Si sono svolti oggi nella pieve di Camaiore i funerali di Kety Andreoni e di suo figlio Mirko Moriconi, uccisi lo scorso 24 giugno dal marito e padre Piero Moriconi. La chiesa era affollata nonostante il caldo: presenti le colleghe di Kety, gli amici di Mirko e i familiari. Davanti alle bare in legno chiaro erano esposte le fotografie delle due vittime. Su quella di Kety le colleghe avevano fatto apporre la scritta "donna piena di dolore e piena di umanità".
Il priore don Silvio Righi ha presieduto la celebrazione. Nell'omelia ha inquadrato la tragedia come una ferita che investe l'intera comunità, non solo i familiari colpiti.
"Questa è una ferita che colpisce l'intera società perché la famiglia è la prima cellula della convivenza umana e della comunità cristiana". Don Righi ha pregato anche per l'autore del duplice omicidio: "Che la giustizia faccia il suo corso e che la Misericordia di Dio raggiunga i cuori più oscuri".
Il sacerdote ha aggiunto: "Quando il dialogo si spegne e si smette di ascoltare, ci si chiude nella solitudine, nel rancore, nella disperazione, il cuore rischia di diventare terreno fertile per il male. Non dobbiamo esitare a chiedere aiuto. Non possiamo entrare nell'intimità delle case, ma possiamo costruire una comunità dove nessuno si senta abbandonato."
L'omelia si è conclusa con una parola di speranza: "Talvolta una parola, un aiuto chiesto o offerto in tempo, possono diventare argine contro la disperazione. Le tenebre sono nel mondo, ma non avranno l'ultima parola."
