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Presidio pro Palestina davanti al Meyer: chiesto un incontro con il Comitato Etico della Fondazione

(foto di archivio)

Cinque attivisti hanno manifestato in silenzio davanti all’ospedale pediatrico chiedendo chiarimenti sul ruolo del Console onorario di Israele

Un presidio silenzioso si è svolto nella mattinata di oggi davanti all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove cinque attivisti hanno esposto uno striscione che chiede le dimissioni del Console onorario di Israele e alcuni cartelli con la scritta: "A quando l'incontro con il Comitato Etico della Fondazione?".

In una nota diffusa al termine dell’iniziativa da Firenze per la Palestina, Sanitari per Gaza e Partito dei CARC, si contestano la mancata convocazione da parte della Fondazione Meyer dopo una richiesta formale di incontro inviata tramite PEC oltre tre settimane fa. Gli attivisti parlano di "uno scaricabarile" istituzionale e criticano l’assenza di risposte.

Gli attivisti sostengono che il direttore generale avrebbe demandato la questione al Comitato Etico della Fondazione, assicurando un incontro in tempi brevi. Tuttavia, secondo quanto riportato nella nota, a oggi non sarebbe arrivata alcuna risposta: "Il dg ha gettato la palla nel campo del Comitato Etico della Fondazione stessa, assicurandoci che avremmo ottenuto un incontro in tempi brevi. Ma dopo più di tre settimane dall'invio di una PEC con la richiesta, non abbiamo avuto una risposta, nemmeno interlocutoria. A quello che consideriamo ormai uno scaricabarile, si accompagna, ciliegina sulla torta, l'abitudine ad ignorare qualsiasi tentativo di contatto".

Nel documento vengono inoltre contestate le posizioni di chi distingue il ruolo del Console onorario da quello del governo israeliano: "A chi continua a ripetere che un Console Onorario non rappresenta un governo, ma uno Stato, rispondiamo che non potrebbe certo rivestire quel ruolo se non fosse gradito all'establishment israeliano", affermano i promotori del presidio.

La nota si conclude facendo riferimento alla prossima scadenza dell’incarico del Console onorario. Secondo i manifestanti, lasciar decadere il mandato senza una presa di posizione pubblica rappresenterebbe una scelta "grave e non rispettosa del Codice Etico della Fondazione".

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