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Respinto il ricorso di Toscana Rossa: la denuncia di Rifondazione Comunista

(foto Carlo Galletti)

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Antonella Bundu e di Toscana Rossa contro l'esclusione dal consiglio regionale. Il partito di Rifondazione Comunista Toscana ha commentato duramente la decisione del Consiglio di Stato, definendola "un pesantissimo atto d'accusa contro la Regione Toscana e la sua maggioranza".

Secondo la lettura del partito, la sentenza confermerebbe che il ricorso "doveva essere respinto secundum legem", poiché la normativa regionale prevede espressamente una soglia per le liste e non è sufficiente il solo superamento da parte della candidata presidente.

Nel comunicato si sottolinea inoltre come i giudici abbiano ritenuto le motivazioni del ricorso "astrattamente plausibili", richiamando il caso del Veneto, dove la legge elettorale disciplina diversamente situazioni analoghe. Per Rifondazione, questo elemento costituirebbe "una precisa accusa politica al centrosinistra", accusato di aver costruito una legge elettorale "contro il principio dell'uguaglianza del voto e a tutela di un bipolarismo forzato".

Durissimo anche il passaggio sulla maggioranza regionale: "Giani e la sua maggioranza si vergognino: non hanno fatto nulla per cambiare la legge quando mesi fa avevano accennato a cambiamenti, e oggi ci troviamo consiglieri regionali eletti con la metà dei voti di Toscana Rossa e anche chi, come i neo acquisti di Vannacci, non ha preso manco un voto! non ci stupisce che lo stesso Giani sia silente sulle denunce in ossequio ai decreti sicurezza: tutto quello che colpisce il dissenso (fuori e dentro le istituzioni) è funzionale a tenere in piedi un sistema, politicamente, di potere".

Rifondazione conclude ribadendo l’intenzione di continuare la mobilitazione "per dare rappresentanza politica e sociale a oltre il 5% di elettrici ed elettori che, secondo il partito, restano esclusi dalla rappresentanza istituzionale".

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