In tre anni oltre 1000 nuove imprese agricole under 40 in Toscana

In tre anni sono nate oltre mille nuove imprese agricole under 40 in Toscana. Più di 300 solo nell’ultimo anno. Un dato incoraggiante, sostenuto dalle risorse messe in campo dai bandi regionali per favorire il primo insediamento nelle aree rurali, che conferma come la strada intrapresa sia quella giusta, seppur ancora in salita. Quasi una nuova azienda agricola su due è nata nell’ultimo biennio. A pesare resta un saldo demografico profondamente negativo. Nonostante questo, nelle campagne toscane è in corso la più grande transizione generazionale del dopoguerra: secondo gli ultimi dati sono oltre 3.600 i giovani oggi alla guida di imprese agricole. Sono loro a spingere il settore verso la multifunzionalità 5.0: aziende non più orientate soltanto alla produzione agricola, ma realtà integrate con il territorio, impegnate nell’accoglienza, nella sostenibilità, nel sociale, nella didattica, nei servizi e nelle nuove tecnologie. È il quadro aggiornato di Giovani Impresa Coldiretti Toscana illustrato in occasione dell’assemblea regionale ospitata alla Cooperativa Giaggiolo di Castelfranco Piandiscò sulla base dei dati Infocamere della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – ISR.
All’incontro, aperto dai saluti della presidente provinciale Lidia Castellucci e dal direttore regionale, Angelo Corsetti, hanno partecipato il delegato nazionale di Giovani Impresa Coldiretti Enrico Parisi, il segretario nazionale del movimento giovanile Pier Carlo Tondo, il delegato regionale Francesco Panzacchi ed il delegato provinciale di Arezzo James Lewis Benedetto. I lavori sono stati coordinati dalla segretaria regionale del movimento, Eleonora Tinarelli.
“Le risorse messe a disposizione per il ricambio generazionale nella nostra regione, soprattutto dall’ultimo bando del Complemento di Sviluppo Rurale – circa 60 milioni - hanno permesso a tante imprese, circa 400, di vedere la luce: ci aspettiamo lo stesso effetto bazooka dall’edizione del nuovo bando che si chiuderà il prossimo 4 giugno del complemento di sviluppo rurale. C’è un grandissimo interesse che misuriamo attraverso la partecipazione ai nostri open day dedicati a questa misura: la dotazione di 100 mila euro a fondo perduto è un sostegno senza precedenti per questo settore nella nostra regione. - spiega Francesco Panzacchi, Delegato Giovani Coldiretti Toscana – L’investimento sui giovani è un investimento sul futuro delle aree interne. La nostra è la generazione che più di altre sta beneficiando delle opportunità della legge di orientamento voluta proprio da Coldiretti: una legge che il 20 maggio festeggerà 25 anni. Un altro driver per sostenere la transizione è quello della semplificazione: la burocrazia ci ostacola. Ci aspettiamo molto dal pacchetto di riforme in discussione nelle prossime settimane in regione: richieste frutto delle nostre richieste e delle nostre recenti mobilitazioni”.
“Non è vero che i giovani non hanno voglia di impegnarsi. Ma vanno aiutati, sostenuti e accompagnati. – ha spiegato Enrico Parisi, ricordando anche le difficoltà che le nuove imprese si trovano ad affrontare – Le aziende giovanili sono in prima linea nel contrastare il calo demografico, ma si scontrano con tre grandi criticità a cui dobbiamo dare risposte concrete: l’accesso al credito, alla terra e alle competenze. Dobbiamo dare speranza ai giovani agricoltori che vogliono restare nel nostro Paese, lavorare e creare occupazione, offrendo così alle future generazioni la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo: un settore fondamentale per la sovranità alimentare e il benessere del Paese”.
"Essere giovani imprenditori oggi significa avere il coraggio di immaginare nuovi modelli e nuove opportunità, mettendoci la faccia per essere i veri protagonisti del cambiamento. – spiega James Lewis Benedetto, Delegato Giovani Impresa Arezzo - Il futuro dell'agricoltura deve essere nostro, siamo noi a vivere quotidianamente le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità, impegnandoci a trasformarle in strategie concrete. Partecipare attivamente significa portare energia e competenze per costruire una leadership basata su autonomia e responsabilità. In un settore segnato da instabilità e costi crescenti occorre una presenza proattiva che sappia incidere sulle decisioni. Soltanto attraverso la nostra compattezza e una progettualità pragmatica possiamo dare forma a un'agricoltura che sia realmente competitiva e all'altezza delle side che ci attendono."
Il radicamento della multifunzionalità, che consente alle aziende agricole di ampliare il loro orizzonte economico, va di pari passo con il ricambio generazionale. Un percorso che, in Toscana, ha già intrapreso il 25% delle aziende – una su quattro -, una percentuale che è più del doppio rispetto alle imprese guidate da over 40. Le più diffuse tra le imprese under 40 con almeno un’attività connessa sono l’agriturismo, il conto terzi, la trasformazione di prodotti vegetali (confetture, pasta, ecc.) e animali (insaccati, ecc.), la produzione di energia rinnovabile, la didattica e l’agricoltura sociale.
Fa parte di questa categoria l’azienda di Laura Falzea di Sansepolcro (39 anni). La sua azienda “Semi del cuore” festeggia dieci anni quest’anno. Nata anche sulla scia di un bando regionale, è un modello di multifunzionalità spinta. E’ nei terreni che sono stati dei nonni, che Laura, milanese di nascita ed umbra di adozione, è riuscita ad integrare perfettamente gli anni di studi universitari in scienze pedagogiche con la passione per gli animali, la natura, la didattica e l’ospitalità. La sua azienda è un micro cosmo: produce miele e ketchup a km zero, coltiva zafferano, alleva alpaca insieme a tanti altri animali le consentono di praticare la pet therapy. Approccio che Laura ha sviluppato creando un percorso per le coppie in crisi che vogliono ritrovarsi o semplicemente condividere un momento di complicità insieme a contatto con gli animali. Completano i servizi un’area dedicata alle degustazioni dei prodotti aziendali e l’area sosta camper: una delle 2.500 piazzole di sosta che fanno della nostra regione la capitale del turismo en plein air.
Non solo multifunzionali, una su tre tra le nuove nate appartiene alla cosiddetta “prima generazione”: giovani senza una storia agricola alle spalle che hanno deciso di investire il proprio futuro nelle campagne. Attività nuove di zecca come quella di Kristian (29 anni) e Maria Vittoria (22 anni). I due fratelli fanno parte di quella schiera di giovani “di ritorno” che, pur avendo intrapreso tutt’altra strada nella vita, sono stati richiamati dalla terra dei nonni e dai tanti ricordi d’infanzia. Uno in particolare: le bevande dissetanti all’acqua di rose che nonna Orietta preparava in estate ai nipoti, raccogliendo uno ad uno i petali dal roseto davanti casa. La volontà di recuperare i terreni di famiglia nel piccolo borgo di Legoli, nel comune di Peccioli, si scontra però con la realtà: partire da zero, senza le risorse necessarie, è impegnativo. La spinta decisiva arriva nel 2025 con il premio di primo insediamento. I due fratelli partecipano con un progetto davvero originale, ottengono il contributo e aprono l’azienda agrituristica Fratelli Raffaelli. L’idea, cuore della loro impresa, è ripristinare ed ampliare il roseto della nonna fino a 2 mila metri quadrati di coltivazione e affiancare alla produzione di olio, che già caratterizzava l’appezzamento di famiglia, quella dell’elisir di rose antiche, estraendone il succo dai petali proprio come faceva la nonna, seguendo l’antica ricetta di famiglia. Un distillato eclettico, destinato sia all’uso alimentare sia alla preparazione di bevande, che Cristian e Maria Vittoria intendono produrre e commercializzare. “L’estratto di rose ha origini antichissime e le sue proprietà benefiche sono molteplici. Il segreto della bevanda di nostra nonna era la ricetta che le era stata tramandata da sua madre. – racconta Cristian – Nonna ci lasciava raccogliere i petali dal piccolo roseto con cui poi preparava bicchieri di acqua e rose. Ricordo ancora oggi quella sensazione di freschezza e piacevolezza in bocca. Vorremmo condividere e restituire questa esperienza. Contiamo di avere la prima produzione di elisir di rose già dal prossimo anno”.
Per informazioni www.toscana.coldiretti.it, pagina ufficiale Facebook @coldiretti.oscana, Instagram @Coldiretti_Toscana, Twitter @coldirettitosca, canale ufficiale YouTube “Coldiretti Toscana” e canale Telegram “coldirettitoscana”
Fonte: Coldiretti Toscana