Empoli saluta Maresco Fattori, tra i fondatori di Re.So: "Un esempio di impegno e solidarietà"

Un funerale sentito e commosso quello celebrato oggi alla Vela Margherita Hack di Empoli per dare l'ultimo saluto a Maresco Fattori, uno dei fondatori di Re.So Recupero Solidale, scomparso nei giorni scorsi all'età di 95 anni. Presenti al commiato parenti, amici, volontari e rappresentanti delle istituzioni locali, che negli anni hanno condiviso con lui l'impegno civile e politico che ha sempre contraddistinto la sua vita.
Con il suo impegno in Auser e insieme alla compagna di una vita, Grazia Susini, Maresco Fattori diede impulso, tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila, alla creazione di una rete di associazioni impegnate nella lotta allo spreco alimentare per sostenere chi si trova in difficoltà.
"Parlare di Maresco senza di lui è di una difficoltà enorme - ha detto Marinella Catagni, presidente dell'associazione Re.So -. Con lui si parlava di tante cose e lui ascoltava. Non era un ascoltatore passivo: era pieno di idee e dai suoi discorsi si usciva sempre arricchiti, con punti di vista diversi. Maresco, insieme a Grazia, non si è mai limitato a parlare, ma ha saputo tradurre nella quotidianità i valori che portava avanti da sempre, e l'associazione Re.So ne è una dimostrazione lampante".
L'associazione, che come ricorda Catagni compirà a fine ottobre vent'anni di attività, oggi sostiene oltre quattromila famiglie. "È una ricchezza per tutto il territorio, non solo per Empoli - ha aggiunto - ed è una realtà che continua a mantenere i valori con cui Grazia e Maresco l'hanno fondata, dove la solidarietà non è vista come pietà, ma come sostegno. Re.So è una sorta di famiglia allargata, in cui possono esserci discussioni e difficoltà, ma che sa ritrovarsi ancora più unita quando c'è da portare avanti quei valori che ci hanno fatto incontrare e lavorare insieme. Siamo rimasti scossi dalla sua morte, ma siamo ancora più convinti che i valori che fino all'ultimo ha continuato a difendere saranno anche i nostri e che continueremo a portarli avanti senza tradire i principi che ci accomunano".
Ha preso la parola anche Fabio Barsottini, responsabile sindacale di Confesercenti Empolese Valdelsa, che ha condiviso con Fattori la militanza politica. "È stata una persona che ho avuto il piacere di incontrare e con cui è nata una grande amicizia, oltre a un profondo rapporto di stima. Siamo stati compagni di partito. Ringrazio Maresco non solo per ciò che ha fatto per Empoli, ma anche per la comunità politica di cui ha fatto parte. Era una persona di grande generosità, il cui segreto stava nella capacità di porsi domande sul mondo e di cercare risposte. E quando quelle risposte non lo soddisfacevano, si organizzava e provava a reagire. È questo che lo ha portato a fondare Re.So.
Maresco va ringraziato: ha fatto tanto e oggi rappresenta un modello di come si fa politica e di come si esercita la cittadinanza attiva nella nostra realtà. Si era reso conto che il mondo stava diventando sempre più egoista e si è organizzato con altre persone per andare in direzione opposta. Il mio saluto a Maresco non vuole essere una raccolta passiva della sua eredità, ma una staffetta: ognuno di noi deve portare avanti il suo impegno, innovarlo e trovare nuove risposte per la nostra comunità. Un abbraccio a Grazia e a tutti i familiari presenti oggi".





Al termine dell'intervento di Barsottini, il ricordo è proseguito con il saluto del sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, che ha voluto sottolineare il profondo legame che Fattori aveva con la comunità empolese. "Maresco era più abituato a dare che a chiedere - ha detto il primo cittadino -. Per lui era naturale lasciare qualcosa anche in un semplice saluto o in una chiacchierata. Penso sia giusto che oggi, in questo momento, ci sia la fascia della città, indipendentemente da chi la indossa. Non solo perché Maresco ha seduto in consiglio comunale, ma perché la comunità sappia che ha servito Empoli in modo generoso, insieme a Grazia. Maresco aveva sempre le antenne dritte per individuare un bisogno, accorgersene e interrogarsi su come rispondere. Ha trasformato il tema dello spreco alimentare in una sensibilità condivisa dalla comunità, riuscendo ad aiutare tante persone in difficoltà. Il suo è stato un messaggio potente e controcorrente, una scelta ostinata e contraria all'individualismo.
Era una persona libera - aggiunge - e proprio per questo esprimeva le proprie idee, offrendo letture e interpretazioni diverse, aprendo nuove strade da percorrere. Questo aspetto di uomo libero è il sale della democrazia e della libertà. Nel suo piccolo dava sempre il proprio contributo e non ha mai assunto atteggiamenti paternalistici, continuando a dire la sua fino a quando ha potuto.
Maresco mi manca. Da domani mi mancherà ancora di più. Spero però che non ci manchi quella purezza che ha donato alla nostra comunità, perché sono valori di cui abbiamo profondamente bisogno. Grazie, Maresco".
Infine sono arrivati anche i saluti commossi dei familiari che hanno voluto rivolgergli un ultimo pensiero: "Ciao zio, sei sempre stato e sarai un esempio, per il tuo impegno e solidarietà nel creare una società più giusta". A conclusione della cerimonia gli hanno dedicato un'ultima canzone, la sua preferita: 'La canzone popolare' di Ivano Fossati.




