gonews.it

Nuovo Ecopark a Ponte a Elsa, Buongiorno Empoli: "Rischio contenitori vuoti, servono nuove assegnazioni"

A 26 anni dall’avvio dei lavori e dopo anni di abbandono, l’ex “ecomostro” di Ponte a Elsa è stato recuperato e inaugurato il 17 dicembre 2025 con un investimento di circa 6 milioni di euro. “Oggi, dopo oltre due decenni, quell’immobile è stato finalmente recuperato”, osserva il gruppo Buongiorno Empoli. A mesi dall’apertura, però, BE segnala criticità sulla piena funzionalità dell’Ecopark e "difficoltà nel rendere pienamente vivo e funzionale l’intero complesso", evidenziando anche il rallentamento delle assegnazioni degli spazi.

Il gruppo propone bandi gratuiti per associazioni e l’uso di enti pubblici, sollevando infine un dubbio più ampio: "Saremo davvero in grado di riempire e far vivere tutti questi spazi?"

La nota completa

Sono passati ben 26 anni dall’inizio dei lavori di costruzione di quello che, per molto tempo, è stato conosciuto come l’“ecomostro” di Ponte a Elsa. Dopo il fallimento dell’impresa edile, il cantiere è rimasto per anni in stato di abbandono, attraversando anche fasi di evidente pericolosità per la presenza di gru e ponteggi deteriorati, ben presenti nella memoria dei cittadini.

Oggi, dopo oltre due decenni, quell’immobile è stato finalmente recuperato, con un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, superiore ai 5,4 milioni inizialmente previsti. Un risultato importante, celebrato con la triplice inaugurazione del 17 dicembre 2025. A distanza di mesi, però, cresce la preoccupazione per quello che appare come un rallentamento nelle procedure di affidamento degli spazi dell’Ecopark. Se da un lato registriamo con favore l’apertura dell’URP e della biblioteca, che stanno riscuotendo una buona partecipazione, dall’altro emerge con chiarezza la difficoltà nel rendere pienamente vivo e funzionale l’intero complesso.

Il quartiere di Ponte a Elsa “nuova” è un’area densamente abitata, con numerose famiglie e una significativa presenza di bambini e ragazzi che frequentano anche gli spazi verdi circostanti. Proprio per questo riteniamo fondamentale evitare che una struttura così rilevante resti solo parzialmente utilizzata. Per questo motivo proponiamo un cambio di approccio: preso atto che il primo bando per l’assegnazione degli spazi è andato deserto, probabilmente a causa dei costi troppo elevati richiesti ai soggetti interessati, l’amministrazione potrebbe valutare la pubblicazione di bandi a titolo gratuito destinati alle associazioni del territorio. Realtà culturali e sociali che, già oggi, sarebbero pronte ad animare questi spazi con attività utili alla comunità, contribuendo a trasformare l’Ecopark in un vero punto di riferimento per il quartiere.

Allo stesso tempo, si potrebbe valutare l’assegnazione di alcuni spazi a enti pubblici, evitando il ricorso a locazioni onerose per soggetti privati e garantendo comunque servizi ai cittadini. Resta inoltre una riflessione di fondo: era davvero necessario realizzare una struttura di queste dimensioni, oppure sarebbe stato più opportuno prevedere un intervento più contenuto, con maggiori spazi verdi e costi complessivi inferiori? Ci auguriamo di essere smentiti nel più breve tempo possibile dai fatti, con un’accelerazione concreta nelle assegnazioni e una piena valorizzazione dell’immobile.

Ma una domanda più ampia, a questo punto, riteniamo sia inevitabile: tra il recupero del Cinema La Perla, il futuro Teatro Comunale, Hope (vecchio ospedale), Palazzo Ghibellino, acquisto dell’attuale Palazzo Comunale: saremo davvero in grado di riempire e far vivere tutti questi spazi? Oppure stiamo rischiando di progettare più contenitori di quanti la città possa realisticamente sostenere?

Exit mobile version