A Empoli la mostra 'In marcia per la libertà' per gli 80 anni del voto alle donne

Per celebrare l’80° anniversario della Repubblica e del primo voto delle donne in Italia, Il Coop.fi di Empoli Via Sanzio apre le porte alla mostra “In marcia per la libertà”, un racconto per immagini dall’Archivio storico Foto Locchi, già allestita a inizio giugno presso il Coop.fi di Sesto Fiorentino. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Regione Toscana e l’Archivio Storico Foto Locchi, è stata promossa da Unicoop Firenze per celebrare una data fondante della nostra democrazia e festeggiare la “prima volta” del voto femminile in Italia: la mostra si compone di diciannove opere – selezionate dal ricchissimo archivio e relative al periodo 1943/1949 – che ritraggono il faticoso cammino per la conquista del diritto al suffragio universale. In un periodo di grande difficoltà, un percorso fatto di volti, di gesti, di sguardi dove si percepiscono speranze, ma anche le battaglie quotidiane delle donne e la loro lotta per la conquista di diritti civili e politici.
La mostra è stata inaugurata questa mattina alla presenza di Cristina Manetti, assessora alla cultura Regione Toscana, Matteo Bensi, assessore alla cultura del Comune di Empoli, Valentina Torrini, assessora alle pari opportunità Comune di Empoli, Erika Ghilardi, responsabile dell’Archivio storico Foto Locchi, Giulio Caravella, responsabile comunicazione istituzionale Unicoop Firenze, e Francesca Martini, presidente sezione soci Coop Empoli. La mostra sarà allestita fino al 21 luglio ed è visitabile negli orari di apertura del Centro*Empoli.
La mostra
Nel viaggio tra le immagini, il visitatore può scoprire o ricordare particolari storici come il fatto che proprio dalla Toscana, oltre che dalla Lombardia, tra il 1861 e il 1863 partirono i primi tentativi di restituire il diritto di voto alle donne grazie ad alcuni disegni di legge promossi, tra gli altri, dai toscani Ricasoli e Peruzzi. Per immagini, prende vita la mobilitazione nel 1943 dei Gruppi di Difesa della Donna, poi confluiti nell’Unione Donne Italiane (UDI), che unirono forze diverse nella richiesta del suffragio universale, da cui poi si distaccarono le donne cattoliche che l’anno seguente fondarono il Centro Italiano Femminile.
Una marcia che procede fino al decreto del 10 marzo 1946, che riconobbe il diritto di voto passivo alle donne italiane con più di venticinque anni di età che da quel momento in poi poterono candidarsi ed essere elette nei Consigli Comunali. Per culminare il 2 giugno 1946 data in cui le donne diventano cittadine a pieno titolo, almeno sul piano politico con il voto al referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente.







Le dichiarazioni
Cristina Manetti, assessora alla cultura Regione Toscana
«Le donne furono testimoni silenziosi ma potenti di una marcia che non solo ha segnato una pagina fondamentale della storia italiana, ma ha anche contribuito a costruire l’identità sociale e politica di oggi. Queste immagini raccontano la ricerca incessante della libertà, una libertà che, nel caso delle donne, ha significato l’accesso alla parola, al voto, alla partecipazione. La bellezza di queste fotografie, così cariche di emozione e speranza, non è solo estetica: è un racconto che ci parla, che ci interroga e che ci fa sentire parte di una storia che è ancora viva, che riguarda tutti noi. Ogni scatto è una riflessione sul nostro presente, sulle conquiste che ci sono costate fatica e impegno, ma anche sulla necessità di non dimenticare il percorso che abbiamo fatto per arrivare fin qui».
Matteo Bensi, assessore alla cultura del Comune di Empoli
«Siamo profondamente grati a Regione Toscana, Unicoop Firenze e Archivio Foto Locchi per aver realizzato questa mostra in cammino, che oggi fa tappa a Empoli. È stata una strada a tappe, fatta di inciampi, sconfitte, piccole e grandi vittorie quella che ha portato al riconoscimento del diritto di voto alle donne. Il senso di questa marcia di libertà non si è esaurito, la coscienza di ciascuno di noi deve rimanere vigile contro ogni arretramento possibile e deve allargare l'orizzonte di emancipazione e uguaglianza, ogni giorno e dappertutto».
Valentina Torrini, assessora alle pari opportunità del Comune di Empoli
«Sono passati 80 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne, molte persone che vedranno questa mostra non erano testimoni di quei tempi. E proprio per questa distanza temporale dobbiamo mantenere vivo il ricordo e celebrare la conquista da parte delle donne del diritto di voto e di essere elette. Qualcosa che oggi ci sembra scontato ma che è arrivato dopo altri 80 anni di passi avanti, dall'Unità d'Italia fino alla rinascita dello Stato Italiano dopo la dittatura fascista, che di diritti ne aveva sottratti in quantità a tutti indiscriminatamente. Siamo felici di ospitare questa mostra a Empoli e ringraziamo i promotori per aver scelto la nostra città per mostrare, con delle bellissime immagini d'epoca, un pezzo fondamentale della storia del nostro Paese. I primi passi di un cammino ancora in divenire, per i pieni diritti del genere femminile».
Giulio Caravella, responsabile comunicazione istituzionale Unicoop Firenze
«Con questa mostra, che, dopo la tappa a Sesto Fiorentino, inauguriamo oggi nella galleria del Coop.fi di Empoli, vogliamo celebrare l’ottantesimo della nostra Repubblica e ricordare una data importante in cui, per la prima volta milioni di donne hanno potuto partecipare al voto, colmando una delle disuguaglianze più ingiuste allora presenti in Italia. Vogliamo così ringraziare anche il coraggio di quelle donne che, ottanta anni fa, andarono al voto in quel lontano 2 giugno, facendo un passo nella storia che le immagini dell’Archivio Foto Locchi testimoniano nella loro bellezza. Ringraziamo Regione Toscana e l’Archivio Foto Locchi per questa opportunità a disposizione dei soci e clienti del Coop.fi di Empoli e di tutti coloro che vorranno venire a visitarla».
Erika Ghilardi, responsabile dell’Archivio storico Foto Locchi
«Siamo profondamente grati a Regione Toscana e a Unicoop Firenze per aver reso possibile un'iniziativa come questa, capace di dare piena espressione alla funzione più alta del nostro Archivio Storico: restituire memoria, coscienza e identità collettiva alla propria comunità. In questi scatti così potenti il passato non appare più distante, ma torna vivo e attuale; suscita emozioni, suggerisce riflessioni e si fa strumento prezioso per la lettura del presente e la costruzione del domani».
Fonte: Unicoop Firenze - Ufficio Stampa