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Viareggio ricorda il 29 giugno 2009, Giani: "La giustizia ha fatto il suo corso"

Viareggio ha commemorato oggi il 17° anniversario della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, costata la vita a 32 persone e che resta una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese. Le celebrazioni si svolgono quest'anno in un clima particolare, segnato dalla recente sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha concluso il lungo iter giudiziario confermando le condanne dei principali responsabili.

La giornata si è aperta con la tradizionale messa nella cappella del cimitero della Misericordia, dove riposano molte delle vittime. Presenti i familiari, l'associazione "Il Mondo che vorrei", le autorità cittadine e numerosi rappresentanti delle istituzioni. Per tutto il giorno, dagli altoparlanti del cimitero, è stato diffuso il suono del passaggio dei treni in ricordo di quella tragica notte.

In serata, alle 21.15, partirà dalla Chiesina dei Pescatori, in Darsena, la tradizionale camminata civile attraverso le strade cittadine. Il corteo raggiungerà la Casina dei Ricordi dove, alle 23.48 saranno letti i nomi delle 32 vittime.

Tra le iniziative simboliche, anche un grande cuore disegnato sulla spiaggia delle Focette - il Bagno Novantesimo Minuto - con 32 fiori legati da un nastro nero e la scritta "Viareggio non dimentica". Un omaggio anche sui social: "Non è una festa, perché nessuno ci ridarà chi abbiamo perso, ma è l'atto di giustizia che dovevamo alla loro memoria. Non dimentichiamo. Mai".

Nel corso della giornata sono arrivati numerosi messaggi istituzionali. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato "come la giustizia abbia fatto il suo corso, pur senza poter colmare il vuoto lasciato dalla perdita dei propri cari". Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, ha "ricordato l'impegno per il sostegno ai familiari delle vittime e ha rilanciato il progetto del Museo della Memoria dedicato alla strage".

Commovente anche la testimonianza del capo reparto dei vigili del fuoco Marco Aurelio Filippi, tra i primi soccorritori intervenuti quella notte, che ha ricordato "uno scenario apocalittico", con "case, auto e appartamenti avvolti dalle fiamme e il timore che esplodessero anche le altre cisterne del convoglio".

Sul fronte sindacale, la Filt Cgil di Lucca ha definito la sentenza della Cassazione "storica", chiedendo al tempo stesso che" la tragedia rappresenti un monito per rafforzare sicurezza e investimenti nel sistema ferroviario, evitando nuove riorganizzazioni e tagli che possano compromettere la tutela dei lavoratori e dei cittadini".

 

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