Non solo folklore, tradizione e rivalità sportiva. La serata ufficiale di apertura della XXXVII edizione del Palio del Cuoio, svoltasi lunedì 22 giugno 2026, si è trasformata in un importante palcoscenico di rivendicazione sociale e politica. A scuotere la platea e le numerose autorità presenti è stato l'accorato intervento del Presidente del Comitato Palio, Don Federico Cifelli, che ha lanciato un appello diretto e formale all’amministrazione comunale di San Miniato.
L'affondo del Presidente: "Servono spazi stabili per l'aggregazione dei giovani"
Durante l'intervista sul palco allestito nel giardino del Consorzio Conciatori, il Presidente (nonché proposto di Ponte a Egola) Don Federico Cifelli ha chiesto un impegno concreto, immediato e ufficiale alla giunta. La richiesta è chiara: individuare e assegnare immobili comunali o strutture idonee a tutti quei Rioni che, ad oggi, sono ancora sprovvisti di una sede ufficiale.
«Dobbiamo creare dei luoghi di aggregazione stabili per i nostri ragazzi – ha spiegato Don Cifelli – per poter continuare durante tutto l'anno lo straordinario lavoro educativo, sociale e di comunità che viene fatto d'estate con i campi estivi del Palio del Cuoio». Un monito pesante che accende i riflettori sul ruolo sociale dei rioni, non più visti solo come comitati d'organizzazione per la corsa dei caratelli, ma come veri e propri presidi di quartiere contro l'isolamento giovanile.
La politica locale chiamata a rispondere
L'appello è arrivato davanti a una platea istituzionale di prim'ordine. In prima fila, a raccogliere la sfida lanciata dal Presidente, c'era il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, affiancato da ben tre assessori della sua giunta le cui deleghe intersecano perfettamente la richiesta del Palio: Elena Maggiorelli (Sport e Politiche Giovanili), Matteo Squicciarini (Scuola e Politiche Sociali) e Giacomo Gozzini (Bilancio e Attività Produttive). Presenti all'evento anche l'ex sindaco Vittorio Gabbanini, il presidente del Consorzio Conciatori Michele Matteoli e il vicepresidente del Palio Cristiano Badalassi, testimoni di un momento di confronto che segnerà inevitabilmente l'agenda politica locale dei primi mesi.
A contorno della serata: l'arte di Skim e i sorteggi delle corsie
Il forte messaggio sociale ha fatto da prezioso cappello a tutti i tradizionali passaggi formali della serata, iniziata alle 21:00 con il corteo storico partito dal sagrato della chiesa del Sacro Cuore. Sul palco, magistralmente gestito dal presentatore Daniel Guidi, si è consumata anche una grande novità artistica: la nascita in diretta del "groppone" principale del Palio (l'opera dipinta su pelle), realizzata live dal celebre artista Skim e introdotta dal critico Filippo Lotti.
Sotto gli occhi del pubblico e grazie all'aiuto di tre bambini estratti a sorte, sono state poi definite le corsie e gli abbinamenti ufficiali dei caratelli storici per la gara dei cinque rioni:
Le Fornaci sul caratello BALOCCO.
Giuncheto sul caratello TEMPESTA.
Leporaia sul caratello MAVERICK.
Tognarino sul caratello QUEBRACHO.
Il Ponte sul caratello FENICE.
Presentate, infine, anche le squadre delle categorie minori (Piccoli, Intermedio, Rosa e Over 40), i cui gropponi sono stati realizzati dagli studenti della Scuola Secondaria "M. Buonarroti" sotto la direzione del Prof. Paolo Coscetti. Spazio anche all'albo d'oro con le premiazioni della sfilata dell'anno scorso, che hanno visto il trionfo del rione Giuncheto (Miglior costume, carro e sfilata), del rione Le Fornaci (Miglior personaggio) e del rione Tognarino.
Il 37° Palio del Cuoio è ufficialmente partito, ma quest'anno la vittoria più importante si giocherà sul tavolo del futuro dei giovani e delle sedi rionali.
I prossimi appuntamenti Sabato 27 e domenica 28 con le corse dei caratelli in Piazza Guido Rossa.
Fonte: Ufficio Stampa
