UISP Empoli Valdelsa, riparte 'CooperiAMO': lo sport come strumento di inclusione per giovani in cura

Riparte, grazie al contributo di Fondazione CR Firenze il progetto “CooperiAMO”, promosso da UISP Empoli Valdelsa APS in collaborazione con Altamarea Cooperativa Sociale e la Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa. Avviato nel 2023 e realizzato con continuità fino al 2025, il progetto aveva subito un’interruzione in questi mesi. Il sostegno della Fondazione consente oggi di riattivare un percorso che negli anni ha dimostrato il valore educativo e sociale dello sport come strumento di inclusione e benessere.
CooperiAMO si svolge all'interno delle comunità terapeutiche residenziali “La Casa di Francesco e Chiara” di Vinci e “La Casa di Bert'ina” di Cerreto Guidi, che accolgono complessivamente 20 adolescenti tra i 13 e i 17 anni con disturbi psichiatrici non in fase acuta.
Le due strutture accompagnano quotidianamente i giovani ospiti in percorsi di cura e riabilitazione finalizzati al recupero dell'autonomia personale e sociale. In questo contesto, il progetto Uisp rappresenta un intervento complementare alle attività già presenti, utilizzando il movimento, lo sport e il gioco cooperativo come strumenti per favorire crescita personale, relazione e partecipazione.
«La ripartenza di CooperiAMO rappresenta per noi un risultato particolarmente importante – dichiara Arianna Poggi, presidente di Uisp Empoli Valdelsa – perché ci permette di tornare a offrire un’opportunità concreta a ragazzi e ragazze che stanno affrontando percorsi complessi. Lo sport e il gioco cooperativo sono strumenti educativi capaci di rafforzare fiducia, relazioni e benessere. Confermiamo l'impegno della nostra associazione nel promuovere uno sport sociale e inclusivo, capace di generare opportunità concrete per i giovani più fragili e di costruire, attraverso la collaborazione tra associazioni, servizi e territorio, percorsi di crescita, autonomia e partecipazione. Per questo ringraziamo Fondazione CR Firenze per aver creduto nel valore sociale di questo progetto e per aver reso possibile la sua riattivazione».
Il progetto nasce dalla consapevolezza che molti giovani accolti nelle comunità interrompono la pratica sportiva a seguito dell'ingresso in struttura. Le difficoltà legate ai percorsi terapeutici, agli effetti delle cure farmacologiche e alla complessità dell'inserimento nelle società sportive del territorio riducono spesso le occasioni di attività motoria e socializzazione. Per questo CooperiAMO offre uno spazio protetto e inclusivo nel quale tornare a praticare attività fisica, sperimentare le proprie capacità e costruire relazioni positive. Gli incontri si svolgeranno due volte alla settimana, alternando sport di squadra e attività cooperative non competitive, calibrate sulle caratteristiche dei partecipanti.
«Per i nostri ragazzi questo progetto non è semplicemente un'occasione per fare sport - spiegano da Altamarea - ma è parte del percorso di cura. Molti dei minori che accogliamo presso le nostre comunità convivono con una forte disregolazione emotiva e faticano a riconoscere e gestire ciò che provano. Lo sport, e in particolare i circuiti basati sulla collaborazione, offrono loro una via concreta per imparare a regolare le proprie emozioni attraverso il corpo, ridurre la tensione e i livelli di ansia, e incanalare l'attivazione in modo adattivo. Allo stesso tempo lavorare insieme per un obiettivo
comune permette di riscrivere il vissuto di esclusione che molti portano dentro: sperimentano che nel gruppo c'è un posto per ciascuno e ricostruiscono la fiducia in sé. È un intervento terapeutico a tutti gli effetti, che agisce sulla stabilizzazione clinica e sul reinserimento sociale dei ragazzi.»
Attraverso il gioco e il movimento, i ragazzi potranno sviluppare competenze relazionali e sociali, migliorare la gestione delle emozioni, rafforzare la capacità di collaborare e riscoprire il valore del contributo di ciascuno all'interno del gruppo. Le attività favoriranno inoltre il benessere psicofisico, la percezione positiva del proprio corpo e il contrasto all'isolamento sociale.
Fonte: Ufficio Stampa