Inchiesta stragi del '93, archiviate le accuse nei confronti di Dell'Utri e Berlusconi

Disposta l'archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello dell'Utri, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Secondo il giudice "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello dell'Utri, stretto collaboratore di Berlusconi".
Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l'archiviazione, decreto firmato lo scorso 15 gennaio. Si tratta della sesta archiviazione dopo trent'anni di indagini. Dal 1996 le indagini sono state riaperte cinque volte, l'ultima nel 2022: la posizione di Berlusconi era stata archiviata nel giugno 2023, a seguito della morte del fondatore di Forza Italia. Ora la nuova archiviazione per Dell'Utri. La notizia è stata commentata dalla famiglia Berlusconi, in particolare dalla figlia Marina Berlusconi: "Tutto questo accanirsi su una tesi insensata ha alimentato trent'anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali" afferma. "La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia".
L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia fiorentina sulle stragi mafiose del 1993 di Firenze, Milano e Roma, vedeva coinvolto Berlusconi e poi Dell'Utri. L'ipotesi degli inquirenti era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l'affermazione politica di Forza Italia e l'ex senatore in particolare era indagato per aver sollecitato un boss mafioso. Secondo l'accusa avrebbe svolto un ruolo di "indicatore dei luoghi" degli attentati. Ipotesi che la difesa di dell'Utri, la cui casa fu perquisita nel 2023, ha sempre definito "fantasiose" contestando l'attendibilità dei collaboratori di giustizia e sottolineando assenza di riscontri, che ora trova conferma dal giudice che ha disposto l'archiviazione.