L'aereoplano di carta più grande del mondo è firmato da un team pisano

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C'è un modo poco serio di raccontare quello che è successo il 25 giugno al WMF, We Make Future di BolognaFiere: un gigantesco aeroplano di carta è stato lanciato da una piattaforma e ha volato. E ce n'è uno molto serio: per la prima volta dal 2013 il Guinness World Record per l'aeroplano di carta più grande del mondo cambia mano, e dalla Germania arriva in Italia. A portarlo a casa è l'impresa promossa e prodotta dal creator Jakidale (Jacopo D'Alesio): il velivolo del Progetto ICARUS raggiunge un'apertura alare ufficiale di 20,04 metri, contro i 18,21 metri del precedente primato, detenuto dal 28 settembre 2013 dal Braunschweig Institute of Technology. Pesa 28,49 kg, è lungo 7 metri ed è fatto solo di carta e colla. Per essere omologato doveva volare almeno 15 metri: ne ha percorsi 59, fermandosi unicamente contro una colonna del padiglione. Il record è stato certificato sul posto dal giudice ufficiale Guinness World Record Lorenzo Veltri, con le misure verificate dall'ingegnere aerospaziale Vittorio Baraldi.
Progetto ICARUS è l'impresa con cui Jakidale, tra i creator e divulgatori tech più seguiti in Italia, ha trasformato un'idea apparentemente impossibile in un record mondiale. La progettazione e la costruzione del velivolo portano la firma di un team di giovani ingegneri, che studiano all'Università di Pisa: Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.
«Tutto è nato da qualche aeroplanino di carta tra una lezione e l'altra, quasi per scherzo. Eravamo studenti convinti che, con il metodo giusto, anche un pezzo di carta potesse diventare ingegneria vera. Mesi di studio, simulazioni, errori e ripartenze, e alla fine questo gigantesco pezzo di carta ha tolto ai tedeschi un record che resisteva dal 2013. Italians do it better.»
Niente improvvisazione: prima del modello finale il team aveva già costruito e lanciato con successo un primo modello grande poco più di un metro chiamato Prometeo e poi un prototipo in scala 1:2,5 chiamato Dedalo (8 metri di apertura alare) per validare struttura e dinamica di volo. Il velivolo da record è arrivato dopo simulazioni CFD, analisi strutturali e studi sull'interazione tra ala e canard. La struttura dell'ala è quella di un aereo di linea, con centine, longheroni e pannelli a nido d'ape, realizzata però unicamente in carta, con le fibre incrociate come nella lavorazione del carbonio. Tutto montato a mano, senza il taglio laser di cui disponeva il precedente detentore del record.
«Quando ho conosciuto i ragazzi di Pisa mi sono innamorato di un'idea apparentemente folle: con carta e colla, e la stessa logica con cui si progetta l'ala di un aereo di linea, costruire qualcosa che non era mai esistito. Un aeroplano di carta da 20 metri può sembrare una cosa inutile, e in fondo lo è: ma è esattamente portando le cose al limite dell'ingegneria, per il gusto della sfida, che si va avanti. Per mesi abbiamo combattuto contro umidità, struttura, aerodinamica, millimetri e gravità. Vederlo volare e schiantarsi contro le colonne in fondo al capannone è la prova che vale sempre la pena provare a costruire l'impossibile.»