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"Empoli non è più sicura, basta minimizzare": FdI e FI chiedono più sicurezza

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Il post pubblicato sulla pagina social "Sei di Empoli se…", con lo sfogo di una famiglia empolese avvicinata in pieno centro, in orario serale, da persone che avrebbero proposto l'acquisto di droga davanti a una bambina di cinque anni, non può essere liquidato come un episodio isolato o come una semplice percezione soggettiva. È, al contrario, il segnale evidente di un malessere sempre più diffuso. È la voce di tanti cittadini che non si sentono più liberi di vivere serenamente la propria città, di passeggiare in centro con i figli, di rientrare a casa senza disagio, di aprire un'attività commerciale senza il timore di furti, spaccate o danneggiamenti.

Fratelli d'Italia, Empoli del Fare e Forza Italia esprimono piena solidarietà a questa famiglia e a tutti i cittadini che, negli ultimi mesi, hanno denunciato episodi di furti, spaccio, degrado, bivacchi, danneggiamenti, intrusioni e microcriminalità. Non intendiamo alimentare allarmismi, ma non accettiamo più nemmeno la narrazione rassicurante di una "Empoli sicura" che, purtroppo, non corrisponde più alla realtà vissuta da molti residenti.

Le notizie riportate dalla stampa nelle ultime settimane restituiscono un quadro preoccupante.

Nel solo ultimo fine settimana sono stati riportati diversi furti nel centro storico, con attività commerciali prese di mira tra via Ridolfi, piazza della Vittoria e la zona della stazione. Parafarmacie, negozi, esercizi pubblici e circoli sono finiti nel mirino di ladri che hanno agito in luoghi centrali, conosciuti e teoricamente presidiati anche dalle tante telecamere volute da questa Amministrazione, gran parte delle quali sono tenute da tempo "spente".

Ancora più grave è il fatto che alcuni esercizi risultano colpiti più volte, segno di una vulnerabilità ormai strutturale. Se un'attività commerciale viene derubata una volta, è un fatto grave. Se viene colpita più volte, il problema non è più soltanto criminale: diventa anche politico e amministrativo, perché interroga direttamente l'efficacia delle misure di prevenzione, controllo e presidio del territorio.

A questo si aggiunge la rapina avvenuta in zona via Roma, vicino alla stazione, con la commerciante ferita dall'aggressore. Un episodio violento, concreto, che dimostra come il tema non possa essere ridotto alla solita formula della "percezione di insicurezza". Qui siamo davanti a fatti concreti che minano la sicurezza reale di chi lavora, vive e abita la nostra città.

Il problema non riguarda soltanto il "centro storico" e neppure esclusivamente le sue "zone rosse": ghetti creati da questa Amministrazione attraverso l'adozione di un "regolamento" tardivo, incompleto e frutto della perpetrazione di anni di errori. Le cronache locali hanno dato conto anche delle preoccupazioni espresse dal Comitato di Carraia, che ha denunciato furti, tentativi di intrusione e crescente insicurezza tra i residenti: segnalazioni che meritano rispetto, ascolto e risposte concrete, non frasi di circostanza.

Lo stesso vale per la zona di piazza San Rocco, piazza Pinturicchio e vie limitrofe. In quell'area sono stati segnalati furti di scooter e biciclette, danneggiamenti, tentativi di furto di auto in sosta e situazioni di microcriminalità che stanno esasperando i cittadini. Non è accettabile che interi quartieri debbano organizzarsi da soli, denunciare pubblicamente, sollecitare interventi e attendere che qualcuno si accorga del problema.

Anche sul fronte dello spaccio la situazione appare sempre più preoccupante. Le notizie di stampa hanno riportato di operazioni delle Forze dell'Ordine con arresti, sequestri di sostanze stupefacenti, denaro contante, materiale per il confezionamento e, in alcuni casi, anche armi. Si tratta di attività investigative importanti, per le quali esprimiamo il nostro pieno apprezzamento verso Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e tutte le donne e gli uomini impegnati quotidianamente sul territorio.

Queste operazioni dimostrano che il problema droga esiste ed è più grave di quello che ci si immagina. Se ci sono arresti, sequestri, piazze di spaccio, soggetti noti e aree sensibili, allora non si può continuare a raccontare che Empoli sia una città sostanzialmente tranquilla, nella quale il disagio dei cittadini sarebbe solo frutto di percezioni alterate o di strumentalizzazioni politiche.

La verità è che Empoli sta cambiando in modo sempre più evidente, perdendo progressivamente quelle qualità che negli anni l'avevano contraddistinta come una città dinamica e sicura in cui scegliere di costruire il proprio futuro economico, vivere e far crescere i propri figli; e di fronte a tale trasformazione, dopo anni di diniego, questa maggioranza è smarrita e incapace di rispondere ai bisogni autentici dei suoi cittadini.

La sicurezza urbana non è soltanto ordine pubblico in senso stretto e non può essere scaricata interamente sulle Forze di Polizia statali. Il Comune ha responsabilità precise nella prevenzione del degrado, nella cura degli spazi pubblici, nell'illuminazione, nella videosorveglianza, nel presidio del territorio, nella gestione della Polizia Locale e nel raccordo costante con Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Sicurezza integrata significa che ciascuno deve fare la propria parte: lo Stato deve garantire prevenzione e repressione dei reati mediante le attività investigative e di controllo del territorio attraverso le Forze di polizia; ma il Comune deve garantire il decoro della città e la sicurezza urbana, il monitoraggio dei luoghi a rischio, il controllo amministrativo, la collaborazione con le Forze di polizia, la presenza visibile nei luoghi più esposti attraverso la polizia locale e i progetti di partenariato.

In questo quadro, la Polizia Locale non può essere considerata soltanto una struttura destinata alla viabilità, alle multe o agli adempimenti amministrativi. La normativa nazionale riconosce alla Polizia Locale, nei limiti delle proprie competenze e del territorio comunale, anche funzioni rilevanti in materia di polizia giudiziaria, polizia stradale e collaborazione alla sicurezza pubblica. Alla luce del più recente decreto sicurezza, inoltre, gli enti locali dispongono di ulteriori strumenti per rafforzare l'impiego operativo, i servizi, gli straordinari e la presenza sul territorio.

Alla luce di tutto quanto chiediamo all'Amministrazione comunale di presentare immediatamente un piano straordinario per la sicurezza urbana, con obiettivi chiari, tempi definiti e risultati verificabili. Servono più controlli nelle ore serali e notturne. Serve un presidio più efficace di tutto il "centro storico", in una perimetrazione più ampia comprendente anche piazza Matteotti, via Leonardo Da Vinci, piazza XXIV Luglio, piazza Gramsci e via Masini: non quella identificata dalla maggioranza. Ma occorre presidiare anche le zone di Carraia, di piazza San Rocco, di piazza Pinturicchio e delle aree dove si concentrano segnalazioni di furti e spaccio prima che vi si diffonda il degrado. Serve una verifica seria dell'illuminazione pubblica. Serve un sistema di videosorveglianza realmente funzionante, costantemente aggiornato con le nuove tecnologie e monitorato dalle Forze dell'Ordine. Serve un rapporto stabile con residenti, commercianti e comitati. Serve una Polizia Locale messa nelle condizioni di operare con più personale, più mezzi, più strumenti e più indirizzo politico.

È sotto gli occhi di tutti che non basta organizzare eventi, inaugurazioni e comunicati rassicuranti. Una città non è sicura perché lo dice l'Amministrazione comunale. Una città è sicura quando i cittadini vivono la sicurezza nella quotidianità, quando i commercianti non vivono con l'angoscia della prossima spaccata, quando le famiglie tornano a frequentare il centro, quando chi spaccia viene individuato e fermato, quando chi delinque trova davanti a sé uno Stato presente e non spazi vuoti da occupare.

Chiediamo anche la massima fermezza nei confronti di chi vive di illegalità. Chi ruba, spaccia, aggredisce, danneggia, minaccia o rende invivibili intere zone della città deve essere contrastato con tutti gli strumenti previsti dalla legge. E quando si tratta di cittadini stranieri irregolari o privi dei requisiti per restare sul territorio nazionale, devono essere attivate senza esitazioni le procedure di allontanamento e rimpatrio, nel rispetto delle competenze delle autorità statali e delle garanzie previste dall'ordinamento.

Non è una questione ideologica. È una questione di legalità, convivenza civile e tutela dei cittadini onesti.

Empoli non può diventare una città in cui una famiglia evita il centro la sera, una bambina ascolta proposte di droga durante una passeggiata, un commerciante subisce furti ripetuti, una donna viene rapinata e ferita, un quartiere denuncia intrusioni e i residenti sono costretti a chiedere da soli più sicurezza.

Fratelli d'Italia, Empoli del Fare e Forza Italia a Empoli non intendono più accettare minimizzazioni. Da oggi la sicurezza urbana sarà una priorità politica permanente della nostra azione. Chiederemo risposte in Consiglio comunale, nelle Commissioni, nei confronti con i cittadini e in ogni sede istituzionale utile.

Se l'Amministrazione comunale sarà finalmente in grado di fare la propria parte, di pretendere più coordinamento, più controlli, più presidio e più risultati sul fronte della sicurezza urbana, noi saremo i primi a riconoscerlo: perché i nostri interessi sono gli interessi della nostra collettività.

Ma se questa Amministrazione non sarà in grado di contribuire concretamente ad allontanare da Empoli delinquenti, spacciatori e malintenzionati, di qualunque nazionalità siano, e restituire decoro e sicurezza, allora porteremo in piazza i cittadini, in modo civile, democratico e determinato, fino a quando Empoli non sarà tornata una città sicura.

 

Fratelli d’Italia Empoli - Gruppo Consiliare Empoli del Fare - Forza Italia Empoli

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