Trovato morto il caprone Muschio, Rifugio Chico Mendes: "Attendiamo esito degli accertamenti"

"Muschio è morto. Abbiamo ritrovato il suo corpo poche ore fa mentre setacciavamo per l’ennesima volta i campi circostanti. In questo momento di dolore straziante vi chiediamo solamente di rispettare il nostro silenzio e di stringervi alla nostra comunità". È stato purtroppo ritrovato senza vita Muschio, il caprone di 15 anni che si era allontanato dal Rifugio Chico Mendes di Campi Bisenzio e che oggi comunica "con profondo dolore" il drammatico esito delle ricerche, che andavano avanti da giorni senza sosta. Il rifugio, parte della Rete dei santuari di animali liberi, aveva lanciato un appello per cercare aiuti nel ritrovare e riportare a casa il caprone, scomparso da sabato 18 luglio.
"Sono immediatamente intervenuti la Polizia Municipale, i Carabinieri e il Comune di Campi Bisenzio" spiegano dal rifugio. "Su disposizione delle autorità competenti, il corpo sarà trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove verranno eseguiti gli accertamenti e l’autopsia finalizzati a ricostruire, per quanto possibile, le cause della morte. Lo stato in cui il corpo è stato ritrovato" nei campi circostanti al rifugio, "già interessato da un avanzato processo di decomposizione dovuto alle condizioni ambientali e alle elevate temperature di questi giorni, potrebbe rendere particolarmente complessi gli accertamenti medico-legali. Al momento - viene specificato - sono in corso le indagini dell’Autorità giudiziaria. Per rispetto del lavoro degli investigatori e della necessità di fare piena luce sull’accaduto, il Rifugio Chico Mendes ritiene doveroso non formulare ipotesi né attribuire responsabilità prima che gli accertamenti siano conclusi".
Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento, prosegue la nota, "comprensibilmente segnate da un forte coinvolgimento emotivo, sono emerse diverse ricostruzioni e ipotesi sull’accaduto. In questo momento riteniamo doveroso attendere che siano le autorità competenti a fare piena luce sui fatti, prima di individuare eventuali responsabilità o diffondere come certe informazioni che sono ancora oggetto di accertamento. Non intendiamo alimentare una cronaca costruita sul corpo di Muschio. Crediamo che il modo più rispettoso di onorare la sua vita sia attendere con responsabilità l’esito delle indagini e continuare a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Comprendiamo il grande interesse e la partecipazione che questa vicenda ha suscitato nella cittadinanza e sui mezzi di informazione. Proprio per questo chiediamo che ogni ricostruzione venga affidata ai fatti che emergeranno dalle indagini e che il lavoro delle autorità possa svolgersi con la serenità necessaria ad accertare la verità".
Muschio "per noi non era soltanto uno degli animali del rifugio. Era un individuo libero, curioso e profondamente legato al suo branco. Il nostro pensiero va alle sue sorelle Indira, Guenda e Ganza, a suo fratello Cotone e alle pecore con cui ha condiviso cinque anni di vita, oggi disorientate dalla sua assenza. Ringraziamo tutte le persone che in questi giorni hanno partecipato alle ricerche, ci hanno sostenuto con il loro affetto e hanno condiviso il nostro dolore. Qualunque sarà l’esito degli accertamenti, continueremo a collaborare con le autorità competenti affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Non appena saranno disponibili informazioni ufficiali, sarà nostra cura comunicarle con la massima trasparenza alla stampa e alla cittadinanza".