Non solo una manifestazione storica ma anche un volano di crescita culturale, di aggregazione, di promozione turistica. Questa la forza del Palio dei Barchini con le Ruote, che a Castelfranco di Sotto (Pisa) festeggia i 40 anni in una edizione che, oltre alle tradizionali corse e alla sfilata storica di domenica 31 maggio, prevede un Palio straordinario, il 13 giugno in notturna.
Ma quale il segreto dei barchini con le ruote? Il giornalista Maurizio Bolognesi, che ha introdotto la conferenza stampa e coordinato gli interventi, non si è sbilanciato ed ha dato appuntamento alla sera di venerdì 29 maggio, rimandando la curiosità alla proiezione di un filmato.
“Il Palio dei Barchini con le Ruote affonda le radici nella storia di Castelfranco di Sotto e dell'intero Comprensorio del Cuoio. La manifestazione si ispira infatti alla figura dei renaioli e dei navicellai, i lavoratori che utilizzavano i ‘barchini’ (tipiche imbarcazioni dal fondo piatto) per raccogliere la rena dal letto del fiume o per trasportare merci. I 'barchini' evocano l'antico legame del territorio con il fiume Arno e con i renaioli, trasformando la memoria storica in un momento di sana competizione, aggregazione e orgoglio locale. È una manifestazione unica nel suo genere che quest'anno arriva al suo quarantesimo”. Questo il commento del vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Diego Petrucci. “Vedere le quattro storiche contrade — San Bartolomeo, San Martino, San Michele e San Pietro — sfidarsi con tanta passione, e ammirare lo straordinario sforzo organizzativo del Comitato e dei tantissimi volontari assieme all’amministrazione comunale, ci ricorda quanto la nostra Toscana sia ricca di tradizioni vive, capaci di tramandarsi di generazione in generazione e di unire le comunità. Come Consiglio regionale, abbiamo il dovere di tutelare, valorizzare e sostenere eventi come questo, che non solo mantengono vivo il nostro bagaglio culturale, ma si dimostrano anche straordinari volani di promozione turistica e territoriale" ha sottolineato Petrucci.
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale, Federico Eligi: “Celebrare i quarant'anni del Palio dei Barchini di Castelfranco di Sotto significa rendere omaggio a una comunità che ha saputo trasformare la memoria del proprio lavoro e delle proprie tradizioni in un motore straordinario di coesione sociale e intergenerazionale. Non è un caso che questo appuntamento sia inserito a pieno titolo nel calendario delle rievocazioni storiche della Regione Toscana: manifestazioni come questa sono l'anima stessa del nostro territorio, capaci di custodire le nostre radici culturali e, al contempo, di proiettarle nel futuro, come dimostra la grande partecipazione dei giovani e l'attesa per l'inedito palio straordinario in notturna”.
Ad andare al cuore della manifestazione il sindaco di Castelfranco di Sotto, Fabio Mini: “Settimana dopo settimana, l’aria di Castelfranco è cambiata. Si è fatta più elettrica, carica di quell’attesa che solo chi è nato tra queste strade può comprendere appieno. Quest’anno, però, non è un’edizione come le altre: il nostro Palio dei Barchini compie 40 anni. Un traguardo che mi emoziona profondamente, non solo come primo cittadino, ma come uomo cresciuto all’ombra del nostro campanile. Sfilando anche io da ragazzo ne ricordo ancora tutte le sensazioni di allora: è l’appartenenza a una storia. Oggi, vedendo i nostri giovani prepararsi con la stessa luce negli occhi, capisco che quel legame non si è mai spezzato. Il Palio è l’anima delle nostre quattro Contrade. A San Michele in Caprugnana, San Martino in Catiana, San Pietro a Vigesimo e San Bartolomeo a Paterno va il mio ringraziamento più sentito”. “La mattina della domenica ci regala una magia senza tempo – ha spiegato il sindaco - le sfilate non sono semplici parate, ma vero teatro urbano, storia che prende vita e cultura che cammina. È grazie alla fantasia e al rigore storico dei contradaioli se riusciamo a far rivivere il passato di chi ci ha preceduto. Nel pomeriggio, poi, piazza Garibaldi si trasforma. Quando i barchini scattano sulla pista, non è solo il legno a correre: è l’identità intera di un paese. In quel boato di migliaia di voci ritroviamo il senso di essere comunità. Dietro questi 40 anni ci sono generazioni di volontari, sarte, falegnami e tamburini. Ci sono nonni che tramandano segreti e nipoti che sognano la vittoria”. “Ai contradaioli dico: domenica non gareggiate solo per il cencio. Gareggiate per onorare le radici che ci tengono uniti e per dimostrare che Castelfranco di Sotto è passione pura. Indossate i vostri colori con fierezza, fate rumore e ispirate chi verrà dopo di noi. Ci vediamo in Piazza. Che vinca il più forte, ma soprattutto, che vinca la nostra Castelfranco”, ha concluso Mini.
Un augurio condiviso dal presidente dell’Associazione Palio, Paolo Nuti, che si è soffermato in particolare sugli studi ingegneristici che stanno dietro alle ruote e alle barchette, ricordando come i contradaioli del settore siano impegnati nell’arco dell’intero anno. Come tutti coloro che partecipano, a vario titolo, alla riuscita di una manifestazione che, da 40 anni, tiene unito un intero paese.
A dare colore alla presentazione anche una rappresentanza delle contrade e soprattutto tutte e quattro le bandiere, pronte a sventolare una storia di sfide e di cuore.
Ancora una info: gli eventi sono ad ingresso gratuito.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - ufficio stampa
