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Donato un ulivo per il PASS all'ospedale Santo Stefano

La donazione delle mamme dei ragazzi con disabilità seguiti dall'équipe PASS (Percorsi Assistenziali per Soggetti con Bisogni Speciali) celebra un modello nato in Toscana, oggi punto di riferimento per l'accesso alle cure delle persone con bisogni assistenziali speciali. Un ulivo come simbolo di vita, di crescita e di speranza. Ma soprattutto come segno di gratitudine verso chi ogni giorno lavora per garantire che il diritto alla salute sia davvero un diritto di tutti.

Questa mattina, nel giardino dell'ospedale Santo Stefano di Prato, le mamme dei ragazzi con disabilità seguiti dall'équipe PASS hanno donato la pianta alla struttura ospedaliera, esprimendo così il loro ringraziamento ai professionisti che, con competenza, sensibilità e attenzione, hanno costruito negli anni un percorso capace di abbattere le barriere nell'accesso alle cure.

L'iniziativa rappresenta il riconoscimento di un lavoro che ha fatto dell'ospedale di Prato una realtà di riferimento per l'accoglienza delle persone con bisogni assistenziali complessi.

Il PASS è un’azione sviluppata dalla Regione Toscana, unica regione italiana ad aver definito specifiche linee di indirizzo, un'organizzazione dedicata e una piattaforma informatizzata che consente di registrare i bisogni assistenziali speciali della persona per programmare in anticipo il percorso di cura, permettendo agli operatori di predisporre tutte le misure necessarie per garantire un'assistenza realmente personalizzata.

Negli ultimi anni il percorso nell’ospedale di Prato ha conosciuto una crescita costante che testimonia non solo l'efficacia del modello organizzativo, ma anche la capacità di intercettare un bisogno fino a poco tempo fa spesso privo di risposte adeguate.

I numeri raccontano questa evoluzione: 2022: 10 utenti presi in carico; 2025: oltre 500 utenti assistiti e circa 1.200 prestazioni erogate; primo semestre 2026: già 235 utenti accolti, confermando il consolidamento del servizio.

Un percorso che continua ad evolversi anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Opera Santa Rita, con la quale è stato sviluppato un innovativo progetto di simulazione della prestazione sanitaria. Attraverso incontri preparatori, le persone con disabilità possono conoscere ambienti, strumenti e operatori prima dell'esecuzione della prestazione, riducendo l'ansia e favorendo un'esperienza di cura più serena e partecipata.

Questo ulivo rappresenta il legame di fiducia che si è costruito con le famiglie - afferma Chiara Selmi, facilitatrice PASS - Ogni persona ha bisogni diversi e il nostro lavoro consiste proprio nel costruire percorsi su misura, coinvolgendo i servizi e i professionisti necessari. Ricevere oggi questo gesto di riconoscenza significa sapere che le famiglie percepiscono di non essere sole e che il lavoro di tutta l'équipe riesce davvero a fare la differenza”.

Per il dottor Dante Mondanelli, coordinatore dell'équipe PASS, “la crescita registrata in questi anni dimostra quanto fosse importante dotarsi di un modello organizzativo strutturato. Il PASS non è soltanto un percorso dedicato, ma un modo diverso di fare sanità, fondato sulla collaborazione multidisciplinare, sulla programmazione anticipata dell'assistenza e sull'ascolto dei bisogni della persona e della sua famiglia”.

Grande emozione anche nelle parole della dottoressa Maria Teresa Mechi, Direttrice Sanitaria dell'ospedale di Prato. “Per me questa giornata ha un significato speciale. Ho avuto il privilegio di contribuire alla nascita del programma PASS durante la mia esperienza in Regione Toscana con l'obiettivo di superare le disuguaglianze nell'accesso alle cure delle persone con bisogni assistenziali complessi e vedere oggi quanto questo modello sia cresciuto, diventando una realtà matura, riconosciuta e capace di migliorare concretamente la vita delle persone con bisogni organizzativi complessi, rappresenta una grandissima soddisfazione professionale e personale.

L'ulivo che da oggi cresce nel giardino dell'ospedale Santo Stefano sarà il simbolo concreto di questo impegno condiviso e della volontà di continuare a far crescere una sanità sempre più inclusiva, accogliente e vicina alle persone”.

Fonte: Azienda Usl Toscana Centro

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