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'Oltre i campanili: quando la filiera fa rete': a Villa Sonnino il confronto AICC Area Toscana sulle sfide del futuro

Dario Nardella al convegno: "L'Europa protegga la concia con regole basate sulla scienza"

Si è svolto giovedì 9 luglio 2026 a Villa Sonnino, San Miniato (PI), il Convegno Annuale dell'Area Toscana dell'AICC, dal titolo «Oltre i campanili: quando la filiera fa rete». Una giornata di confronto tra concerie, produttori di prodotti chimici, enti di certificazione, università e istituzioni, costruita attorno a un'idea guida: «L'obiettivo è giusto: il percorso si costruisce insieme».

Il filo conduttore dell'intera giornata è stato chiaro fin dalla prima relazione. Gli obiettivi delle normative ambientali europee — Green Deal, EUDR, restrizioni PFAS, ecodesign — sono condivisibili. È il processo con cui quegli obiettivi diventano regole applicabili che troppo spesso non riflette la realtà tecnica della filiera conciaria. La risposta non è subire, ma presidiare: intervenire prima, in modo coordinato, con dati solidi.

Il presidio normativo: dall'EUDR all'ecodesign

Giulia Martin (Ufficio Economico UNIC) ha ricostruito il percorso dell'EUDR, definendolo un vero "caso di scuola": dall'inclusione originaria della pelle bovina nell'Allegato I fino alla bozza di atto delegato che elimina dallo scopo del regolamento i codici doganali 4101, 4104 e 4107. Chiusa la consultazione pubblica a inizio giugno, il dossier è ora nelle mani di Consiglio e Parlamento.
L'avvertimento, però, è netto: anche con la pelle fuori dall'EUDR, la tracciabilità della filiera animale resterà una richiesta concreta dei brand, sostenuta da CSDDD e CSRD.

Marta Montanari (UNIC) ha spostato lo sguardo su ciò che arriva subito dopo: ESPR ed ecodesign, con l'atto delegato per il tessile atteso nel 2027, e il Digital Product Passport, che non è un database ma un sistema interoperabile di accesso ai dati lungo la filiera. Il lavoro sui tavoli UNI e CEN — dal CEN/TC 289 al CEN/TC 411 sui prodotti bio-based — è stato presentato come leva strategica, non come adempimento: partecipare significa vedere in anticipo dove sta andando la regola europea. Nel dialogo con i brand, ha sottolineato, servono spiegazioni oggettive sulle peculiarità dei processi conciari, dalla gestione di salinità e cloruri fino agli effetti dei lotti produttivi sempre più piccoli sui consumi specifici.

Il caso del fluoro: non tutto il fluoro è PFAS

Tiziana Gambicorti (Gruppo Biokimica, Convenor WG6 CEN/TC 289 e Chairman IUC IULTCS) ha illustrato lo stato dei lavori sui nuovi metodi analitici, partendo da un equivoco tecnico dalle
conseguenze pesanti: il fluoro totale non è sinonimo di PFAS. Il fluoro è naturalmente presente come impurezza in caolino, talco, mica e silicati, e può generare falsi positivi negli screening del fluoro totale — proprio il parametro scelto da diverse legislazioni, dalla California AB 1817 alla WAC 173-337 di Washington, dalla legge francese 2025-188 al decreto danese BEK 464. Per pelle e prodotti chimici, ad oggi, non esistono metodi ufficiali né per il TF né per il TOF: i gruppi WG1 e WG6 vi stanno lavorando in modo collegiale per colmare questa lacuna. Il rischio da evitare ha un nome: la "Babele analitica", con laboratori che, in assenza di norma condivisa, restituiscono risultati diversi sullo stesso campione, rendendo impossibile dimostrare la conformità.

Sostenibilità, chimica, certificazione, depurazione

Federico Brugnoli (Founder & CEO, SPIN360) ha presentato le Linee Guida UNIDO «Guidelines for Assessing the Environmental Footprint of Leather», pubblicate il 6 giugno 2026 e sviluppate in quasi due anni con 55 esperti di 16 Paesi. Un dato ha catturato l'attenzione della platea: nella filiera del cuoio la chimica pesa per circa il 45% dell'impatto ambientale, e circa l'80-90% dell'impatto di un prodotto chimico deriva dalle materie prime in formulazione. Da qui il progetto LCA di sistema promosso da UNPAC insieme a 21 associati — il primo al mondo nel suo genere — con un database di oltre 500 matrici chimiche affiancato da oltre 400 LCA di prodotto.

Alberto De Conti (ZDHC Sector Lead, Formulator) ha illustrato l'architettura ZDHC Chemicals to Zero, articolata su tre livelli progressivi — Foundational, Progressive e Aspirational — più il livello di sistema Formulator RtZ, con un messaggio rivolto direttamente ai formulatori: trasformare la product stewardship in credibilità di mercato, riducendo al contempo la proliferazione di richieste parallele sulla stessa domanda.

Sabrina Frontini (Direttore ICEC) ha fotografato la "tempesta perfetta" che investe le aziende: pressione normativa europea da un lato, richieste di trasparenza dei brand dall'altro, con audit ripetuti sugli stessi temi a poche settimane di distanza e schemi proprietari imposti dall'alto. La risposta proposta passa da standard unici e riconosciuti (UNI, EN, ISO), certificazione di terza parte
accreditata e dal progetto pilota di un Hub di dati validati, in cui il dato viene verificato una sola volta e condiviso con il consenso della conceria.

Cecilia Polizzi (Università di Firenze, DICEA — CER2CO) ha portato l'esempio concreto di che cosa significhi fare rete davvero: la ricerca sulla digestione anaerobica dei fanghi conciari condotta con Cuoiodepur, le concerie del distretto e i technology provider, con proiezioni di recupero energetico rilevanti e risultati preliminari sul digestato in linea con la normativa sui fertilizzanti.

L'intervento dell'On. Dario Nardella

Prima della tavola rotonda è intervenuto l'eurodeputato Dario Nardella:

"L'Europa deve proteggere la filiera conciaria con regole basate sulla scienza e non su semplificazioni. Continuerò a seguire da vicino i dossier su EUDR, REACH, PFAS e bisfenoli, conscio del fatto che l'impegno comune è essenziale per ottenere risultati concreti; lo dimostra quanto accaduto con il regolamento sulla deforestazione, dal quale per ora siamo riusciti a escludere il settore conciario. Sostenibilità e competitività devono procedere insieme: la pelle è un perfetto esempio di economia circolare e va valorizzata, non penalizzata".

Dario Nardella, eurodeputato PD–S&D

I lavori si sono chiusi con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Silvia Gambi, che ha riportato attorno allo stesso tavolo i relatori della giornata.

AICC CONVEGNO_locandina

Fonte: Associazione Italiana dei Chimici del Cuoio

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