Sabato 13 giugno alle ore 17.00, lo spazio d'arte Sincresis di Empoli apre le porte a due esposizioni interrogato sul rapporto tra identità umana e mondo.
La prima, Conflicts & Identità, mette a confronto quattro artisti — due taiwanesi e due italiani — in un dialogo tra culture lontane ma non opposte. Le fotografe Annie Hsiao-Ching Wang e Karen Hui-Yu Lo esplorano con occhio femminista la vita familiare, costruendo serie di immagini che attingono all'autobiografia senza cedere alla nostalgia. Un distacco consapevole, quasi teatrale, caratterizza il loro sguardo sulle piccole e grandi storie domestiche. Sul versante italiano, Frank Dituri e Mauro Manetti scelgono invece la strada della trascendenza: il primo con una pittura dei luoghi sacri, il secondo frammentando immagini religiose del passato per recomporle in una riflessione sul tempo e sulla fede.
La seconda mostra, Tracce impermanenti, raccoglie i lavori di Nicola Cioni, Marco Neri ed Elisabetta Scarpini attorno a una domanda comune: cosa resta del passaggio dell'uomo nel mondo? Cioni si dissolve nel paesaggio naturale fino a diventarne parte, lasciando nelle fotografie appena un'eco della presenza umana. Neri costruisce nei boschi microarchitetture effimere — destinate consapevolmente al deterioramento — in un dialogo con le Città invisibili di Calvino. Scarpini raccoglie scarti e resti vegetali, trasferendoli su supporti lignei in installazioni orizzontali che invitano lo spettatore a chinarsi, fisicamente e metaforicamente, sul significato del residuo.
