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Tari, via libera agli aumenti e tariffe in crescita del 6,7%. Si apre confronto politico sul gestore

Si apre il dibattito politico a seguito del via libera alla definizione comunale delle tariffe da parte dell'Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro che apre la strada all'approvazione da parte dei Comuni delle delibere per aumentare le tariffe; da quanto appreso è previsto un aumento medio del 6,7%, ma ad esempio Prato potrebbe innalzare la tariffa dell'8,5%. Saranno i consigli comunali a dover approvare le nuove tariffe entro il 31 luglio, sulla base delle valutazioni del gestore sul 'peso' del servizio nelle varie aree.

Gli aumenti vanno a compensare il costo del servizio e gli investimenti fatti da Plures Alia nell'annualità 2024-2026, che come prevede lo statuto devono essere rimessi nelle tariffe del servizio stesso.

Durante l'assemblea ATO sono anche emerse delle notizie sul prossimo Piano 2026-2029; come previsto, infatti, Plures Alia doveva presentare anche il piano di investimenti e dei costi fino al 2029, sulla base del quale saranno riadeguate le tariffe nelle prossime annualità. Sempre nel corso dell'Assemblea il direttore dell'ATO ha spiegato che sono stati contestati alcuni dei costi e investimenti oltre alla mancanza di adeguata documentazione al riguardo, chiedendo ad Alia di riformulare la proposta per approvarla entro l'autunno. I sindaci, inoltre, hanno richiesto di poter partecipare più attivamente alla redazione del piano che al momento, nonostante siano soci, di fatto passa solo dall'approvazione di ATO che, però, è un ente di validazione e non di redazione.

Piano 2026-2029, Biffoni: "Recepire indicazioni di Ato e coinvolgimento di tutti i soggetti"

Così Matteo Biffoni, sindaco del comune di Prato: "l'approvazione a larga maggioranza del Piano economico finanziario 2026-2029 da parte dell'assemblea dell'Ato Toscana Centro rappresenta un passaggio di forte responsabilità per il futuro della gestione dei rifiuti nel nostro territorio. Come Comune di Prato abbiamo voluto dare un contributo chiaro e rigoroso a questo percorso. Abbiamo chiesto e ottenuto che la predisposizione tariffaria nel futuro aggiornamento della pianificazione d’ambito dovrà necessariamente recepire le valutazioni dell'Autorità sulle istanze di riequilibrio e regolarizzazione del Gestore, oltre al nuovo Piano degli Investimenti 2026-2029. Tutte le autorità e i soggetti coinvolti devono lavorare per adeguare la tariffa al prezzo più basso possibile, rendendo la regolazione davvero funzionale ai bisogni dei cittadini e dei sindaci che li rappresentano. Per questo motivo, abbiamo dato mandato formale al Direttore Generale di proseguire con le attività di aggiornamento per consentire all'assemblea dei sindaci l'adozione del Piano d'ambito in autunno, rispettando i tempi concordati con la Regione Toscana. Inoltre, riteniamo fondamentale che subito dopo l'approvazione del Piano d'ambito 2025-2035 venga predisposto il PEF di concessione. Solo così avremo a disposizione uno strumento certo e rigoroso per verificare l’equilibrio economico-finanziario della concessione stessa. Efficientamento degli impianti, responsabilità tariffaria e rigido controllo finanziario devono marciare insieme".

Comitato Open Plures: "Immorale aumento Tari, serve cambio di rotta dirigenza multiutility"

Il Comitato inter-territoriale e trans-partitico Open Plures, nato su impulso delle Commissioni Controllo dei Comuni di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e Montemurlo, insieme al sindaco di Poggio a Caiano e a Daniele Brunori (consigliere comunale di Via Nova a Sesto Fiorentino), stigmatizza la decisione "sbagliata e controproducente" di aumentare ancora una volta le tariffe della Tari.

"Ciò denota l'assenza di una visione strategica – prosegue il Comitato in una nota –. Ciò denota che tutte le nostre preoccupazioni, troppo spesso derubricate come illazioni dall'attuale dirigenza Alia-Plures o dalle maggioranze nei Comuni, erano purtroppo fondate e veritiere, perché suffragate dalla consultazione e dall'analisi dei bilanci della stessa Alia-Plures. Ciò testimonia che siamo di fronte a un fallimento rispetto agli obiettivi con i quali era partita la multiutility".

"Tagli di nastro, sorrisoni d'ordinanza o sponsorizzazioni a destra e a manca non risolvono i gravi problemi; si impone un ripensamento e una svolta", incalza il Comitato, "e i Comuni devono tornare al ruolo-guida che gli compete. I padroni di Plures sono diventati succubi di Plures? Ci impegniamo affinché non sia più così".

"Le nostre collettività, tutte, vivono un momento complesso come mai prima d'ora – prosegue la nota –: l'aumento generalizzato dei costi, l'inflazione, la perdita di posti di lavoro e – di contro – l'esplosione del lavoro povero e la deindustrializzazione – non certo rallentata ma accelerata dalla miopia politica su infrastrutture e impianti. Caricare ulteriormente le famiglie e le imprese di costi, per altro ingiustificati, è una scelta immorale, irresponsabile e controproducente. Come è deplorevole continuare ad accumulare debiti, una vera e propria ipoteca sulle nostre collettività".

I sindaci di Cantagallo e Vaiano: "Nuova governance per Plures Alia"

Il modello di sviluppo è cambiato e anche la governance di Plures Alia deve adeguarsi, restituendo ai Comuni la piena capacità di indirizzo e controllo su una società interamente pubblica. È la posizione condivisa dai sindaci di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno, e di Vaiano, Francesca Vivarelli, al termine dell’assemblea di Ato Toscana Centro, che ha approvato il Piano economico finanziario 2026-2029 del servizio di gestione dei rifiuti.

Gli amministratori riconoscono il lavoro svolto da Ato Toscana Centro nella verifica dei costi presentati dal gestore e nell’applicazione del metodo tariffario definito da Arera. L’attività istruttoria ha portato a non riconoscere circa 22 milioni di euro di costi ritenuti non adeguatamente documentati o non coerenti con il perimetro del servizio, riducendone così l’impatto sulle tariffe.

La scelta di distribuire l’incremento tariffario nei prossimi quattro anni evita inoltre di trasferire immediatamente su famiglie e imprese l’intero aumento. Resta però, secondo i sindaci, la preoccupazione per una crescita dei costi che non trova riscontro in un miglioramento percepibile della qualità e della quantità dei servizi.

"Ato ha esercitato con rigore e trasparenza il proprio ruolo di garanzia dell’interesse pubblico, riconoscendo esclusivamente i costi dovuti e tutelando, per quanto possibile, cittadini e imprese. Adesso, però, è necessario affrontare il problema alla radice: la leva tariffaria non può continuare ad essere la risposta a ogni incremento dei costi. Servono efficienza gestionale, investimenti mirati e un servizio all’altezza di quanto viene richiesto agli utenti", affermano Bongiorno e Vivarelli, sindaci aderenti al Patto "Acqua pubblica/No quotazione in borsa della multiutility".

Dal confronto è emersa, in particolare, la necessità di superare un modello concepito in una fase politica ed economica diversa, quando per la società era previsto un percorso orientato alla quotazione in Borsa.

"Il management attuale è stato individuato per accompagnare un progetto di sviluppo che oggi non esiste più. Plures Alia non può continuare a operare secondo logiche prevalentemente di mercato e di profitto: deve tornare a mettere al centro la tutela dei territori, la qualità del servizio e la sostenibilità delle tariffe. Per questo riteniamo necessario aprire una riflessione seria sul modello di governance e sulla guida della società", proseguono i due sindaci.

Bongiorno e Vivarelli chiedono inoltre strumenti più incisivi di trasparenza, maggiore controllo sui bilanci e una più efficace programmazione economica e finanziaria, oltre a un rafforzamento del dialogo tra Comuni, Ato e azienda.

La posizione, spiegano, è coerente con il voto contrario già espresso sulla distribuzione dei dividendi attraverso il ricorso alle riserve: le risorse della società dovrebbero essere destinate prioritariamente agli investimenti per migliorare il servizio e ridurre progressivamente i costi.

Secondo i sindaci, la riduzione delle tariffe potrà essere raggiunta solo attraverso un incremento dell’efficienza gestionale, il completamento del sistema impiantistico previsto dalla programmazione e una minore dipendenza da strutture esterne. A questo si aggiunge la richiesta di valorizzare maggiormente l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata, utilizzando i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali recuperati e dai consorzi di filiera per contribuire concretamente alla riduzione della Tari.

"La nostra posizione è chiara: gli investimenti devono essere programmati, concordati con i territori e realizzati. Efficientamento degli impianti, crescita e miglioramento della raccolta differenziata e riduzione della produzione dei rifiuti sono gli strumenti indispensabili per offrire un servizio migliore a tariffe sostenibili", concludono i sindaci di Cantagallo e Vaiano.

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