Sono state riaperte le indagini sulla morte di Luana D'Orazio

Luana D'Orazio
Sono state riaperte le indagini sulla morte di Luana D'Orazio, giovane operaia di 22 anni che nel maggio 2021 perse la vita mentre stava lavorando a un orditoio in una ditta tessile a Montemurlo (Prato). Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha deciso di riaprire il caso, considerando anche che le condanne inflitte fino a oggi erano troppo basse.
I due titolari della ditta, moglie e marito, hanno patteggiato condanne di 2 anni e 1 anno e mezzo; un tecnico manutentore, esterno all'azienda, è stato assolto in primo grado e ci sarà appello. In realtà la riapertura dell'inchiesta sarebbe attribuibile alla necessità di riesaminare gli atti per individuare altri, eventuali, profili di responsabilità. Previsti anche nuovi accertamenti e l'ascolto di nuovi testimoni. Lo riporta Repubblica Firenze.
L'azione della procura è stata commentata da Emma Marrazzo, madre di Luana D'Orazio, "come un segnale molto incoraggiante, perché come ho detto molte volte io non pretendevo delle condanne, ma solo di fare chiarezza, di avere davvero verità rispetto a quanto è accaduto, anche dal punto di vista giudiziario". Marrazzo si è detta in attesa degli "sviluppi di questa inchiesta, un primo segnale positivo dopo tanto tempo".
La decisione della procura di Prato di riaprire le indagini è ritenuta una "scelta giusta" dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che afferma: "Apprezzo e condivido la scelta. La sicurezza sui luoghi di lavoro è elemento di centralità per la dignità dei lavoratori. Sarà importante capire se vi siano altri profili di responsabilità".
"Apprendo con favore la decisione della Procura di Prato di riaprire le indagini sulla morte di Luana D'Orazio. È la scelta giusta. Quella ferita è ancora aperta, per la famiglia di Luana e per tutto il territorio" dichiara Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato. "Luana aveva 22 anni. Lavorava in un'azienda del nostro distretto. È morta perché le protezioni di sicurezza di un macchinario erano state rimosse. Non per una fatalità: per una scelta. Su questo non può esserci ambiguità. La sicurezza sui luoghi di lavoro è un elemento centrale per la dignità di chi lavora. Un distretto che vuole essere un punto di riferimento mondiale per il made in Italy deve esserlo anche nella tutela di chi quel made in Italy lo produce ogni giorno. Mi auguro - conclude Di Sanzo - che questa nuova fase investigativa faccia chiarezza su tutti i profili di responsabilità. È quello che la famiglia di Luana chiede da cinque anni. È quello che questo territorio merita".
Così commentano Giuseppe Dominici, Segretario Confederale regionale UGL Toscana e Matteo Biagianti Segretario Confederale Ugl Firenze-Prato: "Accogliamo positivamente la riapertura delle indagini sul tragico caso della morte sul lavoro di Luana D'Orazio. Un atto che punta a rendere giustizia alla giovane operaia e alla sua famiglia. La sicurezza sul lavoro è per noi un fattore fondamentale ed una battaglia che portiamo avanti da tempo e quindi non possiamo che essere favorevolmente colpiti dalla decisione della Procura di Prato di riaprire le indagini riferite alla tragica morte della giovane Luana D'Orazio, deceduta cinque anni fa in una fabbrica tessile di Montemurlo(tra l'altro, poco dopo successo il fatto, come sindacato, eravamo andati immediatamente sul posto). Un episodio drammatico che aveva giustamente scosso l'opinione pubblica e che, ora, torna alla ribalta vista la decisione degli inquirenti pratesi. Nuovi accertamenti, dunque, per togliere ogni dubbio sulle effettive responsabilità relative al decesso dell'operaia. Un'iniziativa che tende, quindi, a rendere piena giustizia a Luana ed ai suoi familiari. Le morti sul lavoro in Toscana sono un fenomeno devastante e molto preoccupante, visto che la nostra Regione è, purtroppo, tra quelle che ne registra annualmente un numero consistente. Come Ugl, lo ribadiamo, siamo in prima linea per fronteggiare tali disgrazie e tutte le Istituzioni devono rendersi conto che garantire la sicurezza sui posti di lavoro debba essere un obiettivo primario e non più differibile"