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Caso Montedomini, i chiarimenti: "Cin rilasciato su immobile non ancora a bando". I commenti politici

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Il presidente dell’Asp annuncia azioni legali dopo le verifiche sugli appartamenti di via Guelfa finiti negli affitti brevi. La sindaca punta al recupero di 30 alloggi per edilizia sociale, mentre le opposizioni chiedono una commissione d’inchiesta

Torna a far discutere il caso Montedomini, la vicenda degli appartamenti di proprietà dell’Asp fiorentina che erano finiti nel circuito degli affitti brevi turistici. Ieri il presidente di Montedomini Maurizio Frittelli ha convocato una conferenza stampa che precede il cda del prossimo 29 luglio, convocato di urgenza dopo le polemiche, per fare chiarezza sulla questione.

La vicenda in breve

Al centro della questione ci sono due immobili di via Guelfa, appartenenti al patrimonio dell’ente che gestisce servizi sociali e assistenziali, concessi attraverso una procedura pubblica e successivamente utilizzati per ospitalità turistica tramite piattaforme online. La vicenda aveva sollevato polemiche politiche sulla gestione dei beni pubblici, anche alla luce delle restrizioni introdotte dal Comune di Firenze sugli affitti brevi nel centro storico. Montedomini aveva avviato verifiche per ricostruire l’iter amministrativo e chiarire come fosse stato possibile il cambio di destinazione degli appartamenti.

Il presidente di Montedomini: "Rilasciato Cin su immobile non a bando"

Il presidente di Montedomini Maurizio Frittelli ha ricostruito la vicenda spiegando che il problema sarebbe nato dal rilascio di un Cin (Codice identificativo nazionale) relativo a un immobile che, al momento della richiesta, non era ancora stato inserito nel bando di assegnazione.

"Abbiamo scoperto che c'era un Cin del 2024, rilasciato correttamente perché era in quella finestra che si era venuta a creare a Firenze a seguito del ricorso al Tar sugli affitti brevi, su un immobile di proprietà di Montedomini che però è stato messo a bando l'anno successivo", ha dichiarato Frittelli.

L’immobile interessato è quello di via Guelfa 81, nell’ex complesso di Sant’Agnese. Il presidente dell’Asp ha definito la situazione "kafkiana", spiegando che il codice sarebbe stato ottenuto tramite un’autodichiarazione nella quale il richiedente dichiarava di essere conduttore del bene.

"È stato richiesto un Cin facendo una autodichiarazione, dicendo 'io sono conduttore di questo bene'", ha spiegato Frittelli, annunciando l’intenzione di procedere per vie legali: "Ci rivolgeremo a un avvocato per studiare qual è l’elemento più incisivo, ma direi anche aggressivo per tutelare i nostri interessi".

Funaro: "Bene i chiarimenti, ora recuperare il patrimonio pubblico"

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha accolto positivamente le spiegazioni del presidente di Montedomini e ha ribadito la necessità di tutelare la funzione sociale degli immobili pubblici.

"Bene che il presidente Frittelli abbia ricostruito tutto e fatto chiarezza, di questo lo ringrazio. Bene anche che ci siano azioni legali sul Cin del 2024 messo a bando l’anno successivo", ha dichiarato Funaro.

La sindaca ha collegato la vicenda al tema più ampio dell’emergenza abitativa, ricordando la linea dell’amministrazione contro l’espansione degli affitti brevi: "La linea dell'amministrazione è chiara, abbiamo messo regole precise sugli affitti brevi facendo da apripista a livello nazionale, con stop nell'area Unesco e fuori".

Funaro ha inoltre annunciato un progetto per recuperare circa 30 appartamenti vuoti di proprietà di Montedomini, attraverso un piano finanziato con la Bei (Banca europea per gli investimenti), destinandoli ad alloggi a canone calmierato.

Le opposizioni chiedono una commissione d’inchiesta

Sul caso le minoranze di Palazzo Vecchio hanno depositato una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini.

La richiesta è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione: Lista Schmidt, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Misto-Noi Moderati, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Firenze Democratica e Sinistra Progetto Comune.

La commissione di controllo è stata convocata per il 30 luglio, con l’audizione dei vertici dell’Asp.

Le reazioni politiche

Fratelli d’Italia ha chiesto una revisione del piano anticorruzione e trasparenza di Montedomini, contestando in particolare la mancata rotazione degli incarichi.

Sinistra Progetto Comune, con il capogruppo Dmitrij Palagi, sostiene invece che il caso non sarebbe isolato: "Non siamo davanti a casi isolati, ma a un pezzo strutturale della gestione", affermando che la destinazione turistica del patrimonio pubblico rappresenterebbe una scelta di gestione più ampia.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto piena trasparenza su bandi, domande, verbali e criteri di assegnazione, mentre Cgil e Sunia hanno ribadito che il patrimonio abitativo pubblico dovrebbe avere una funzione prevalentemente sociale: "Serve un vero piano casa complessivo".

Il confronto politico proseguirà ora nelle sedi istituzionali, con l’obiettivo di chiarire responsabilità amministrative e modalità di gestione degli immobili dell’Asp.

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