gonews.it

Manifesti contro Carrai, Carc: "A Firenze perquisite case di nostri membri e simpatizzanti"

Come reso noto dal partito, tra le ipotesi di reato c'è il concorso di diffamazione aggravata per "affissione di alcuni volantini riportanti la foto di Marco Carrai"

"Alcuni membri e simpatizzanti del Partito dei Carc a Firenze hanno subito delle perquisizioni domiciliari nelle proprie abitazioni". Così dal partito dei Comitati di appoggio della Resistenza per il Comunismo, viene reso noto di alcune perquisizioni: come sottolineato dai Carc nel decreto sono indicate le ipotesi di reato "concorso in diffamazione aggravata per mezzo di affissione di alcuni volantini "riportanti la foto di Marco Carrai" console onorario di Israele, "l'attività lavorativa e professionale e la scritta: criminale di guerra - agente sionista complice del genocidio" e "concorso in imbrattamento delle pareti esterne del Teatro Puccini" di Firenze, con l'affissione di 24 volantini. Come spiegato dai Carc l'obiettivo della perquisizione "è il sequestro dell'abbigliamento che secondo indagini della Digos è stato usato nel corso dell'affissione" e ancora "della documentazione cartacea e digitale utilizzata per realizzare i volantini e di tutti gli strumenti informatici necessari" a compiere le ipotesi di reato. Al termine delle operazioni alcuni esponenti sono stati accompagnati in caserma mentre altri, insieme a simpatizzanti, hanno organizzato un presidio di solidarietà all'esterno.

Come reso noto in giornata le perquisizioni si sono concluse e tutti sono stati rilasciati dopo le procedure di rito. A tre esponenti, aggiungono dai Carc "sono stati sequestrati cellulari, computer e altri dispositivi elettronici, indumenti, libri e materiale politico. Il capo d'imputazione è quello di diffamazione" nei confronti di Carrai. "Ringraziamo le realtà politiche e i singoli che hanno espresso solidarietà e invitiamo tutte e tutti a farlo". Nelle prossime ore, annunciano, "comunicheremo le modalità con cui intendiamo mobilitarci in risposta a questo attacco repressivo".

Palagi (SPC): "Ora il dissenso si cerca nelle case con l'ipotesi di diffamazione"

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

"Questa mattina apprendiamo dagli organi di informazione che i Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di giovani simpatizzanti del Partito dei CARC a Firenze. L'ipotesi di reato, questa volta, sarebbe la diffamazione nei confronti di Marco Carrai, console onorario di Israele per la Toscana e l'Emilia-Romagna e presidente della Fondazione dell'Ospedale pediatrico Meyer, destinatario da tempo di una campagna politica che ne chiede la rimozione dalla presidenza della Fondazione" dichiara in una nota il consigliere comunale a Firenze di Sinistra Progetto Comune Dimitrij Palagi.

"Ad aprile erano arrivate le perquisizioni della Digos con l'ipotesi di associazione sovversiva con finalità terroristiche. Nel mezzo, denunce per manifestazioni non autorizzate. Oggi si entra nelle case per cercare presunto materiale diffamatorio. Come scrivemmo allora, non entriamo nel merito delle posizioni politiche del CARC, né dei procedimenti in corso. Ma la domanda è inevitabile: da quando un'ipotesi di diffamazione giustifica perquisizioni domiciliari all'alba? La diffamazione si contesta con altre strade legali. Lo strumento scelto dice più dell'obiettivo che del reato. La critica a chi ricopre incarichi pubblici e di rilievo, anche dura, è parte del conflitto riconosciuto dal quadro costituzionale. Se ogni campagna politica contro una figura pubblica può tradursi in militari in casa, l'effetto intimidatorio non riguarda solo le persone perquisite: riguarda chiunque si organizzi, protesti, dissenta. E non possiamo non notare che questo accade, ancora una volta, attorno a chi si mobilita per la Palestina, in una città in cui le attenzioni dell'autorità verso questi ambienti si stanno facendo abitudine. Lo scrivemmo ad aprile: mentre lo Stato perde potere in materia di politiche sociali, si mostra sempre più invasivo nell'ambito dell'ordine pubblico. Due mesi dopo siamo al punto successivo: prima il terrorismo, ora la diffamazione. Le categorie cambiano, la direzione no. Continueremo a seguire le vicende giudiziarie che toccano la libertà di organizzazione e di espressione politica, in aula come fuori" conclude Palagi. "La politica è potere legislativo, sta alla base del giudiziario e dell'esecutivo: di questi temi ha il dovere di parlare, senza rimuoverli".

Exit mobile version