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Aggressioni negli ospedali toscani, a rischio pazienti e familiari: l'allarme di NurSind

Il sindacato chiede alla Regione investimenti nelle assunzioni degli infermieri. Il coordinatore Sequino: "Organici insufficienti, impossibili le strategie di de-escalation La sicurezza è un tema che non riguarda soltanto chi lavora nei reparti"

Le continue aggressioni che si verificano con sempre più allarmante frequenza negli ospedali toscani mettono a rischio non soltanto il personale sanitario, ma anche quanti nei reparti si trovano per visitare o assistere amici e familiari. A lanciare l’allarme sul tema della sicurezza negli ospedali della nostra regione è il NurSind (il sindacato delle professioni infermieristiche), dopo l’ennesimo episodio di violenza registrato all’interno del pronto soccorso di Torregalli. In quel caso, ricorda il sindacato, una persona che era stata sottoposta a una prima valutazione e attendeva la visita è andata in escandescenze: prima ha sfogato la propria aggressività contro un familiare, per poi prendere a calci e pugni i sanitari.

Il personale - commenta il coordinatore Toscana Centro del NurSind Salvatore Sequino - continua a lavorare con organici minimi, spesso insufficienti a garantire quella qualità assistenziale che i cittadini meritano. Eppure nei pronto soccorso e in tutto il sistema sanitario regionale operano professionisti di altissimo livello, che quotidianamente fanno il massimo in condizioni estremamente difficili. Anche le strategie di de-escalation, che potrebbero prevenire molte situazioni critiche, diventano complicate da applicare quando infermieri e operatori sono costantemente oberati di lavoro, costretti a gestire contemporaneamente emergenze, attese e carichi assistenziali sempre più elevati”.

Poi Sequino apre a una riflessione: cosa accadrebbe se ad essere aggredito fosse un cittadino in attesa al pronto soccorso o in uno dei reparti ospedalieri? “Vogliamo continuare ad aspettare che succeda qualcosa di ancora più grave - si domanda - ? La sicurezza non è un tema che riguarda solo chi lavora in ospedale. La parola chiave deve essere sicurezza: sicurezza per chi lavora e sicurezza per i cittadini che si affidano al nostro sistema sanitario”.

La soluzione esiste - conclude Sequino - e consiste nel garantire organici adeguati alle reali attività da svolgere. Numeri veri, costruiti sulla realtà quotidiana dei reparti e non su parametri teorici, peraltro spesso lontanissimi da ciò che accade ogni giorno nei pronto soccorso e nei reparti degli ospedali dell’Asl Toscana Centro. La Regione deve smettere di limitarsi ai proclami e iniziare a investire concretamente nelle assunzioni di infermieri e personale sanitario. Solo così si può pensare di porre un argine a un problema che diventa più grave ogni giorno che passa”.

Fonte: NurSind - Ufficio Stampa

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