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Vertenza Acca, FSP Prato: "Legittimo discutere, ma la polizia non sia il bersaglio delle tensioni sociali"

Il sindacato dopo il presidio di Seano del 3 luglio: "Gli operatori non decidono le vertenze né i tavoli di confronto". E ricorda i cinque agenti feriti il 23 giugno

La Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato di Prato prende atto delle numerose reazioni politiche e istituzionali emerse sulla stampa e sui social nelle ore successive all’intervento effettuato ieri, 3 luglio, presso il presidio davanti alla Acca di Seano.

Non compete a questa Organizzazione Sindacale entrare nel merito della vertenza lavorativa, né delle valutazioni assunte nelle competenti sedi istituzionali. Riteniamo però necessario ribadire un principio semplice: gli operatori delle Forze dell’ordine non decidono le vertenze, non convocano né interrompono tavoli di confronto e non sono parte della contrapposizione sociale o politica. Sono chiamati a operare, nel quadro delle disposizioni ricevute e delle competenze previste, per garantire legalità, sicurezza e ordine pubblico.

Per questo è fondamentale che il dibattito pubblico distingua con chiarezza tra il confronto politico-sociale e il ruolo operativo del personale sul campo. È legittimo discutere delle modalità dell’intervento, della vertenza, delle tutele per i lavoratori e delle soluzioni politiche; non è però corretto trasformare il personale in divisa nel bersaglio del dibattito pubblico o nel simbolo di tensioni sociali che hanno origini ben più profonde.

Legalità e Stato di diritto devono valere sempre: per i lavoratori, per le imprese, per chi manifesta e per chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico. Chi indossa una divisa non è la controparte dei lavoratori, delle parti sociali, degli imprenditori o della politica. È personale dello Stato che interviene nei momenti in cui le tensioni rischiano di degenerare e in cui diventa necessario garantire sicurezza e tutela per tutti i presenti.

Ci colpisce, inoltre, che in queste ore il dibattito pubblico si sia concentrato con grande rapidità sulle modalità dell’intervento delle Forze dell’ordine, mentre sui fatti del 23 giugno scorso non abbiamo percepito la stessa attenzione e la stessa nettezza nel ricordare i cinque poliziotti della Questura di Prato rimasti feriti durante i gravi disordini verificatisi a Seano.

La FSP Prato rispetta il diritto di critica, il ruolo della politica e la delicatezza sociale di una vertenza che coinvolge numerosi lavoratori. Proprio per questo chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali e politici senso di responsabilità, equilibrio e rispetto per gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine, evitando che il confronto pubblico si trasformi, anche indirettamente, in una delegittimazione del personale in divisa.

La solidarietà non può essere selettiva. Vale per i lavoratori della Acca, vale per chi manifesta, ma deve valere anche per chi viene ferito mentre svolge il proprio dovere. Anche i poliziotti sono lavoratori: lavoratori dello Stato, chiamati spesso a intervenire nei momenti più difficili ed esposti fisicamente a tensioni che il confronto istituzionale e sociale non è ancora riuscito a ricomporre.

Fonte: FSP Polizia di Stato di Prato

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