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Incendiato il Leccio di Belmonte, per gli esperti "può salvarsi"

Primo sopralluogo degli esperti dopo il rogo: il danno è grave ma non sarebbe compromessa la sopravvivenza dell'albero secolare

Il Leccio di Belmonte, l'albero secolare di oltre 600 anni incendiato nella notte tra lunedì e martedì, potrebbe sopravvivere. È quanto emerge dal primo sopralluogo effettuato dagli esperti chiamati a valutare le condizioni della pianta dopo il grave danneggiamento provocato dal rogo.

Su richiesta del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti, hanno effettuato un'ispezione il professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree dell'Università di Firenze, e il dottore forestale Simone Pinzauti. Entrambi, pur definendo importante il danno subito dall'albero, hanno espresso un cauto ottimismo affermando che la pianta "può salvarsi".

Anche la Misericordia di Firenze, proprietaria dell'area dove sorge l'albero, ha incaricato un tecnico per ulteriori verifiche sullo stato della pianta.

L'incendio aveva suscitato forte indignazione nella comunità ripolese. A denunciare pubblicamente l'accaduto era stato il sindaco Pignotti, che aveva parlato di una "violenza che lascia sgomenti" e annunciato la presentazione di una denuncia per individuare il responsabile. Il Leccio di Belmonte, considerato l'albero più antico del territorio comunale, era al centro di un progetto di valorizzazione che puntava a renderlo maggiormente fruibile e a inserirlo nell'elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana.

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