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Monia Monni in visita all'ospedale di Empoli: "Continueremo a investire e credere nella struttura"

Dal rifacimento del Lotto H al potenziamento del pronto soccorso fino al nodo infermieri: il punto dell'assessora regionale in visita a Empoli

"Il personale ci chiede di continuare a credere in questo ospedale e di investire, ed è quello che abbiamo intenzione di fare". Queste le prime parole dell'assessora regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali, Monia Monni, al termine della visita all'ospedale San Giuseppe di Empoli di questa mattina. Durante la visita, inserita all'interno del 'tour di ascolto' che l'assessora sta portando avanti in tutta la Toscana, Monni ha incontrato il personale sanitario, i responsabili e i sindaci del territorio. Nel corso di punto stampa con i giornalisti ha parlato degli investimenti sulla struttura e si è soffermata sul problema dell'organico degli del personale sanitario.

Gli interventi in cantiere al San Giuseppe

In cantiere numerosi interventi, primo fra tutti il rifacimento della palazzina H, un investimento da 37 milioni di euro che, fa sapere Monni, "sarà concluso entro la fine dell'anno". All'interno della struttura, composta da otto piani e 15mila quadri complessivi, si concentrerà un polo di servizi dedicato alle attività diurne ospitando la Dialisi (con oltre 40 postazioni), l'Oncologia, l'Odontoiatria e i servizi territoriali oggi dislocati in via Rozzalupi, garantendo così una totale integrazione dei percorsi di cura.

Un altro importante intervento riguarda quello sul pronto soccorso che sarà interessato da lavori di adeguamento e ampliamento. "Saranno interventi complessi - commenta Monni -, perché intervenire in un pronto soccorso che deve continuare a funzionare non è semplice. Stiamo discutendo con la Direttrice del pronto soccorso per trovare le soluzioni migliori per garantire l'efficienza dell'intervento e la funzionalità dell'ospedale".

Nel corso della visita, l'assessora regionale ha visitato anche il Centro Donna, che da venti anni accompagna le donne non soltanto nella malattia ma anche in percorsi di recupero fisico e personale. "È stata un'esperienza bellissima - commenta Monni -. Una realtà molto evoluta e molto legata al territorio in cui i sindaci hanno creduto molto e hanno sostenuto continuando a farlo. Ha una visione dell'umanizzazione delle cure che la Regione condivide".

Infine, Monni parla della dimostrazione di un intervento realizzato grazie al robot Da Vinci. "Un grande investimento fatto dentro a questo ospedale. In pochi mesi sono stati già effettuati 106 interventi. Lo stanno usando molto e lo stanno usando bene, con grandi benefici per i pazienti, perché in questi modo gli interventi risultano molto meno invasivi e i tempi di recupero sono straordinariamente rapidi".

Carenza del personale sanitario, Monni: "Serve investire per far tornare il sistema attrattivo"

Sul problema ormai tristemente noto che colpisce il sistema sanitario pubblico, quello della carenza di personale, in particolare degli infermieristico, Monni ha commentato dicendo che la Regione "sta formando gli infermieri e gli OSS che popoleranno la nuova struttura dell'area subintensiva, dove sono stati attrezzati sedici nuovi posti letto con un intervento molto recente, importante e impegnativo anche dal punto di vista economico. C'è una carenza in tutto il Paese del personale infermieristico, che è preziosissimo. Le competenze degli infermieri sono diventate straordinarie e necessarie per far funzionare bene gli ospedali".

Monni ha anche denunciato il problema di una retribuzione non sufficiente rispetto alle funzioni svolte, sottolineando che spesso "fuggono verso il privato che, aihmè, paga di più". Una carenza, a detta di Monni, dovuta dalla mancanza vocazionale tra i giovani e le giovani "che sempre meno scelgono questa professione, difficile anche se mervigliosa. Adeguare a un adeguamento degli stipendi la renderebbe sicuramente più attrattiva".

Lo stesso vale anche per i medici: "Mancano tantissimi medici di medicina generale, ma soprattutto mancano i geriatri, una figura centrale in una popolazione che invecchia. Mancano anche dermatologi, oculisti e molte altre figure professionali. I dati che osserviamo ci fanno pensare che nei prossimi anni possa esserci un'inversione di tendenza, ma dobbiamo continuare a investire nella sanità pubblica. Se il governo tornasse a investire sul sistema sanitario pubblico, certamente la curva si invertirebbe e il sistema tornerebbe a essere attrattivo".

In chiusura Monni ha ringraziato i sindaci presenti e la consigliera Barnini: "Questa alleanza istituzionale è ciò che rende forte questo ospedale e lo aiuta a crescere". L'assessora ha poi proseguito il proprio 'tour' con la visita all'ospedale di comunità di Castelfiorentino.

I numeri del San Giuseppe

Il presidio empolese è il secondo della rete aziendale per offerta assistenziale e serve un bacino di circa 250mila abitanti. Con 389 posti letto e 12 sale operatorie, la struttura copre le principali specialità: dall'area medica (cardiologia, neurologia, nefrologia) a quella chirurgica e materno-infantile, fino all'emergenza-urgenza.

I dati di attività mostrano un ospedale dinamico: nel 2025 il Pronto soccorso ha gestito 67.607 accessi, con un ulteriore incremento del 4% nel primo trimestre del 2026. Sebbene i ricoveri totali siano rimasti stabili (circa 15.900 annui), cresce la chirurgia (+4%) e si consolida l’orientamento verso percorsi assistenziali a minore intensità di cura, come il day service e la chirurgia ambulatoriale, che ha superato i 5.700 interventi.

Le dichiarazioni

Il direttore generale Valerio Mari ha sottolineato come gli interventi presentati  "dimostrano la volontà di mantenere il San Giuseppe come hub di riferimento per le patologie complesse. Non parliamo solo di mura, ma di un lavoro in rete che ha permesso, a esempio, di avviare la robotica in tempi record grazie alla collaborazione tra i professionisti dei vari presidi della nostra azienda".

Sulla ristrutturazione della palazzina H si è soffermato anche l'ingegner Sergio Lami, definendola "una vera e propria sfida per il nostro presidio. Un'opera pensata per centralizzare le attività diurne e ottimizzare l'integrazione tra ospedale e territorio, all'avanguardia e perfettamente interconnessa agli altri padiglioni tramite tunnel e collegamenti funzionali, per garantire la massima fluidità nei percorsi di cura dei pazienti".

"Il San Giuseppe sta cambiando pelle per rispondere a una domanda di salute che diventa sempre più specialistica - ha aggiunto la direttrice del presidio, Francesca Bellini -. Il trasferimento delle attività nel blocco H ci permetterà di riorganizzare gli spazi dei corpi centrali A e B, ottimizzando le degenze ordinarie e potenziando la chirurgia, in un’ottica di assistenza moderna e vicina alle persone, possibile anche grazie alle qualità professionali ed umane del personale".

A chiudere gli interventi è stato il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi: " È stato un momento per fare il punto su un percorso di investimento sulla sanità - ha concluso il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi -, con delle risorse vere e dei progetti avviati. Abbiamo visto il nuovo macchinario Da Vinci che tanto abbiamo voluto per il nostro ospedale. Abbiamo il Lotto H molto avanti nei lavori, e dove al suo interno confluiranno anche molti settori dell'edificio di via Rozzalupi.

Da parte del Comune, stiamo garantendo il massimo supporto e la massima velocità con gli uffici comunali per far partire i lavori nelle altre zone dell'ospedale, come la nuova Radioterapia. Dal prossimo anno partirà l'ampliamento del pronto soccorso, che è avanti con le fasi autorizzative. Parliamo di un primo punto di accesso per tante persone, sottoposto a grande pressione da parte del territorio per cui ha bisogno di un adeguamento strutturale. È importante la tecnologia, sono importanti gli investimenti sugli spazi, ma abbiamo sottolineato anche la qualità del grande gruppo di persone che garantisce la qualità della sanità sul territorio".

Niccolò Banchi

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