Il 20 giugno 2026, Palazzo Grifoni a San Miniato ha ospitato il convegno nazionale "Edifici storici e nobili città di terra cruda", un appuntamento che ha riunito ricercatori, architetti e università da tutta Italia per fare luce su un patrimonio costruttivo ancora poco conosciuto.
Al centro del dibattito, le antiche case sanminiatesi edificate con la sabbia pressata dei depositi marini pliocenici su cui sorge la città. Muri spessi, quasi venti metri di altezza, cisterne sotterranee, silos per il grano: un sistema costruttivo raffinato, rimasto in uso per secoli, che oggi richiede attenzione e competenze specifiche per la sua conservazione.
Protagonista dell'incontro anche l'associazione Moti carbonari - Ritrovare la strada, attiva da sedici anni nel recupero delle carbonaie medievali e nella mappatura degli spazi sotterranei della città. Le loro ricerche hanno rivelato una rete di cave sotterranee da cui veniva estratta la stessa terra usata per costruire gli edifici soprastanti — una scoperta che capovolge la visione tradizionale della città.
Il convegno, organizzato con il supporto del Ministero della Cultura, ha sottolineato l'urgenza di tutelare e documentare questo patrimonio, ancora oggi scarsamente censito a livello regionale.
