Interventi chirurgici rinviati, l'Asl Toscana centro: "Confermata disponibilità al confronto"

Nella giornata di mercoledì 10 giugno decine di interventi chirurgici programmati sono stati rinviati, negli ospedali dell'Asl Toscana centro che comprende i territori di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, in seguito ad un'assemblea sindacale, convocata per il personale del comparto di sala operatoria su due distinti turni di lavoro, mattutino e pomeridiano.
L'assemblea si è tenuta nel vecchio ospedale di Prato e hanno partecipato 177 persone, con una nutrita rappresentanza anche da Empoli. Si stima che gli interventi rinviati siano stati circa 120.
La posizione Fp Cgil
Come rivelato alla stampa locale dalla Fp Cgil, la protesta nasce dal malcontento degli infermieri di sala operatoria che da anni denunciato ritardi nell'avvio degli interventi. Viene riportato che gli operatori sarebbero pronti a iniziare già alle 8 del mattino, ma i chirurghi arriverebbero in ritardo.
Un altro problema deriva anche dalla mancata coincidenza degli orari di servizio tra gli infermieri e il personale medico: questo porterebbe agli straordinari per gli infermieri, con mancato rispetto delle note operatorie e ricadute sulle liste d'attesa.
Un altro punto della protesta riguarderebbe la mancata formazione degli infermieri, ma anche la necessità di incrementare gli organici.
Asl Toscana Centro: "Rammarico per i disagi"
"Una situazione - sottolineano dall'Asl Toscana centro - che ha inevitabilmente inciso sull'attività chirurgica ordinaria, pur garantendo gli interventi di emergenza e urgenza e consentendo lo svolgimento di parte delle procedure già programmate".
Dall'azienda espresso "rammarico per i disagi arrecati ai cittadini" e ricordato "che il confronto sulla riorganizzazione degli orari di lavoro dei comparti operatori è stato avviato il 15 maggio scorso con un'informativa alle organizzazioni sindacali e l'apertura di un percorso di confronto, pur trattandosi di una materia che rientra nelle prerogative organizzative aziendali". L'intervento proposto, con decorrenza dal 1° ottobre "nasce dalla necessità di rendere più efficiente l'utilizzo delle sale operatorie, uniformare l'organizzazione dei diversi presidi aziendali e aumentare la capacità di risposta alla domanda di salute, anche attraverso una riduzione delle liste di attesa. Tra le misure previste vi è l'estensione del sabato come giornata lavorativa nei contesti in cui ciò non è già previsto".
Riguardo all'assemblea "ha destato sorpresa la scelta" di convocarla, proseguono dall'Asl Tc "su due distinti turni di lavoro, una modalità che non trova precedenti nella storia delle relazioni sindacali aziendali. Nei giorni scorsi, la Direzione generale ha cercato di mantenere aperto il confronto, convocando una riunione urgente e proponendo soluzioni che permettessero di ridurre al minimo le conseguenze sull'attività chirurgica e sui pazienti in attesa di un intervento. Tentativi che, però, non hanno portato a una soluzione condivisa. L'Azienda ribadisce il pieno rispetto del diritto di assemblea e del ruolo delle organizzazioni sindacali, ma evidenzia come il confronto e il dialogo abbiano sempre rappresentato la strada seguita nelle relazioni con i lavoratori. Per questo resta confermata la disponibilità a proseguire il percorso di confronto, con l'obiettivo di individuare soluzioni che sappiano conciliare le esigenze del personale con il diritto dei cittadini a ricevere cure e prestazioni nei tempi previsti".
Dattolo: "Sbagliato attaccare i medici ospedalieri"
"È profondamente sbagliato, ingiusto e del tutto inutile attaccare in modo generale e generico i medici ospedalieri, che spesso operano in condizioni di grande pressione e con carichi di lavoro crescenti. Se esistono singoli comportamenti non corretti, devono essere verificati e corretti. Ma non è accettabile trasformare episodi singoli in un giudizio di condanna contro un’intera categoria”.
A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze. "Condividiamo l'obiettivo di migliorare l'efficienza del sistema sanitario e di ridurre le liste d'attesa. Ma il confronto deve basarsi sui fatti, sul rispetto reciproco e sulla volontà di individuare le vere cause delle criticità. Generalizzare e attribuire responsabilità indistinte – spiega Dattolo - non aiuta a risolvere i problemi, ma rischia soltanto di alimentare tensioni e divisioni ".
"La sanità pubblica ha bisogno di collaborazione tra tutte le professioni, non di contrapposizioni. Medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi devono lavorare insieme per affrontare temi come l'organizzazione dei percorsi di cura. Solo così – conclude Dattolo – si tutelano davvero i cittadini e si rafforza il nostro servizio sanitario".