Incidente sul lavoro a Rosignano, muore operaio trentenne

Tragedia questa mattina a Rosignano Solvay, in provincia di Livorno, dove un trentenne ha perso la vita sul lavoro. Il giovane, Marweni Faouzi, originario della Tunisia ma residente in provincia di Lecco, sarebbe caduto dal tetto di una ditta, dove stava eseguendo alcuni lavori.
Sul posto intervenuti personale sanitario inviato dal 118, vigili del fuoco, forze dell'ordine e tecnici del dipartimento prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl. Purtroppo però per il lavoratore, nonostante i soccorsi tempestivi, non c'è stato niente da fare.
La vittima, di origine straniera, sarebbe un lavoratore di una ditta esterna. Secondo quanto ricostruito al momento dell'incidente sarebbe stato in corso un sopralluogo sulla sommità del capannone, dell'azienda metalmeccanica, quando per cause da accertare l'uomo sarebbe caduto da un'altezza di circa sei metri. Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro in Toscana, in poco più di una settimana: il 26 maggio scorso un giovane di 30 anni ha perso la vita ad Altopascio (Lucca).
Russo (Cisl Toscana): "Basta parole, più controlli e più sanzioni"
"Ora basta con le parole. Servono più ispezioni, più controlli, a tappeto, in tutti i posti di lavoro, in particolare nei cantieri, per verificare ed esigere il rispetto delle leggi sulla sicurezza. E dove necessario più sanzioni". A dirlo è la segretaria generale della Cisl Toscana, Silvia Russo, commentando la nuova tragedia sul lavoro avvenuta questa mattina a Rosignano (Li). "Siamo profondamente colpiti e rattristati da questo nuovo lutto – aggiunge Russo - e vogliamo esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima dell’incidente di stamani. Ma le parole non bastano più. Le norme sul lavoro in Italia ci sono, per garantire sicurezza e salute; e sono buone. Vanno applicate però. E mentre continuiamo tutti l’impegno per promuovere una indispensabile cultura della sicurezza, bisogna che chi ha il compito di verificare il rispetto delle regole, lo faccia".
Il sindaco Claudio Marabotti: "Le morti sul lavoro sono un'emergenza sociale"
"A nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità di Rosignano, esprimo il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza ai familiari del giovane lavoratore che questa mattina ha tragicamente perso la vita sul lavoro nel nostro territorio. Di fronte a una simile tragedia, le parole risultano insufficienti a colmare il dolore e lo sgomento che colpiscono una famiglia e un'intera comunità. Ci stringiamo ai suoi cari con affetto e partecipazione".
Così il sindaco di Rosignano Marittimo, Claudio Marabotti.
"Confidiamo nel lavoro della Magistratura e degli organi competenti affinché siano accertate con la massima chiarezza e tempestività tutte le circostanze che hanno portato a questo drammatico evento. Questa morte si aggiunge al numero inaccettabile di vittime che continua a registrarsi nei luoghi di lavoro del nostro Paese: una vera emergenza sociale che vede mediamente circa due persone perdere la vita ogni giorno mentre svolgono la propria attività lavorativa. Un dato che non può e non deve lasciare indifferenti".
"Recentemente la nostra Amministrazione ha inaugurato una panchina bianca dedicata alla memoria delle vittime del lavoro. Quel simbolo, però, non deve restare un semplice segno commemorativo: deve essere un monito permanente che richiami tutti – istituzioni, imprese, lavoratori e cittadini – alla responsabilità di investire costantemente, sia sul piano culturale sia su quello economico, per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni vita spezzata mentre si lavora rappresenta una sconfitta per l'intera società. Per questo è necessario continuare a rafforzare l'impegno comune affinché tragedie come quella di oggi non si ripetano mai più".
Cgil Livorno: "Il lavoro continua a essere un luogo dove si può perdere la vita"
"La tragedia avvenuta questa mattina a Rosignano ci consegna ancora una volta un fatto durissimo: il lavoro continua a essere, per troppe persone, un luogo dove si può perdere la vita" ha affermato il Coordinamento salute e sicurezza Cgil Livorno.
"Il primo pensiero va alla famiglia del lavoratore deceduto, ai suoi colleghi e a tutte le persone coinvolte da un evento che lascia dolore, rabbia e sgomento. Non spetta a noi ricostruire dinamiche o anticipare responsabilità. Ma è nostro dovere dire con chiarezza che così non si può andare avanti! La sicurezza deve essere parte concreta dell’organizzazione del lavoro, non un passaggio marginale da affrontare solo dopo che la tragedia è avvenuta".
"La sicurezza deve essere una condizione reale: prevista prima che il lavoro inizi, praticata durante ogni fase dell’attività, verificata concretamente nei luoghi dove i rischi sono maggiori. Per questo chiediamo accertamenti rapidi, completi e trasparenti, e una verifica seria sulle condizioni di lavoro, sull’organizzazione delle attività e sulla reale applicazione delle misure di prevenzione. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il rispetto vero per chi perde la vita lavorando si misura nella volontà di impedire che accada ancora".