Croce di San Giovanni: la tradizione si rinnova

La tradizione si rinnova a Firenze. Stamani, come ogni anno, la Società di San Giovanni Battista, in occasione della Festa di San Giovanni, ha consegnato alle autorità di Firenze una croce realizzata dalla Bottega Orafa Paolo Penko che riproduce il sacro simbolo rappresentato in un dipinto, in una scultura o in altra opera prodotta nel tempo dalla splendida arte rinascimentale.
L’omaggio si inserisce nella plurisecolare tradizione fiorentina dell’artigianato prezioso ed è composta da una base che rappresenta il tiburio di uno dei più antichi monumenti della città fiorentina: il Battistero. Da questa nascono gli altri due simboli, uno civile e l’altro religioso: il Giglio fiorentino e la Croce.
Un’opera che cambia di anno in anno. Per il 2026, la Croce s’ispira a quella raffigurata nella Pala dei Pérussis, attribuita al Cerchio di Nicolas Froment e datata intorno al 1480, oggi conservata presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Nell’opera San Giovanni Battista impugna una croce astile, la cui struttura essenziale è resa inconfondibile da originali terminali e piccoli decori.
La Bottega Penko ha reinterpretato il riferimento pittorico creando la Croce mediante l’antica tecnica della fusione a cera persa, successivamente incisa a mano e dorata. Le volute all’intersezione dei due assi sono rese più evidenti e tridimensionali, mentre i nodi terminali sono impreziositi con delle rosette floreali a otto petali come nell’opera originale.
La rosetta, elemento distintivo dell’intera composizione, richiama il fiore quale simbolo di rinascita e di vita nuova. Il numero otto, associato nella simbologia cristiana alla Resurrezione, arricchisce l’ornamento di un ulteriore significato spirituale.



Fonte: Paolo Penko - Ufficio Stampa