"Temperature insostenibili nei musei civici di Firenze": l'attacco di Cgil e Uil

La FP CGIL Firenze e FP UIL Firenze esprimono forte preoccupazione per le condizioni di lavoro che si stanno registrando in diversi musei civici, dove lavorano dipendenti comunali, della Fondazione MUSE e della Cooperativa Rear a causa delle elevate temperature di questi giorni.
Le segnalazioni che continuano ad arrivare dal personale descrivono ambienti di lavoro caratterizzati da temperature eccessive, spesso incompatibili con lo svolgimento delle attività in condizioni di sicurezza e benessere. Custodi, addetti all'accoglienza, personale di vigilanza, educatori museali, operatori dei servizi museali e tutti i lavoratori presenti nelle strutture sono costretti a svolgere il proprio servizio per molte ore in condizioni climatiche estremamente gravose.
Già lo scorso anno avevamo segnalato situazioni di forte criticità per le alte temperature e negli incontri avuti ci erano state date rassicurazioni sul fatto che sarebbe state prese iniziative al fine di migliorare la situazione del Museo di Palazzo Vecchio prevedendo l’acquisto di raffrescatori industriali, acquisti che in parte sono stati fatti dalla Cooperativa REAR ma con dei modelli che ad ora non consentono un miglioramento in quanto l’aria calda non viene espulsa verso l’esterno, come invece era stato pensato. Non è stata ad oggi portata a termine l’idea di realizzare, come in molte altre aree del palazzo di pertinenza comunale, elementi lignei che permettessero di tenere le finestre socchiuse senza doverle forare. Questi raffrescatori risultano quindi ad oggi macchinari molto rumorosi e praticamente inutili, con un bilancio termico negativo per le stanze, dove si superano stabilmente i 30 gradi. Alle lavoratrici e ai lavoratori dei musei non viene fornita acqua fresca come invece era stato richiesto dai loro rappresentanti. A Santa Maria Novella e Forte Belvedere non sono stati installati neppure i ventilatori e negli spazi esterni dove il personale opera si registrano temperature di 35 gradi o più.
Anche le misure e i protocolli di chiusura di alcune sale non risultano ad oggi sufficienti, senza che vi siano gli strumenti adeguati per tenere basse le temperature delle altre sale e per permettere di lavorare in condizioni di sicurezza. Quest’anno si sono già avuti malori tra i lavoratori e i visitatori. L’estate scorsa diversi lavoratori sono stati portati in ospedale e in un giorno sono state chiamate cinque ambulanze.
Le alte temperature non rappresentano soltanto un disagio, ma costituiscono un concreto rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con possibili conseguenze quali disidratazione, malori, cali di attenzione e aumento del rischio di infortuni. Una situazione che, oltre a incidere sulle condizioni di lavoro, può compromettere anche la qualità dell'accoglienza al pubblico e la corretta conservazione del patrimonio artistico.
Ricordiamo che il datore di lavoro è tenuto, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, a valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli derivanti dal microclima, adottando ogni misura organizzativa e tecnica necessaria per eliminarli o ridurli al minimo.
La tutela della salute e della sicurezza non può essere subordinata ad alcuna esigenza organizzativa. È necessario intervenire prima che si verifichino situazioni di emergenza. Da settembre 2025 i lavoratori e le lavoratrici hanno chiesto con largo anticipo al Comune di fare il possibile per evitare che si ripetessero i rischi per l’estate successiva.
La FP CGIL Firenze e FP UIL Firenze chiedono che i musei civici siano luoghi di lavoro sicuri e salubri rispetto al microclima e in alternativa che siano previste chiusure temporanee dei musei non climatizzati in caso di allerta rossa e sospensione di tutte le visite guidate e delle attività all’aperto.
Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio Stampa