una delle poche realtà indipendenti nel panorama editoriale italiano ed europeo.

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"Il Vernacoliere è una delle poche riviste rimaste indipendenti non solo in Italia ma anche in Europa - ha spiegato - forse è la più antica nel suo genere. Il problema non è tanto chi fa satira, ma chi la legge. Oggi il digitale sta riducendo la potenzialità critica, perché cambia il modo di fruire dei contenuti".

Ampio spazio anche a una riflessione sulla cultura contemporanea e sul mondo della scuola. Cardinali ha evidenziato, anche sulla base del confronto con insegnanti di diversi livelli scolastici, una crescente "meccanizzazione" dei metodi di valutazione e di insegnamento. "Il metodo di insegnamento è cambiato. Molti insegnanti parlano di valutazioni sempre più meccanizzate. E tra i ragazzi si nota un rifiuto della lettura. Si legge non solo per leggere, ma per capire. Serve riflessione e capacità critica, che spesso è nemica della politica".

Ma cos'è la satira per Cardinali? Per il direttore la satira non è ciò che viene inteso oggi, che viene spesso ridotta a semplice comicità, ma il suo significato è molto più profondo: "La satira è esercizio critico dell’intelligenza e una buona dose di passione civile. È una proposta di costruzione attraverso la decostruzione di ciò che è stabilito per autorità, usi, costumi e interessi di chi detiene il potere", ha spiegato. Fondamentale per lui anche la dimensione dell'autocritica, senza la quale non si potrebbe far satira: "Se non si sa prendersi in giro, come si può prendere in giro gli altri? Altrimenti si rischia di cadere nella supponenza".

Si è parlato anche della crisi della carta stampata che ha colpito duramente Il Vernacoliere, costretto a sospendere da novembre le pubblicazioni. Sul futuro della rivista, Cardinali ha osservato: "Molti collaboratori mi dicono che senza di me sarà difficile portare avanti il Vernacoliere. Fare satira richiede competenze precise, anche la capacità di sostenere le proprie idee davanti a un giudice, se necessario".

Appuntamento allora a questa sera, nel cuore della città leonardiana, dove Cardinali riceverà il premio 'Li Omini Boni', che nell'Anno dell'Ingegno vuole celebrare chi ha saputo trasformare la comunicazione in strumento di pensiero critico e divulgazione.

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