Servizio Sanitario Regionale: 71% degli indicatori migliora o resta stabile, criticità tempi di attesa

Si è tenuta a Firenze la giornata di presentazione dei risultati della valutazione della performance del Servizio Sanitario Regionale toscano per l’anno 2025, organizzata dal Laboratorio Management e Salute (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con Regione Toscana, ARS Toscana e ISPRO. L’iniziativa, ormai appuntamento consolidato per il sistema sanitario regionale, ha rappresentato un momento di confronto tra direzioni aziendali, dirigenti regionali e assessorato alla salute per analizzare i dati di performance e orientare le future scelte di programmazione.
Il quadro complessivo evidenzia risultati positivi: circa il 71% degli oltre 300 indicatori monitorati risulta infatti in miglioramento o stabile rispetto al 2024, con particolare rilievo per i percorsi oncologico e materno-infantile, che continuano a rappresentare ambiti di eccellenza della sanità toscana. Restano alcuni indicatori critici, in particolare sul fronte dell’equilibrio economico, dell’appropriatezza prescrittiva e della capacità del sistema di garantire accesso tempestivo a visite specialistiche ed esami diagnostici, con differenze ancora marcate tra territori e aziende sanitarie.
“In questi anni il sistema sanitario è sottoposto a diverse sollecitazioni, sia sul lato della domanda (dettato dall’andamento demografico) e sia sul lato dell’offerta (derivante dalle innovazioni organizzative introdotte con le riforme del PNRR). Strumenti che valutano la performance complessiva in ottica multidimensionale rappresentano una bussola importante per rimettere al centro la qualità delle cure nei vari ambiti e servizi dalla prevenzione al fine vita, dal livello aziendale al livello di distretto e aggregazione funzionale territoriale” dichiara la professoressa Milena Vainieri, responsabile del Laboratorio Management e Salute.
Oltre il 70% degli indicatori in miglioramento o stabili
Il quadro complessivo mostra che gli indicatori che migliorano o che rimangono stabili sono nettamente superiori rispetto agli ambiti su cui si è perso terreno. In particolare, circa il 71% di più di 300 indicatori di valutazione monitorati risultano in miglioramento o stabili rispetto al 2024. La concentrazione degli indicatori nella fascia verde dimostra un livello generale molto positivo. In particolare, i percorsi clinico assistenziali relativi all’oncologia e al percorso materno infantile continuano a essere delle eccellenze.
Il percorso materno-infantile mostra segnali positivi sulle pratiche di umanizzazione del parto, con la riduzione del ricorso al taglio cesareo, che scende al 16%, e delle episiotomie, in calo dall'8,4% del 2024 al 6,7% del 2025. Sul fronte dell'assistenza prenatale alle donne straniere il quadro è più articolato. Migliora la percentuale di chi effettua meno di quattro visite in gravidanza, che scende all'11,6%, mentre resta critica la percentuale di chi accede tardivamente alla prima visita, seppur in lieve miglioramento rispetto all'anno precedente.
Il percorso oncologico mostra performance eccellenti sia per il tumore della mammella sia per gli altri siti. Risulta ottimale la concentrazione dei volumi, fattore strettamente correlato agli esiti, per mammella, polmone e prostata, mentre appare in maggiore sofferenza per il colon retto. Emerge invece una criticità sulla permanenza in hospice inferiore a sette giorni dei pazienti provenienti dall'ospedale o dal domicilio non assistito, pari al 35%, un valore elevato che segnala una presa in carico tardiva nelle cure palliative.
I pentagrammi di percorso mettono inoltre in luce, in alcuni ambiti e in alcune zone, spazi ulteriori di miglioramento volti a ridurre le differenze geografiche e a garantire una maggiore equità orizzontale. È il caso, ad esempio, del tasso di ospedalizzazione nel primo anno di vita per il percorso materno infantile e della tempestività dell'intervento chirurgico per tumore maligno del colon dalla diagnosi per il percorso oncologico.
Per quanto riguarda gli indicatori che misurano i percorsi delle cronicità, mostrano una riduzione del tasso di ospedalizzazioni potenzialmente evitabili (quelle che riguardano aspetti che possono essere presi in carico o gestititi precocemente sul territorio) come ad esempio i ricoveri per complicanze a breve e lungo termine di diabete, BPCO e scompenso cardiaco. Un segnale che può essere letto come una maggiore accessibilità e funzionalità dei servizi territoriali, tuttavia, dall’altro lato gli indicatori riportano un maggior accesso al Pronto Soccorso dei residenti con scompenso cardiaco (+2,8%), diabete (+3,8%) e BPCO (+4,9%). Indice che bisogna ancora mettere a punto le modalità di regolazione e attivazione coerente della rete per la continuità delle cure.
Gli altri indicatori: criticità dimensione economica e tempi di attesa a visite specialistiche ed esami diagnostici
Gli ambiti critici riguardano la dimensione economica. Gli aumenti derivanti dall’inflazione, dalle innovazioni in ambito farmacologico e diagnostico così come dagli incrementi dei costi complessivi di gestione hanno portato a non rispettare appieno l’equilibrio di bilancio. A fronte di questa difficoltà gli indicatori che riguardano l’appropriatezza farmaceutica e diagnostica mostrano la possibilità di recuperare risorse allocate in modo non efficace.
In particolare, l’appropriatezza prescrittiva farmaceutica mostra segnali di miglioramento nel consumo di antibiotici, con una riduzione sia nella popolazione adulta (-6,25%) sia in quella pediatrica (-32,14%), sebbene i livelli restino in fascia critica. Tuttavia, a livello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), ovvero gruppi di Medici di Medicina Generale costituiti per rispondere ai bisogni di salute della popolazione e promuovere azioni di governo clinico, permane un’elevata variabilità nei risultati. Permane invece una situazione critica per il consumo di antibiotici nei reparti ospedalieri, che registra un lieve incremento (+0,64%), raggiungendo un valore di 78,6 DDD per 100 giornate di degenza. In aumento anche il consumo di antidepressivi, di un 2,28% per gli adulti e 6,84% nella fascia 18-25 anni. Sul fronte dell’appropriatezza clinica si conferma il trend in aumento delle risonanze muscoloscheletriche che arrivano a 24 ogni 1.000 abitanti, mentre si osserva una lieve diminuzione delle RM lombari ripetute che scendono al 6%.
Il nodo principale relativo agli indicatori posizionati nelle fasce esterne riguarda la capacità del sistema di rispondere alle richieste della popolazione in termini di accesso e tempestività delle visite specialistiche e degli esami diagnostici. L’indice di cattura che rappresenta la capacità del sistema sanitario regionale di rispondere alla richiesta di domanda di prestazioni ambulatoriali e diagnostiche mostra che circa il 58% delle prescrizioni per le visite specialistiche viene prenotato nell’anno e circa il 62% degli esami diagnostici prescritti sono prenotati nell’anno. Questi dati vanno confrontati con i tempi di attesa che variano fra le zone distretto e le aziende per tipo di esame diagnostico o visita. Complessivamente il 72% delle visite è garantita entro i tempi previsti nel piano nazionale di governo delle liste di attesa con differenze fra le zone che vanno dal 46% al 89%, per la diagnostica la situazione relativa ai tempi di attesa è migliore, a livello regionale 88% delle visite rispetta i tempi previsti e vi è maggiore omogeneità fra i territori, passando da 73% al 98%.