"Mario ora può respirare da solo. Grazie di cuore ai medici", la lettera da San Miniato

Mario Lapi
Parole di "gratitudine e stima infinita per questi medici che si sono dedicati tanto al processo di cura e di guarigione di Mario, non solo dal punto di vista medico, ma anche umano. Sono stati il nostro porto sicuro. La nostra ancora di salvezza. E ci hanno accompagnati tenendoci per mano tutto questo tempo, sostenendoci, non facendoci mai mancare una parola gentile". A scriverle sono Mario Lapi, 36enne di San Miniato, insieme alla sua famiglia: tramite una lettera hanno voluto rendere noto il ringraziamento al Meyer, all'ospedale di Empoli e a Careggi di Firenze, dopo un lungo percorso di cura.
Come raccontato dalla famiglia Mario "fin dalla nascita ha dovuto lottare per la sua vita. Ha subito vari interventi al cuore e negli anni, nonostante le difficoltà legate alla salute, è riuscito ad ottenere tanti traguardi importanti praticando sport e attività a lui care, che lo hanno reso autonomo" e attivo nel tessuto sociale del suo territorio, anche tramite l'impegno nel volontariato. Poi, il 5 gennaio 2024, "a causa di una grave insufficienza respiratoria è stato sottoposto in urgenza a un intervento per inserire una tracheostomia e permettergli di respirare. Ciò che lo ha riportato alla vita però, lo ha privato di tante piccole cose che nel tempo aveva conquistato con fatica", come appunto fare sport o volontariato, "aveva costante bisogno di controlli, aspirazioni e medicazioni".
Ora l'importante svolta: "A distanza di 2 anni e mezzo grazie al costante supporto di medici, infermieri e operatori socio sanitari speciali non solo professionalmente, ma anche umanamente, Mario è tornato a respirare in maniera autonoma, senza più bisogno della cannula tracheostomica". Per questo il giovane e la famiglia vogliono ringraziare, "con tutto il cuore - continua la lettera - i meravigliosi dottori Roberto Baggi e Stefano Avenali, che da ormai anni e anni ci supportano, sostengono e ci hanno fatto questo immenso regalo. Un sentito ringraziamento anche a tutti i collaboratori del reparto di endoscopia respiratoria del reparto di sub-intensiva dell'ospedale Meyer, dove ormai siamo quasi di casa e a tutti i professionisti anche dell'ospedale di Empoli, del CTO di Firenze e dell'assistenza domiciliare che in questi due anni ci hanno accompagnato con passione e dedizione verso la guarigione. Grazie di cuore".