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Invalsi, dispersione scolastica e IeFP, STAF: "Non disperdiamo uno degli strumenti che funziona"

"Mentre si discute su come contrastare la dispersione scolastica, si riducono le risorse per i percorsi che da anni rappresentano uno degli strumenti principali per prevenirla"

"La dispersione nasce da cause molteplici: sociali, economiche, familiari, culturali", ma i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale "costituiscono uno degli strumenti più efficaci" per sostenere gli studenti più fragili. È quanto sottolinea Marco Guastini, presidente di STAF – Sistema Toscano Agenzie Formative, intervenendo dopo i dati del Rapporto INVALSI 2026 e lanciando un appello sul futuro dei percorsi IeFP in Toscana.

 

"I risultati del Rapporto INVALSI 2026 hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tem della dispersione scolastica e formativa. Pur registrando un miglioramento del dato nazionale, il rapporto evidenzia come permangano situazioni territoriali che richiedono particolare attenzione. Tra queste è stata richiamata anche la realtà di Prato, a conferma del fatto che il contrasto alla dispersione non può essere considerato un obiettivo definitivamente raggiunto.

In questi giorni anche l’assessora regionale Alessandra Nardini è intervenuta sul tema, richiamando l'importanza di continuare a investire nelle politiche educative e di inclusione.

Come STAF – l'associazione che rappresenta numerose agenzie formative della Toscana – riteniamo che questo dibattito debba indurre a una riflessione ulteriore.

Da mesi stiamo esprimendo, con spirito costruttivo, la nostra preoccupazione per la prospettata riduzione dell'offerta dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), evidenziando come una contrazione significativa dei corsi rischi di ridurre le opportunità formative proprio per quei ragazzi che più facilmente incontrano difficoltà nel percorso scolastico tradizionale.

Non si tratta di sostenere che l'IeFP rappresenti l'unica risposta al fenomeno della dispersione. Sarebbe una semplificazione. La dispersione nasce da cause molteplici: sociali, economiche, familiari, culturali. Tuttavia, è difficile negare che i percorsi professionalizzanti costituiscano uno degli strumenti più efficaci a disposizione del sistema educativo per intercettare una parte dei giovani più fragili.

L'esperienza di questi anni lo dimostra. Migliaia di ragazzi hanno ritrovato motivazione attraverso una didattica laboratoriale, il rapporto diretto con le imprese, l'apprendimento pratico e un accompagnamento educativo personalizzato. Per molti di loro l'IeFP non è stata una "seconda scelta", ma la strada che ha consentito di conseguire una qualifica, proseguire gli studi o inserirsi nel mondo del lavoro.

Per questo motivo riteniamo che il dibattito aperto dai dati INVALSI debba essere letto insieme alle scelte di programmazione regionale.

Se l'obiettivo condiviso è continuare a ridurre la dispersione scolastica e formativa, appare opportuno interrogarsi sugli effetti che potrebbe avere una significativa diminuzione dei percorsi IeFP. Meno corsi significano inevitabilmente meno posti disponibili, una minore varietà di qualifiche offerte e, in alcuni territori, una riduzione concreta delle possibilità di scelta per studenti e famiglie È un rischio che abbiamo già rappresentato alla Regione Toscana; per questo auspichiamo che la prossima programmazione regionale possa preservare l'attuale sistema dei percorsi IeFP e, piuttosto, rafforzarlo, destinando risorse coerenti con i bisogni reali dei territori. Contrastare la dispersione scolastica e formativa significa offrire più opportunità, non ridurle.

Sappiamo bene che la fase di transizione tra due programmazioni europee impone scelte difficili e che le risorse disponibili non sono illimitate. Proprio per questo crediamo sia necessario considerare l'IeFP non come una voce di spesa, ma come un investimento sociale.

Ogni ragazzo che trova il percorso formativo più adatto alle proprie caratteristiche rappresenta un successo non soltanto per lui e per la sua famiglia, ma per l'intera comunità. Al contrario, ogni opportunità formativa che viene meno può tradursi, nel tempo, in un maggiore rischio di esclusione sociale e lavorativa.

La Toscana ha costruito negli anni un sistema di formazione professionale riconosciuto e apprezzato, grazie anche alla collaborazione tra Regione, scuole, agenzie formative, imprese e terzo settore. Sarebbe un peccato disperdere questo patrimonio proprio mentre tutti riconosciamo quanto sia ancora necessario investire nel contrasto alla dispersione.

Come STAF continueremo a offrire il nostro contributo con senso di responsabilità, nella convinzione che il confronto tra istituzioni e soggetti del territorio sia la strada migliore per individuare soluzioni sostenibili. L'obiettivo è comune: garantire a ogni ragazza e a ogni ragazzo toscano la possibilità di trovare il percorso più adatto per costruire il proprio futuro".

 Marco Guastini

Presidente STAF – Sistema Toscano Agenzie Formative (www.staftoscana.it)

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