Keu, per la commissione parlamentare d'inchiesta serviranno altri fondi per le bonifiche

Ai fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana per la bonifica o messa in sicurezza dei siti contaminati dal Keu, 15 milioni, dovranno essere aggiunte altre risorse per completare le operazioni nel sito di Bucine dopo quelle svolte a Empoli, lungo la strada regionale Sr429, e a Pontedera. È quanto emerge dalla relazione della commissione parlamentare d'inchiesta dedicata al caso dello smaltimento illecito di rifiuti, derivanti dagli scarti delle concerie di Santa Croce sull'Arno.
A riportarlo è oggi La Nazione: la relazione, firmata anche dal senatore Manfredi Potenti (Lega) e dal deputato Dem Marco Simiani, entrambi toscani, approvata all'unanimità lo scorso 12 maggio dalla Commissione, presieduta dall'onorevole Jacopo Morrone (Lega), sarà illustrata oggi in prefettura a Firenze. È composta da quasi cento pagine in cui viene ripercorsa l'intera vicenda, dalla produzione del Keu, il suo smaltimento, fino al procedimento penale recentemente ridimensionato nell'udienza preliminare. Saranno celebrati due processi, uno ad Arezzo e uno a Pisa per competenza territoriale.
Come prosegue il quotidiano, dal 2024 il Keu viene inviato in discarica e trattato come rifiuto: il costo di smaltimento è salito a 220 euro a tonnellata mentre, se trattato come "materia prima seconda" ne venivano spesi circa 58. La commissione ha preso positivamente atto delle ulteriori prescrizioni che Regione Toscana ha imposto sull'impianto di trattamento fanghi del Consorzio santacrocese Aquarno, dove sono state imposte verifiche sul materiale prodotto.
Dallo stesso Consorzio oggi è giunta una nota dove viene specificato che "Consorzio Aquarno e Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno non sono responsabili dell’inquinamento della strada 429" sulla base della sentenza del 22 maggio del TAR Toscana, "ha accertato che il Consorzio Aquarno ha legittimamente smaltito il Keu" pertanto "Aquarno e quindi anche il Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno, non possono essere ritenuti responsabili dell’eventuale inquinamento, e conseguentemente non sono tenuti a partecipare alla bonifica del sito".