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Chiusa la mostra "Tavole di Rilievo" di Paolo Tinghi

Si è appena chiusa la mostra “Tavole di Rilievo” di Paolo Tinghi allestita nelle splendide sale di Palazzo Grifoni a San Miniato, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

La mostra è stata organizzata dalla Associazione “Architettura e Territorio L. Benvenuti” di cui è presidente l’Architetto Ilaria Borgioli, che, facendo un bilancio dell’iniziativa, tiene a sottolineare di come questa mostra si possa considerare un valore aggiunto sia per l’Associazione sia per la città di San Miniato. L’associazione ha tratto da questo evento una visibilità che ha superato i limiti specialistici dei propri iscritti, mentre la città di San Miniato è stata mostrata al pubblico, compresi anche i suoi cittadini e abitanti, sotto vari aspetti diversi che ne hanno valorizzato gli spazi, ma anche la storia.

La mostra infatti, allestita proprio nel cuore di San Miniato aveva città stessa come unico soggetto in tutte le opere presentate.

L’artista Paolo Tinghi architetto e pittore a questo proposito così commenta questo evento: “Io con questa mostra dedicata a San Miniato avevo un fine e un desiderio: quello di valorizzare un luogo. Si trattava naturalmente di un luogo fisico, ma anche di un mio luogo dell’anima, riconoscibile, ma anche fantastico, patrimonio di tutti, ma anche, per tanti aspetti, solo mio, intimo e segreto. Il messaggio generale doveva essere però assolutamente positivo: San Miniato è un luogo magico e si deve reputare fortunato chi ci abita, chi lo frequenta, chi riesce ad apprezzarlo. La mia mostra voleva essere quindi di aiuto in questo processo di valorizzazione e di valutazione in positivo, che di certo si può applicare a tutti i luoghi, ma che io ho voluto sperimentare su San Miniato, il luogo in cui sono nato e in cui mi sono formato”

Sicuramente l’esperimento è riuscito, almeno a giudicare dall’interesse delle tante persone che hanno visitato la mostra e che spesso, di fronte alla rappresentazione, neanche tanto fedele, di qualche scorcio o di qualche monumento, già sicuramente conosciuti, rimanevano meravigliate come se non l’avessero mai visti: forse il fatto vero è che non l’avevano mai guardati: solo l’evocazione nella dimensione surreale della trasposizione pittorica ha conferito loro finalmente la dignità per essere adeguatamente considerati.

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