“La strage di Piazza della Loggia fu opera del fascismo repubblicano. Il fascismo non morì il 25 aprile 1945, ma sopravvisse nelle organizzazioni neofasciste, nelle trame eversive e nella violenza politica che continuò a colpire la democrazia italiana anche durante la Repubblica”. Lo afferma Lorenzo Tombelli, presidente di ANED Firenze, nel 52/o anniversario della strage di Brescia del 28 maggio 1974.
“Quella stessa cultura della violenza, dell’odio politico e della repressione che aveva attraversato il Ventennio – prosegue Tombelli – riemerse negli anni della strategia della tensione. Piazza della Loggia non fu un episodio isolato, ma parte di una lunga scia di terrorismo neofascista contro lavoratori, sindacalisti, studenti e cittadini democratici”.
L’ANED ricorda le vittime dell’attentato e rinnova “l’impegno a difendere la memoria antifascista e la verità storica contro ogni tentativo di revisionismo o di equiparazione”.
“La Repubblica democratica – conclude Tombelli – nacque dalla Resistenza e dall’antifascismo. Per questo ricordare Brescia significa anche vigilare oggi contro ogni normalizzazione del fascismo, delle sue idee e dei suoi linguaggi”.
Fonte: Ufficio Stampa
