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Incendio monte Faeta: interrogazione FdI e sì unanime a mozione maggioranza per "Stato di emergenza nazionale"

Il Consiglio regionale della Toscana è tornato a confrontarsi con una approfondita discussione sul recente incendio del monte Faeta. Con una interrogazione presentata da Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) e una mozione approvata all’unanimità della maggioranza – primi firmatari Massimiliano Ghimenti (Alleanza verdi e sinistra), Matteo Trapani e Antonio Mazzeo (Partito democratico), sottoscritta anche da Federico Eligi e Vittorio Salotti (Casa riformista) e Irene Galletti (Movimento 5 stelle) –, che ha accolto anche emendamenti di Fratelli d’Italia, primo firmatario Vittorio Fantozzi.

La mozione approvata all’unanimità impegna, tra l’altro, la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo affinché “siano celermente valutate le condizioni per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale” e sia “parimenti valutata” la possibilità di ricorrere “agli strumenti previsti dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea per il sostegno agli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei territori colpiti”. A proseguire, anche valutando la predisposizione di un piano straordinario specifico, “gli investimenti e gli interventi sul territorio del lungomonte pisano e del monte Faeta”, sia per rafforzare le strutture e i presidi territoriali, sia per la realizzazione di opere di prevenzione, ripristino ambientale e accompagnamento alla rivitalizzazione della vegetazione nelle aree interessate, promuovendo “strumenti concreti per la strutturazione e l'aggregazione delle filiere produttive locali, politiche di sostegno mirate alla redditività delle imprese agricole e investimenti nell'innovazione”; a proseguire “nel percorso di consolidamento del sistema regionale antincendi boschivi, valorizzando il ruolo di tutti i soggetti coinvolti e sostenendo investimenti in mezzi, formazione, dotazioni tecnologiche e monitoraggio del territorio, orientando le politiche regionali verso una strategia strutturale e di lungo periodo”.

La Giunta regionale è chiamata inoltre a “valutare un aggiornamento delle politiche regionali di prevenzione, manutenzione forestale, gestione del sottobosco, viabilità forestale, punti di approvvigionamento idrico e sorveglianza delle aree più vulnerabili”, integrando “tali politiche con forme di sostegno alle imprese agricole e forestali, al lavoro e alle filiere produttive locali, riconoscendo che senza un'economia agricola solida e radicata le azioni di prevenzione e manutenzione risultano strutturalmente meno efficaci; a promuove “di concerto con le associazioni del terzo settore, specifiche campagne di sensibilizzazione e formazione rivolte ai giovani, volte a incentivare il ricorso al volontariato nel sistema antincendi boschivi, quale strumento di partecipazione attiva alla difesa del patrimonio naturale e di rafforzamento del legame identitario con il territorio”.

È stato il primo firmatario Massimiliano Ghimenti (Avs) a illustrare il testo in Aula: “Si tratta di un gesto dovuto nei confronti del territorio, vogliamo dare risposte in sede istituzionale. Chiediamo subito azioni concrete urgenti: al governo con il riconoscimento dell’emergenza nazionale, oppure con un decreto per gli interventi di messa in sicurezza. Chiediamo misure anche alla Giunta regionale, che ha tempestivamente riconosciuto l’emergenza regionale, per azioni mirate e urgenti. Il modello c’è, è quello che Rossi definì il ‘modello Calci’ nel 2018”.

Anche Matteo Trapani (Pd) ha voluto ringraziare gli amministratori locali per l’impegno, a cominciare dal sindaco di San Giuliano terme, “Matteo Cecchelli, per quello che è stato fatto. Con Mazzeo e Ghimenti – ha spiegato – abbiamo ritenuto necessario coinvolgere tutti i consiglieri su questo atto, che non vuole essere di protesta, ma mettere in atto una serie di richieste, proposte e progetti. Serve rimettere in sesto quell’area e anche pensare al dopo. Le amministrazioni comunali del lungomonte stanno facendo il possibile. Dobbiamo attivarci con forza, anche utilizzando l’avanzo di amministrazione, ma anche chiedendo al Governo che il livello nazionale riconosca la gravità della situazione”.

La consigliera Irene Galletti (M5s) ha espresso “gratitudine per tutti coloro che si sono adoperati: forze dell’ordine, vigili del fuoco, mondo del volontariato e anche semplici cittadini”. E ha invitato a “tutti noi a riflettere su un aspetto fondamentale: gli incendi boschivi stanno assumendo frequenza e incidenza a livelli di allerta in tutta Europa. Per questo, devono essere affrontati con un approccio – risorse, modalità o strategie – da rivedere. Le risorse, il numero dei vigili del fuoco devono vedere un aumento di livello. Auspichiamo un atteggiamento collaborativo da parte del Governo nazionale. Si dovrà rivedere anche l’approccio in chiave di coloro che lavorano in questo settore, che si sottopongano a turni estenuanti e vivono il loro lavoro come una missione”.

Per Mario Puppa (Pd), “l’abbandono del bosco è un tema non solo toscano e la nostra è la Regione più boscata d’Italia. Le persone non sono più sul territorio, i boschi diventano abbandonati, il bosco incolto, nettamente prevalente rispetto a quello curato o gestito, diventa una polveriera. Si allarga enormemente il rischio di incendi boschivi. Difficile dire quali le soluzioni – ha osservato il consigliere –: bisognerà migliorare l’approccio, incentivare la filiera boschiva, il ritorno a un’attività remunerativa per chi lavora in montagna e usa il bosco per fare attività produttiva è centrale. Attivare filiere di carattere produttivo e incentivare infrastrutturazione dei boschi. E pensare ad attività di educazione alla fruizione del bosco”.

Federico Eligi (Casa riformista) ha fatto riferimento al “documento del distretto rurale del Monte pisano e della Piana di Pisa, di cui sono destinatari sia il presidente della Giunta regionale che l’assessore Marras, che so aver già fatto diversi incontri. Arriva da realtà che lavorano e producono in quel territorio, possono essere interlocutori centrali e dare una prospettiva vera e concreta. Nella ricostruzione e nelle risorse disponibili, facendo tesoro, si tratta di immaginare una presenza, una comunità che faccia in modo che questi territori, che pagano il prezzo dell’abbandono e della situazione climatica, siano dotati di una propria economia. Lo ritengo un percorso può generare una diversa impostazione e dare frutti”.

Vittorio Fantozzi (FdI) ha fatto riferimento al contenuto degli emendamenti accolti dai presentatori della mozione, ha ricordato che “nell’esperienza da sindaco, ho vissuto due incendi devastanti, nel 2011 e nel 2016” e ha chiesto “se qualcuno ha dato il via alla procedura per la richiesta dello stato di calamità a livello nazionale”. Ha rimarcato “la questione del bosco, ormai in gran parte in stato di abbandono e improduttivo” e sottolineato la necessità “di coinvolgere anche i giovani su questi temi”.

L’interrogazione di Fratelli d’Italia si è concentrata sulle “criticità e presente deficienze nella catena di comando e coordinamento del sistema Antincendi Boschivi (AIB) regionale in occasione del recente evento incendiario nel Comune di San Giuliano Terme, frazione di Asciano)”. In Aula, l’assessore regionale Leonardo Marras ha ripercorso dinamiche e portata dell’incendio di fine aprile, aggravato dal “fattore vento, che si è rivelato il più critico”. L’evento ha riguardato “660 ettari percorsi dal fuoco su un perimetro di circa 20 chilometri. L’incendio è stato dichiarato sotto controllo il 3 maggio, dopo 5 giorni di operazioni. Sono state evacuate 3mila 500 persone senza che si registrassero feriti. Circa 800 le unità di personale impegnate tra volontari e operai forestali coordinati da circa 100 direttori delle operazioni di spegnimento della Regione e degli enti locali. Un lavoro corale ha consentito di fronteggiare un evento eccezionale per intensità, estensione e anche per il periodo dell’anno. Grazie a efficienza, capacità organizzativa e rapidità di risposta è stato possibile salvaguardare incolumità ed evitare che il fuoco si propagasse in area ancora maggiore del Monte pisano”. Marras ha poi illustrato le dotazioni delle forze messe in campo, “grazie al contributo integrato dei mezzi nazionali, della flotta regionale e di oltre 400 squadre operative Aib impegnate per cinque giorni consecutivi, insieme al personale dei vigili del fuoco, è stato possibile contenere un incendio che, per caratteristiche e condizioni meteorologiche, si è rivelato particolarmente complesso”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci (FdI) ha ringraziato “l’assessore per la puntualità della risposta, tutti i volontari, il sindaco di San Giuliano Terme, i colleghi consiglieri, che hanno seguito costantemente l’evolversi dell’incendio”, ma si è detto “fortemente deluso dalla risposta dell’assessore Marras. Qualcosa non ha funzionato, non è pensabile che un incendio che scoppia vicino a Lucca il martedì possa mettere a rischio centri quattro giorni dopo dall’altra parte dei monti pisani o del Monte Serra. Non è soltanto il caso, ci sono state falle negli interventi e nella gestione degli interventi. Si dovrebbe cercare di individuare eventuali responsabili, non per una caccia alle streghe, ma per capire se simili episodi possano succedere di nuovo”.

 

Monte Faeta, Saccardi: “Chiediamo stato di emergenza e aiuti europei”

“L’incendio che ha colpito il Monte Faeta ha rappresentato una ferita profonda per le comunità del lungo monte pisano e lucchese, mettendo a rischio persone, abitazioni, patrimonio ambientale ed equilibrio territoriale. Di fronte a un evento di questa portata, riteniamo doveroso sostenere con forza la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza nazionale e l’accesso ai fondi UE a favore dei territori colpiti. Insieme a questo, puntiamo al rafforzamento della prevenzione e della manutenzione del territorio e al sostegno all’economia agricola e forestale locale come elemento fondamentale per la sicurezza ambientale”.

Queste le parole con cui la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi commenta la mozione che ha come primo firmatario il consigliere Massimiliano Ghimenti (Avs) che oggi è stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale.

“Questa mozione - prosegue Saccardi - nasce dalla consapevolezza che non siamo di fronte soltanto a un’emergenza contingente, ma a un fenomeno che impone una riflessione strutturale sulla tutela del territorio, sulla prevenzione e sul rapporto tra ambiente, presidio umano ed economia agricola e forestale. La manutenzione del territorio non può essere affidata esclusivamente all’intervento emergenziale: servono investimenti continuativi, filiere produttive locali forti e una strategia di lungo periodo capace di rafforzare la resilienza delle nostre comunità”.

“Continuiamo a fare la nostra parte – conclude la presidente - in raccordo con gli enti locali, il Governo e le istituzioni europee, affinché ai territori come il Monte Faeta siano garantiti sostegno concreto, interventi rapidi e una prospettiva di rilancio ambientale ed economico duratura.”

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