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Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla, WWF, Legambiente e Italia Nostra: "Passo indietro della Regione sulla gestione della riserva"

Padule di Fucecchio, Le Morette (Foto Enrico Zarri)

A circa un mese dall'approvazione dello schema di convenzione tra Regione Toscana, Comuni interessati e Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno per la gestione delle riserve naturali del Padule di Fucecchio e di Sibolla, WWF Toscana, Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore tornano a intervenire sulla vicenda in una nota. Se in un primo momento avevano espresso soddisfazione per il testo licenziato dalla Giunta regionale, ora le tre associazioni parlano di un passo indietro dopo che il provvedimento approvato ad inizio legislatura è stato sostituito da un nuovo testo che cancella la presenza della Lipu per quanto riguarda la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio.

Secondo le associazioni, il primo schema recepiva il ruolo della Lipu, già individuata dalla Regione come soggetto coinvolto nelle attività di gestione delle aree protette, "senza niente togliere al ruolo degli enti locali e del Consorzio di Bonifica", oltre a ridefinire in modo più chiaro il funzionamento delle strutture di servizio delle riserve.

"Con molto rammarico prendiamo atto del fatto che il provvedimento approvato ad inizio legislatura è stato sostituito da un nuovo testo che cancella la presenza della Lipu, almeno per quanto riguarda la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, e ripropone formule ambigue (e difformi rispetto alla legge regionale 30/2015) rispetto all'assegnazione delle strutture operative delle riserve naturali", affermano WWF Toscana, Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore.

Le associazioni puntano il dito anche contro il clima politico che avrebbe accompagnato la revisione della convenzione. "Dispiace davvero dover constatare che nel territorio della Valdinievole, da dove è partita la crociata per 'tornare al passato', i tempi per soluzioni politico-amministrative di buon senso non siano ancora maturi e l'approccio resti quello puramente ideologico e localistico."

Nel documento si ricorda inoltre il lavoro svolto dalla Lipu negli ultimi due anni. Attraverso professionisti qualificati e personale volontario, spiegano i firmatari, sono state realizzate attività di consulenza, monitoraggio floro-faunistico e servizi al pubblico che "hanno restituito standard gestionali di qualità elevata alle due aree protette". Tra gli esempi viene citata l'apertura regolare dell'osservatorio faunistico delle Morette, che ha consentito a migliaia di visitatori di osservare specie come spatole, sterne, svassi e fenicotteri.

Le tre associazioni richiamano poi l'attenzione sul fatto che la riserva naturale interessa soltanto circa il 10% dell'intera superficie del Padule di Fucecchio, ricordando come lo stesso Piano ambientale ed energetico regionale preveda da tempo un ampliamento dell'area tutelata.

"La gestione delle aree protette richiede competenze tecnico-scientifiche, esperienza e capacità di fare rete con altre realtà che si trovano ad affrontare sfide analoghe, perché la conservazione della natura non si può concepire su una scala locale", si legge nella nota. Per questo, secondo WWF Toscana, Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore, resta valida la scelta compiuta nella precedente legislatura di coinvolgere "un'associazione di livello internazionale (Lipu-BirdLife International), senza che ciò escluda nessun attore interessato".

Il documento si conclude con una riflessione più ampia sul rapporto tra politica e tutela ambientale: "Sul tema della conservazione della natura stiamo assistendo ad una scollatura molto netta fra la sensibilità dei cittadini, e delle giovani generazioni in particolare, e il persistente atteggiamento della politica a prestarvi poca attenzione, o addirittura a farne merce di scambio. Un solco che si va allargando e che inesorabilmente travolgerà anche gli steccati e le mura dei feudi locali".

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