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Presidio Anpi e manifestazione CPA: antifascisti in piazza 'contro' raduno di Futuro Nazionale

(foto ANPI Firenze FB)

In piazza Elia Dalla Costa oltre un centinaio di partecipanti per l’iniziativa antifascista: "Unici stranieri, fascisti nei quartieri"; poi l'iniziativa di CPA Firenze Sud: "Siamo in 5mila"

A Firenze, in piazza Elia Dalla Costa, si è svolto un presidio promosso dalle sezioni locali dell’ANPI in prossimità del Monumento ai caduti di Pian d’Albero, luogo in cui la toponomastica della memoria restituisce i nomi dei trentotto partigiani e contadini uccisi il 20 giugno 1944 dalle truppe naziste nelle colline del Valdarno. La scelta dello spazio non appare meramente contingente, ma si inserisce in una più ampia stratificazione simbolica che lega il presente delle pratiche commemorative alla continuità della memoria resistenziale. L’iniziativa ha raccolto oltre un centinaio di partecipanti e si è collocata in prossimità dell’area in cui era stata annunciata una iniziativa di Futuro Nazionale con la presenza dell’europarlamentare Roberto Vannacci, generando così una contiguità spaziale tra dispositivi di mobilitazione politica differenti e, per molti versi, reciprocamente antagonisti.

Nel corso del presidio sono stati esposti striscioni di evidente caratterizzazione politica, tra i quali “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine” e “Unici stranieri, fascisti nei quartieri”, cui si è affiancata la scritta “Vie Nuove è antifascista”, riferita al circolo Arci situato nelle vicinanze. La dimensione performativa della manifestazione si è così intrecciata a un lessico memoriale e identitario che rimanda esplicitamente alla sedimentazione storica dell’antifascismo come categoria politica e culturale. Il contesto urbano circostante, segnato dalla prossimità con piazza Bartali e con il Memoriale delle deportazioni, contribuisce ulteriormente a definire un paesaggio della memoria in cui la Seconda guerra mondiale e la violenza nazifascista continuano a costituire un riferimento interpretativo centrale.

Secondo quanto dichiarato da Grazia Gerbi dell’ANPI di Bagno a Ripoli, l’iniziativa si colloca all’interno di una rivendicazione che lega identità politica e memoria storica: “Quando sentiamo parlare di passeggiate identitarie – ha affermato – rispondiamo che la nostra identità è dentro la Resistenza, è in questo monumento. Per cui abbiamo scelto di essere qui, anche perché domani ci sarà la commemorazione dell’82/o anniversario della strage di Pian d’Albero. È il luogo dove noi volevamo essere”. La stessa rappresentante ha inoltre delineato una distinzione netta rispetto alle categorie discorsive dell’iniziativa contrapposta, precisando che la sicurezza evocata dall’area promotrice non coincide con quella rivendicata dal presidio, la quale viene invece ricondotta a una dimensione sociale e lavorativa, inscritta nella cornice dei principi costituzionali.

L'iniziativa di CPA Firenze Sud: "Siamo in 5mila"

Nel medesimo quadro di mobilitazione antifascista si è inserita anche l’iniziativa promossa dal CPA Firenze Sud, che ha richiamato in largo Boscoli alcune centinaia di persone in risposta all’appello per la manifestazione “Gavinana è partigiana”, convocata a poca distanza dall’area in cui era prevista la cosiddetta “passeggiata identitaria” organizzata da Futuro Nazionale con la presenza di Roberto Vannacci.

Fin dalle prime battute, il centro sociale ha rivendicato il senso politico della mobilitazione. "La nostra non è una contromanifestazione, oggi veniamo in piazza a prendere l’agibilità, legittimata da 40 anni di attività e di presenza in questo quartiere. Un quartiere che vive la memoria antifascista ancora nel presente e che rivendica quella tradizione e quei valori", ha dichiarato Davide Pinelli, sottolineando il radicamento del CPA nel tessuto di Gavinana e la continuità di una presenza che viene descritta come parte integrante della storia sociale del rione.

Pinelli ha poi respinto la rappresentazione del quartiere proposta dagli organizzatori del raduno legato a Vannacci, definendola "completamente mistificata rispetto alla realtà dei fatti» e ribadendo la funzione del centro sociale come «punto d’aggregazione", in contrapposizione a narrazioni che ne metterebbero in discussione la legittimità urbana e sociale.

Sul piano politico e mediatico, il tema della visibilità dell’europarlamentare è stato affrontato in modo diretto. "Non siamo noi a dare visibilità a un personaggio come Vannacci, è il circo mediatico che gli dà visibilità", ha affermato Pinelli, inserendo la vicenda dentro una dinamica più ampia che coinvolge diverse figure della politica nazionale: "È già stato fatto in precedenza con Renzi, Beppe Grillo, Meloni, Salvini. Vannacci viene invitato in tutte le televisioni, viene intervistato su tutti i giornali. Queste manifestazioni in questo momento rappresentano l’unico argine e l’unica parola diversa da quella che lui sta provando a dire".

Anche Edoardo Todaro ha escluso fratture interne al quartiere, insistendo sulla compattezza del contesto sociale: "Non c’è assolutamente una spaccatura". La presenza dell’iniziativa di Futuro Nazionale viene invece descritta come elemento estraneo alla realtà locale: "Vengono qua come cascassero da Marte".

La mobilitazione ha assunto dimensioni inattese. Dal concentramento iniziale di largo Boscoli, il corteo si è progressivamente ingrossato lungo le strade di Gavinana, fino a superare – secondo gli organizzatori – quota 5.000 partecipanti, una cifra che diventa il dato più evocato della giornata. "Siamo in 5.000", hanno ribadito dal CPA Firenze Sud, sottolineando la crescita costante della partecipazione mentre la manifestazione prendeva forma.

Una folla compatta si è quindi riversata per le vie del quartiere, dietro lo striscione "Gavinana è partigiana", accompagnata da bandiere palestinesi, cubane e della pace, oltre ai gonfaloni dell’ANPI, confluiti dopo l’adesione del presidio partigiano presente nelle vicinanze. Il corteo ha attraversato piazza Gualfredotto, via Datini e via del Bandino, per poi proseguire verso via di Villamagna fino alla sede del centro sociale, con una partecipazione che – tra chi si è aggiunto lungo il percorso e chi ha osservato dalle finestre applaudendo – ha dato l’immagine di una mobilitazione diffusa e attraversante il quartiere.

Tra i cartelli, accanto allo slogan "Niente Vannacci solo abbracci" sono comparsi anche riferimenti polemici alle recenti dichiarazioni dell’europarlamentare, con la definizione di femminicidio attribuita a Michela Murgia esposta su alcuni supporti stradali come forma di contro-narrazione.

Al termine del percorso, Pinelli ha sintetizzato così l’esito della giornata: "Non ci aspettavamo tanta gente. Per noi, visto l’orario, il caldo, il traffico sarebbe stato già un successo essere in 1.500. Questa non è solo una risposta importante, ma una presa di posizione. Il quartiere sta da una parte. La parte giusta".

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