Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso e ha confermato quanto già detto dal Tar: Toscana Rossa di Antonella Bundu non entrerà in Consiglio regionale.
Secondo la candidata presidente, i voti assegnati a Bundu stessa andavano riversati anche nella lista o nelle liste ad ella collegate, calcolo che, alle elezioni dello scorso ottobre, avrebbe consentito alla lista di superare lo sbarramento del 5%. Però per il Consiglio di Stato l'interpretazione della politica fiorentina è "un assioma indimostrato".
Toscana Rossa (che da sinistra provò a contrastare il centrosinistra di Giani e il centrodestra di Tomasi) aveva raccolto 57.250 voti, arrivando al 4,51%. Furono 72.321 i voti raccolti da Bundu come candidata presidente, che era arrivata al 5,2%: da questo nacque il ricorso.
La nota di Antonella Bundu
“Prendiamo atto della sentenza n. 04950/2026 del Consiglio di Stato, Sezione Quinta, che rigetta il nostro ricorso, pur riconoscendo come “astrattamente plausibile” la nostra interpretazione, ritenendo però che la legge elettorale toscana esprima volutamente la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per la candidata Presidente, anche quando collegata a un’unica lista.
Questo aumenta la rabbia di chi, il giorno dello spoglio, ha vissuto con sorpresa e frustrazione l’esito, ritenendo assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta solo sul cognome Bundu invece che sul simbolo di Toscana Rossa
Riteniamo giusto fare tutto il possibile per garantire il rispetto di una volontà espressa in modo evidente. Per questo valuteremo i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte, che ringraziamo per il lavoro svolto fin qui, insieme a Stumpo e Palagi, co-firmatari del ricorso.
Nel frattempo evidenziamo come il Consiglio di Stato richiami la politica alle proprie responsabilità: il centrosinistra non vuole garantire pluralità e democrazia. In questo senso, si conferma un alleato delle destre, che impone il bipolarismo senza metterlo in discussione. Ne è prova il fatto che, fino a oggi, non sia stata avviata alcuna azione concreta per modificare il sistema elettorale. La lotta della sinistra a questo punto continua, perché malgrado i tentativi dei partiti principali di soffocare costruire un bipolarismo che non esiste, ci sono tanti elettori che non si riconoscono in questo bipolarismo imposto, e che continueranno a far sentire la propria voce nei prossimi appuntamenti elettorali.
Ricordiamo due dettagli:Toscana Rossa è stata l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme, in estate. E nello stesso consiglio regionale dal quale siamo stati esclusi, oggi siedono forze politiche come Futuro Nazionale e non solo, che hanno ottenuto risultati inferiori rispetto al nostro, ma che hanno potuto giovare di una legge elettorale che, evidentemente, non funziona
Non recriminiamo: rivendichiamo un modo di fare politica che spiega le ragioni di questa scelta e che rende ancora più evidente la necessità di uno spazio di alternativa, ancora più necessario dopo questa sentenza. Con l’occasione ringraziamo ancora una volta tutte le persone che ci hanno reso possibile arrivare fin qui, a partire dalle realtà di Possibile, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, che fanno parte di Toscana Rossa.
