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"Grazie ai professori per questo percorso": la toccante lettera di fine anno dal Calasanzio

L'istituto Calasanzio di via Carrucci a Empoli (foto da Facebook)

Durante la messa di fine anno a Empoli, le quinte A e B hanno letto un discorso dedicato alla scuola e ai prof

Si chiude l'anno scolastico anche al Calasanzio di Empoli, ma con una sorpresa. A farla sono alunni e alunne di quinta a tutto il corpo docente e alla scuola. Durante la messa di fine anno in Collegiata, i ragazzi e le ragazze delle 5°A e B hanno letto una lettera dedicata a tutti coloro che hanno lavorato con loro e per loro al Calasanzio. Professori e professoresse si sono emozionati e hanno deciso di rendere pubblico il discorso che trovate di seguito.

Per anni abbiamo aspettato la fine della quinta, convinti che fosse lontanissima. Abbiamo sognato questo momento e immaginato il giorno in cui avremmo salutato la scuola. Eppure, adesso che è arrivato, ci accorgiamo che lasciarlo andare è molto più difficile di quanto immaginassimo.

Sembra ieri quando siamo entrati per la prima volta in questa scuola. Eravamo ragazzi curiosi di sapere cosa ci aspettasse. Nessuno di noi immaginava davvero quante cose avremmo vissuto insieme.

In questi cinque anni abbiamo condiviso molto più di sei ore al giorno all'interno di un'aula.

Un grazie va ai professori.

Grazie per averci accompagnato in questi anni che, a volte, sembravano non finire mai. Grazie per aver camminato accanto a noi. A volte ci avete chiesto più di quanto pensassimo di poter dare, ma oggi ci rendiamo conto che lo avete fatto per prepararci ad affrontare il futuro con più forza e consapevolezza. Forse non sempre ce ne siamo accorti, ma oggi possiamo riconoscere il valore di ciò che ci avete trasmesso e della fiducia che avete riposto in noi. Grazie per aver creduto in noi anche quando noi stessi facevamo fatica a farlo.

Vorremmo rivolgere un pensiero speciale a ciascuno dei nostri professori, perché ognuno di voi ha lasciato un segno diverso.

Grazie ai professori Bagnoli, Mauriello e Romani. Ci avete insegnato a ragionare, a non fermarci alle apparenze e ad avere uno sguardo più consapevole.

Grazie ai professori Bagni e Santini, ci avete fatto scoprire che la letteratura parla ancora di noi, delle nostre paure, delle nostre speranze e dei nostri sogni.

Grazie alle professoresse Foglia e Santini ci avete insegnato ad osservare il mondo con curiosità e meraviglia.

Grazie al professor Donato, che è stato molto più di un insegnante di motoria, grazie per averci fatto ridere e sfogare.

Grazie alle professoresse Calugi e Mignano, ci avete insegnato ad ascoltare, a riflettere e a guardare gli altri con maggiore umanità.

Grazie alle professoresse Bianchi e Gualtierotti. In questi anni matematica e fisica ci sono sembrate spesso montagne impossibili da scalare, ma voi ci avete insegnato che dietro ogni problema c'è sempre una soluzione da cercare con pazienza. Ci avete mostrato che la fatica non è mai inutile e che la soddisfazione più grande arriva proprio dopo aver superato ciò che sembrava impossibile.

Grazie alle professoresse Cacciapuoti e Kamberi. Con voi abbiamo imparato che esistono culture, prospettive e realtà diverse dalla nostra e che conoscere significa anche imparare ad ascoltare.

Grazie al professor Cioni, che ci ha accompagnato in un mondo che spesso corre più veloce di noi.

Grazie al professor Piccardi. È stato capace di comprendere le nostre preoccupazioni, di sorridere con noi e, qualche volta, persino di salvarci nei momenti più disperati. Dietro ogni richiesta di spostare una verifica o ogni tentativo di negoziazione dell'ultimo minuto, abbiamo sempre trovato qualcuno disposto ad ascoltarci.

Grazie alla professoressa Ciaramella, che non ci ha fatto solo da professoressa, ma da amica.

Oggi usciremo da qui da studenti per l'ultima volta. Voi invece resterete qui. Ma una piccola parte di noi rimarrà per sempre in queste aule, così come una piccola parte di voi continuerà a camminare con noi.

Grazie alle nostre famiglie, che sono sempre state una parte fondamentale del nostro percorso. Dietro ogni nostro traguardo ci sono il loro sostegno, la loro pazienza e il loro amore. Se oggi siamo qui, pronti a chiudere questo capitolo, è anche grazie a loro.

Un ringraziamento speciale va anche a Padre Francesco, Padre Andrés, Padre Tommaso e a tutti i Padri che ci hanno accompagnato durante questi anni. Ci avete ascoltato nei momenti di difficoltà, ci avete guidato e ci avete insegnato, attraverso il vostro esempio, valori che porteremo con noi anche fuori da queste mura. In un'età in cui si cerca continuamente la propria strada, avete rappresentato un punto di riferimento sicuro e una presenza capace di farci sentire accolti. Un grande grazie a Padre Piroli, che ha reso la sua scuola casa per tutti noi, e che continua a sorvegliare su di noi da lassù.

Un grazie, forse il più speciale, va a tutti noi. Grazie per gli abbracci e le rassicurazioni che ci siamo dati nei momenti difficili. Grazie per averci fatto ridere fino alle lacrime. Grazie per averci dato una pacca sulla spalla quando le interrogazioni andavano male. Grazie per averci fatto copiare qualche verifica o per averci aiutato a spostarla all'ultimo momento (vi vogliamo bene, professor Piccardi e professoressa Bagni). Grazie per aver condiviso con noi mattinate infinite e giornate che invece sono volate via troppo in fretta. Grazie per tutte le volte in cui siamo stati presenti gli uni per gli altri senza nemmeno sapere quanto fosse importante. Grazie delle parole dette nei momenti giusti. Grazie anche per le discussioni, per le incomprensioni e per tutti quei momenti che ci hanno insegnato a volerci ancora più bene.

Abbiamo passato più tempo insieme che con chiunque altro e, senza accorgercene, questo tempo è volato. Insieme abbiamo imparato che cadere non è una sconfitta e che rialzarsi, spesso aiutandoci a vicenda, è la lezione più importante. Ci siamo visti crescere, cambiare, diventare più forti.

Forse il senso di questa giornata è proprio questo, imparare a dire grazie. Grazie per tutto quello che abbiamo ricevuto, per le persone che abbiamo incontrato e per i ricordi che porteremo sempre con noi.

Tra qualche anno probabilmente non ricorderemo ogni lezione o ogni voto, ma ricorderemo come ci siamo sentiti qui dentro.

E forse oggi comprendiamo meglio i versi di Montale: "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio."

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