Comitato "Stadio sì ma non così": "Dubbi aumentano. Empoli merita trasparenza e partecipazione"

"Abbiamo appreso nuovamente solo dagli organi di stampa che il progetto del nuovo stadio prosegue e che tra le opere previste vi sarebbe il nuovo parcheggio di Serravalle, per un investimento stimato di circa 2,2 milioni di euro. Come Comitato riteniamo che, prima di procedere oltre, l'Amministrazione Comunale debba fornire risposte chiare ai cittadini". Così in una nota il Comitato Stadio SÌ ma NON così dopo la notizia sulla realizzazione del nuovo parcheggio e le novità comunicate dall'amministrazione, con la conclusione delle valutazioni ambientali.
"Il primo interrogativo riguarda la sostenibilità economica dell'intera operazione" affermano dal Comitato. "Se l'Empoli FC è impegnato nella ricerca di nuovi soci e investitori, quali garanzie esistono affinché gli impegni economici previsti vengano realmente mantenuti nel tempo? E quali tutele sono state previste per un bene pubblico così importante nel caso in cui, in futuro, cambi l'assetto proprietario della società? Ci chiediamo inoltre perché il Comune non possa reperire direttamente le risorse necessarie per realizzare il parcheggio di Serravalle, mantenendo pienamente pubblico lo stadio comunale. Se il parcheggio è un'opera ritenuta utile per la città, perché deve essere necessariamente legato alla concessione dell'impianto sportivo?
Esprimiamo poi forti perplessità anche dal punto di vista ambientale. L'asfaltatura di un'ampia area di Serravalle comporterebbe un aumento delle superfici impermeabili e dell'effetto "isola di calore", proprio mentre le estati diventano sempre più torride e anche Empoli ha affrontato, tra giugno e luglio 2026, numerose giornate con bollino rosso per il caldo estremo". Dalla stampa, proseguono "emerge inoltre un elemento che riteniamo significativo: ARPAT, ASL Toscana Centro e Acque S.p.A. hanno formulato numerose prescrizioni perché il progetto ricade all'interno del campo pozzi cittadino. Si tratta di una criticità che il nostro Comitato aveva segnalato già nell'ottobre 2024 (ben 2 anni fa) e che oggi trova conferma nelle richieste degli enti competenti. Proprio per questo poniamo un ulteriore interrogativo: se il parcheggio di Serravalle richiede particolari prescrizioni perché si trova nel campo pozzi, perché non emergono analoghe valutazioni per: i tre livelli di parcheggi interrati previsti all'interno del perimetro dello stadio Carlo Castellani; i parcheggi che verranno fatti al posto dell'attuale Sussidiario; ulteriore impermeabilizzazione dell'area a verde confinante con l'attuale parcheggio tra il PalAramini e la centrale idrica di Acque S.p.a. Tutte aree" proseguono "poste nelle vicinanze di numerosi pozzi di approvigionamento di acqua erogata per la cittadinanza di Empoli e non solo".
E ancora, "ci chiediamo perché per la sola pavimentazione dell'area parcheggio di Serravalle sia stato attivato il procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA, mentre non ci risulta che sia stato attivato per il complesso progetto dello stadio, che oltre alla grande trasformazione dello stadio prevede la pavimentazione di vaste aree attualmente destinate a verde, per creare parcheggi, oltre alla trasformazione dell'area verde in fregio all'Arno, dietro all'AVIS in area edificabile, per consentire la realizzazione di un albergo? E scusateci ma continuiamo a chiederci anche: quale è l' interesse pubblico di tutto questo progetto? La tutela della principale risorsa idrica della città non può essere affrontata con criteri diversi a seconda dell'opera prevista.
È passato oltre un anno di sostanziale silenzio istituzionale, le principali novità vengono apprese attraverso la stampa anziché mediante un confronto pubblico con il Consiglio Comunale, il quartiere e i cittadini. Quindi anche il percorso definito "partecipativo" continua a lasciare molte perplessità, oltretutto percorso pagato con i soldi dei contribuenti empolesi. Ci chiediamo come sia stato possibile organizzarlo in appena quindici giorni, tra il 1° e il 15 luglio 2024, su un progetto che, secondo quanto emerso pubblicamente, non era ancora conosciuto nemmeno da molti rappresentanti della maggioranza. È una domanda legittima, perché la partecipazione dovrebbe consentire ai cittadini di contribuire alle scelte, non limitarsi ad assistere alla presentazione di decisioni già prese. Lo stadio comunale appartiene alla città, non soltanto a una società sportiva".
Il Comitato "continuerà a chiedere trasparenza, partecipazione e risposte concrete. Perché quando si decide il futuro di un bene pubblico non basta seguire un iter amministrativo: occorre conquistare la fiducia dei cittadini. E quella fiducia si costruisce con il confronto, la trasparenza e il rispetto della comunità".