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Hantavirus, il presidente della Regione Toscana Giani rassicura: "Nessun allarmismo"

Eugenio Giani

L'aggiornamento del presidente della Regione Toscana sulle condizioni della donna di Firenze in quarantena precauzionale: "È asintomatica"

La cittadina di Firenze per la quale sono state attivate nei giorni scorsi, in via precauzionale, le procedure di sorveglianza sanitaria "è asintomatica ancora" spiega il presidente della regione Toscana "dunque è evidente che non può contagiare altri". Davanti alla stampa questa mattina Eugenio Giani ha fatto il punto, rivolgendo un messaggio di rassicurazione ai toscani sull'Hantavirus: "Nessun allarmismo". Confermato che non ci sono altre persone in Toscana sottoposte a quarantena precauzionale oltre alla donna attualmente in osservazione, che termina l'8 giugno, Giani ha dato aggiornamenti sulle sue condizioni, ringraziandola per lo spirito di collaborazione: "I medici mi dicono che già dalla prossima settimana, se continuasse a non avere alcun sintomo, si potrebbe dare come positivamente sviluppata l'osservazione". La donna residente nel capoluogo toscano era stata posta in quarantena dopo essere stata individuata come uno dei quattro contatti italiani di una persona recentemente deceduta a causa dell'Hantavirus: l’allerta era scattata dopo una comunicazione ufficiale del Ministero della Salute, secondo la quale il contatto sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco su un volo Klm con scalo a Roma su cui viaggiava la persona poi morta a Johannesburg, e non risulterebbe essere stato né ravvicinato né prolungato. La cittadina domiciliata a Firenze "è stata sempre distante in aereo dalla persona che poi sappiamo essere morta. I minuti sono stati davvero pochi".

Poi Giani ha rassicurato riguardo ai rischi di contagio, precisando che: "Dobbiamo essere molto chiari, siamo su due situazioni completamente diverse. L'Hantavirus non è il Covid. Per la trasmissione, molto più difficoltosa e anche lenta, occorre che abbia delle condizioni particolari, che ci siano i sintomi in essere. Conseguentemente lo scopo della quarantena è uno scopo precauzionale". Il presidente ha invitato a "non assecondare un clima che può portare ad una eccessiva preoccupazione", facendo inoltre notare "la grande capacità operativa" e "di efficienza" mostrata dagli operatori "che sono riusciti ad arrivare con rapidità e tempestività, appena c'è stato comunicato da parte del Ministero il nome e cognome della persona". Evidenziato che le attività di monitoraggio e prevenzione sono svolte "in stretto collegamento con il Ministero, stretta sintonia di azione, in esecuzione di quelle che sono le disposizioni che arriveranno attraverso una circolare che nelle prossime ore, nei prossimi giorni sarà disposta e che noi osserveremo". Il Ministero della Salute, che sta predisponendo una circolare, ha confermato che l'allerta rispetto al rischio legato all'Hantavirus resta "basso".

Ordine dei Medici Firenze: "Evitare sia allarmismi che sottovalutazioni"

"Parlare oggi di Hantavirus significa fare informazione corretta su un’infezione rara, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni. Il rischio per la popolazione generale resta basso". A dirlo è l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Firenze. "Non siamo davanti a un altro Covid, perché la trasmissione da persona a persona non rappresenta la modalità tipica di diffusione dell’infezione. Nei casi osservati in Italia il decorso è stato spesso lieve o addirittura privo di sintomi - spiegano dall’Ordine - anche se in alcuni pazienti possono comparire febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, nausea e forte stanchezza".

"Sono considerazioni frutto anche dell’esperienza perché, ad esempio, già alla fine degli anni ’80, nell’area fiorentina, furono descritti alcuni episodi italiani con interessamento renale acuto legato al virus Hantaan, tra i primi segnalati nel nostro Paese", ricorda l’Ordine dei Medici. "È vero che alcuni ceppi europei possono interessare il rene e provocare alterazioni della funzionalità renale, mentre varianti diffuse nelle Americhe possono causare complicanze polmonari più severe. No quindi alle sottovalutazioni ma no anche agli allarmismi. Il primo consiglio da dare ai cittadini - conclude l’Ordine - è rivolgersi al proprio medico soprattutto se compaiono febbre, difficoltà respiratorie, riduzione della diuresi o marcata debolezza".

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