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Keu, Deidda sulle parole di Giannoni: "Scelta ancora una volta la polemica politica"

L'ex sindaca di Santa Croce sull'Arno: "Le sentenze si commentano per quello che dicono, non per il colore politico di chi decide di impugnarle"

"Leggo il post del Sindaco sul ricorso della Regione Toscana al Consiglio di Stato. Francamente, continuo a pensare che una vicenda come quella del Keu meriti un approccio diverso da battute, allusioni e slogan". Così, tramite la propria pagina social, l'ex sindaca di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda commenta le affermazioni del primo cittadino Roberto Giannoni sulla questione dell'impugnazione della Regione Toscana della sentenza del TAR del 22 maggio, che aveva escluso nell'ambito della vicenda Keu la responsabilità del Consorzio Aquarno e del Consorzio Depuratore Santa Croce sull'Arno dell'inquinamento della strada della Srt 429, in particolare il tratto tra Empoli e Castelfiorentino. Giannoni, ricordando la recente impugnazione e il ricorso al Consiglio di Stato "contro la sentenza che vedeva "soddisfatto" il Pd locale" dice al partito di assumere "una posizione chiara", o con il giudizio del Tribunale amministrativo regionale o con la Regione, amministrata dal centrosinistra.

"Essere soddisfatti di una sentenza che esclude responsabilità di Aquarno non significa essere obbligati a condividere ogni successiva scelta processuale della Regione Toscana" scrive Deidda. "Le sentenze si commentano per quello che dicono, non per il colore politico di chi decide di impugnarle o meno. Del resto, non c’è stata soltanto la sentenza del TAR sul sito di Bucine, confermata dal Consiglio di Stato, né soltanto la recente sentenza del TAR sulla SR 429. C’è stata anche la decisione del giudice dell’udienza preliminare del 27 marzo scorso, che ha escluso responsabilità di Aquarno nella contaminazione da Keu.

Sono fatti. E i fatti dovrebbero meritare rispetto. Forse è proprio questo che continua a mancarmi nel dibattito pubblico di questi anni: la capacità di affrontare questioni complesse con il peso e la misura che meritano, senza ridurre tutto a una tifoseria, a una provocazione o a una contrapposizione politica permanente.
Perché la vicenda Keu non avrebbe mai dovuto essere una gara tra partiti. Ha coinvolto persone, istituzioni, imprese e un’intera comunità che per cinque anni ha vissuto sotto una lente deformante. Per questo continuo a non capire perché, invece di lavorare per ricucire e rilanciare l’immagine del distretto e di Santa Croce sull’Arno, si scelga ancora una volta di trasformare tutto in una polemica politica. Forse perché, fin dall’inizio, per una parte della destra la vicenda Keu è stata soprattutto questo: un terreno di scontro politico e di strumentalizzazione. Io continuo a pensare che dovrebbe essere altro" conclude. "Dovrebbe essere il momento della responsabilità, della serietà e della capacità di distinguere tra ciò che serve a una comunità e ciò che serve soltanto a una polemica".


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