Sollicciano, il Garante Giuseppe Fanfani: "Servono scuole di mestieri per dare una vera chance di riscatto"

Una situazione di degrado ambientale e umano non più tollerabile, che calpesta il dettato costituzionale e restituisce alla società persone peggiori di come sono entrate. È questo il duro atto d’accusa lanciato da Giuseppe Fanfani, Garante regionale dei detenuti, al termine della visita ispettiva svoltasi oggi, martedì 14 luglio, al carcere di Sollicciano, a Firenze.
La visita risponde all’appello dell’Alleanza per l’articolo 27, il coordinamento nazionale che ha indetto per oggi una giornata straordinaria di accessi in oltre 40 penitenziari italiani, mobilitando più di 500 rappresentanti della società civile per denunciare l’emergenza del sistema carcerario.
Nel corso del sopralluogo, la delegazione - di cui facevano parte, tra gli altri, anche i consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Lorenzo Falchi, il presidente onorario della Società della Ragione Franco Corleone, l’Abate di San Miniato al Monte Padre Bernardo Gianni e Fatima Zohra Ben Hijji presidente associazione Pantagruel - ha toccato con mano il decadimento della struttura fiorentina, già oggetto di un recente provvedimento di sequestro di due sezioni da parte del Tribunale di Firenze.
“Tutte le volte che si entra in carcere e si vedono le celle dal di dentro, ci prende un mal di stomaco dovuto alla difficoltà che ciascuno di noi ha nella propria coscienza di accettare una situazione così degradata e umiliante”, ha dichiarato con forza Giuseppe Fanfani. “Siamo di fronte a un degrado insopportabile. Abbiamo visto materassi di gommapiuma logori, celle invivibili e una diffusa assenza di dignità. Se non garantiamo il principio costituzionale della rieducazione, il carcere fallisce il suo scopo”.
Per il Garante la chiave di volta per scardinare il sistema non è solo la denuncia, ma la costruzione di una reale prospettiva di reinserimento. Ha quindi lanciato un appello concreto per trasformare il tempo della pena in tempo di lavoro: creazione di corsi professionali qualificanti (scuole di cucina, idraulica, meccanica, saldatura e edilizia); coinvolgimento diretto delle aziende della società civile all'interno del carcere; utilizzo strategico dei benefici previsti dalla Legge Smuraglia per favorire l'assunzione e la formazione dei detenuti.
“Se avessi la bacchetta magica, farei qui dentro scuole di formazione d'eccellenza”, ha spiegato. “Se offriamo alle aziende la possibilità di insegnare un mestiere sfruttando le agevolazioni fiscali, daremo a queste persone una chance reale una volta fuori. Chi vuole la segue, chi non vuole no, ma lo Stato deve dare questa possibilità, altrimenti tutto il nostro lavoro è inutile”.
Fanfani ha poi sollevato il problema cruciale del reinserimento sociale e della mancanza di alloggi per chi ottiene misure alternative o giunge a fine pena, ricordando che “è inutile che un giudice conceda una licenza o un'uscita temporanea se la persona non ha un posto dove andare: finirà inevitabilmente per tornare da dove è venuta”.
Pur sottolineando i limiti d'azione dei garanti e degli enti locali, il Garante ha richiamato alle proprie responsabilità i veri attori del cambiamento: il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e il Provveditorato, chiedendo un intervento strutturale immediato per Sollicciano e per le altre realtà toscane al limite del collasso, come la Dogaia a Prato.
A fare eco alle sue parole sono stati gli altri membri della delegazione. Franco Corleone ha duramente criticato le politiche securitarie nazionali che aumentano il sovraffollamento, mentre Padre Bernardo ha evidenziato il contrasto tra “la disumanizzazione degli spazi e la grande umanità racchiusa nel cuore dei detenuti". Infine, la presidente associazione Pantagruel ha ricordato il dramma dei suicidi e la mancanza di strutture esterne per i detenuti con gravi problemi psichiatrici.
La delegazione ha annunciato che i dati e le testimonianze raccolte oggi a Sollicciano saranno presentati dopodomani (giovedì 16 luglio) in Consiglio regionale, durante un convegno dedicato alla memoria del giurista Sandro Margara, per trasformare la denuncia in un pacchetto di proposte operative e urgenti.





Fonte: Toscana Consiglio Regionale