Ritorna la tensione ai tavoli negoziali di Register (azienda che opera nel settore del digitale, oltre 100 addetti a Firenze e un’ottantina a Bergamo). I lavoratori la settimana scorsa hanno nuovamente scioperato per rivendicare il ripristino di un tavolo per il rinnovo dell’accordo integrativo, un’intesa che fino a poche settimane fa sembrava ormai definita e vicina alla firma. L’improvviso irrigidimento della dirigenza ha però rimescolato le carte, spingendo la rappresentanza sindacale a interrogarsi sulle reali intenzioni del gruppo multinazionale.
La trattativa, che si trovava su un binario ben avviato, si era temporaneamente bloccata a seguito di una giornata di sciopero proclamata dai lavoratori. L’obiettivo dell’astensione dal lavoro era spingere l’azienda ad accettare un’ultima richiesta di miglioramento del trattamento economico, con ampia flessibilità e diverse opzioni di dilazione temporale per venire incontro al management, il quale sosteneva di non disporre di budget per il 2026. Tuttavia, alla riapertura del tavolo, lo scenario è radicalmente mutato. Alla responsabile delle risorse umane si sono affiancati altri dirigenti e, successivamente, i rappresentanti di Confindustria. Nei successivi incontri, l’azienda ha prima revocato concessioni che i sindacati consideravano ormai pienamente acquisite e, nell’ultimo round, ha rimosso dal tavolo quasi ogni punto d’accordo, minacciando persino la disapplicazione del contratto integrativo scaduto lo scorso 30 giugno.
Un comportamento simile, inaccettabile e privo di “correttezza relazionale sindacale”, non si era mai visto in tavoli di trattativa con aziende di queste dimensioni. Secondo la Filcams CGIL Firenze e la Rsu Register è legittimo negoziare o chiedere contropartite, ma azzerare unilateralmente il lavoro di mesi, come una sorta di “ritorsione” per uno sciopero, rappresenta un precedente gravissimo.
A spaventare è soprattutto ciò che potrebbe nascondersi dietro questo repentino cambio di rotta. Il timore diffuso è che lo stallo sull’integrativo sia lo specchio del rischio di una ristrutturazione aziendale. I dipendenti ricordano ancora i traumi del 2018, quando le dinamiche societarie penalizzarono pesantemente la forza lavoro.
La complessa struttura societaria di Register, controllata da Team Blue Europe (a sua volta facente capo a una holding finanziaria internazionale) e gestita in Italia tramite Team Blue Italy, alimenta i sospetti. La preoccupazione è che la forza sindacale interna di Register – storicamente molto compatta e attiva – possa essere penalizzata a vantaggio di altre aziende del gruppo, italiane o estere, recentemente acquisite e meno sindacalizzate.
A ciò si aggiunge un dato allarmante: da gennaio 2026 si registra l’uscita di circa dieci lavoratori. Sebbene non vi siano licenziamenti ufficiali, i sindacati sospettano l’uso di “accordi spontanei” per ridurre l’organico in modo silenzioso. In risposta alla chiusura aziendale, l’assemblea ha deliberato la prosecuzione dello stato di agitazione. Gli scioperi attivi verranno temporaneamente sospesi per la pausa estiva, ma l’ultimatum per settembre è chiaro: il tavolo negoziale dovrà riprendere esattamente da dove si era interrotto, ripristinando le concessioni già concordate. In caso contrario, promettono i lavoratori, la mobilitazione riprenderà con ancora maggiore fermezza.
Filcams CGIL Firenze, RSU Register
Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze
