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Marina di Carrara, concluso lo sbarco di 58 migranti a bordo di Open Arms

Foto da Facebook Serena Arrighi, sindaca di Carrara

Sindaca Arrighi: "Carrara ha mostrato ancora una volta il suo grande cuore e il suo volto più umano"

Si sono concluse questa notte, intorno alle 2 di domenica 7 giugno, le operazioni di sbarco e prima accoglienza dei 58 migranti arrivati a Marina di Carrara a bordo della nave Open Arms. Come informa il Comune, alle 21 di ieri sera l'imbarcazione è arrivata in porto e una volta scese a terra le 58 persone sono state accompagnate al complesso fieristico della città per le operazioni di prima accoglienza. Dopo le visite mediche e il riconoscimento, tutti hanno ricevuto un pasto e sono in seguito partiti verso i diversi centri di accoglienza individuati dalla prefettura di Massa-Carrara.

Provengono da Eritrea, Sudan, Somalia, Egitto e Bangladesh, tra loro ci sono anche 24 minori non accompagnati. Le 58 persone sono state soccorse il 3 giugno nel Mediterraneo Centrale: come spiega Open Arms, erano partite da oltre 24 ore prima da Al-Khums in Libia a bordo di un'imbarcazione in fibra gravemente sovraffollata, priva di dispositivi di salvataggio e di attrezzature per la navigazione adeguate. Nonostante la tempestiva messa in sicurezza, le 58 persone hanno dovuto affrontare altri tre giorni di navigazione prima di poter raggiungere il porto assegnato dalle autorità italiane. Molti dei naufraghi hanno raccontato di essere stati detenuti arbitrariamente in Libia e riferito di violenze subite.

Dopo lo sbarco e l'accoglienza, tutti "hanno già lasciato Carrara e hanno raggiunto i centri di accoglienza" scrive in un post pubblicato sulla propria pagina social la sindaca di Carrara Serena Arrighi. "Come sempre voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini che hanno fatto sì che anche questo sbarco si sia svolto nel migliore dei modi. Protezione civile, servizi sociali, polizia locale e tutto il Comune di Carrara, questura, carabinieri, capitaneria di porto e tutte le forze dell’ordine e poi ancora Asl, Autorità di sistema portuale, Imm-CarraraFiere, associazioni di protezione civile, mediatori culturali e tante altre persone si sono impegnate per preparare i pasti, allestire la fiera, prestare le prime cure e l’assistenza a chi è arrivato da noi in cerca di un futuro migliore. Carrara ha mostrato ancora una volta il suo grande cuore e il suo volto più umano e di questo ne siamo orgogliosi. Resta tuttavia ancora una volta la rabbia di fronte alla scelta del governo di sottoporre queste persone a sofferenze aggiuntive, senza alcuna spiegazione logica evidente, costringendoli a viaggiare fino alle nostre coste per poi farli ripartire via terra per nuove destinazioni".

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